domenica 29 novembre 2009

 


Oggi. E'. Stato. Davvero. Un. Pomeriggio. Di. Merda.


 



Complimenti!



Davvero complimenti a me...
...povera sfigata che si era svegliata con l'idea malsana e forse anche un po' nauseante di fare qualcosa di carino con la sua metà.
Oggi non è semplicemente No. Oggi è porcaputtanaladravaccaeva NO. NOepoiNO!

(Scusate ma quando sono incazzata,nevrotica,nervosa,depressa divento volgare.)

Dio che noia il calcio...

Per chi non fosse stato informato il Genoa ieri ha vinto il sue terzo Derby consecutivo.
E voi penserete...
Eccchecccazzocifrega? ECCO! Lo penso anche io. Checcazzomifrega?
No perchè dovete sapere che ieri sono stata chiamata dal moroso che felice ha voluto rendermi partecipe della cosa, dicendomi anche: << Hai gufato bene! Brava.>> (Questa frase dovuta al fatto che se mi ci metto, sono davvero brava a portare sfiga. Ma non diciamolo troppo in giro.)
Mi sono risparmiata di dirgli che veramente io stavo guardando un film idiota su italia uno... dettagli.
Anche se in effetti, tirando le somme, meglio avere un fidanzato che sprizza gioia da tutti i pori piuttosto che depresso... sì, però cheppalle. Facciamo che i miei amici di faccialibro sono tipo 200. Su questi 200, solo 20 saranno di Genova. E pppporcaputtana ogni volta che c'è un Derby devo sorbirmi tutte le cazzo di foto, insulti, festeggiamenti e co. che i simpatici Liguri si mandano l'un l'altro per sfottersi/gioire insieme. Mi intasano la home con cose delle quali meno non me ne potrebbe fregare e io mi interrogo ogni volta: per quale dannato motivo non riescono a darsi pace?
Voglio dire, amici tifosi ne ho anche che vivono a Milano. Qualche volta pubblicano qualche link simpatico (o meno) ma poi basta. Si rassegnano. Consci che nella loro vita esiste altro al di fuori del Milan/Inter/Juve/Albinoleffe/Molfetta/Mediolevante (...).
Perchè i Liguri non ci riescono?
Non me ne capaciterò mai.

Ora vado che altrimenti lascio il moroso in Stazione Centrale a prendere l'acqua.
Augh pulcini tifosi.

sabato 28 novembre 2009

Sfiga pre-nataliza

Ora sono molto infelice per l'ormai quasi definitiva impossibilità di trovare quello che sarebbe dovuto essere il mio regalo di Natale. 
Ma visto che ora ho tempo da buttare vi racconterò tutta la storia.
Tempo addietro mi imbattei in una macchina fotografica reflex: " Uuuuh, che bella. 
Sticazzi!
Quanto costa!
Ok non me la posso permettere.
"

Tempo dopo ne parlai alla mammetta un giorno per caso e lei, ascoltandomi affascinata, mi disse: "dai, magari un giorno te la regalo. Vediamo."
Io felice e contenta tornai in camera mia in attesa di quel giorno. (Che inizialmente pareva fosse il giorno della laurea. Ancora lontano aimè.)
Nel frattempo continuai a cercare di imparare il funzionamento della suddetta macchina grazie all'aiuto della saggia amica Z. che ne possiede una, sembrando in tutto e per tutto una turista demente che fotografa qualsiasi cosa; dal tombino, alla nuvoletta a forma di orsetto.


Un bel dì, mentre durante la colazione mi apprestavo a mangiare i miei biscotti pucciati nel the, la mamma mi si pose davanti con una news affascinante: "dai, visto che ti piace così tanto e poi ti potrebbe servire (per un master futuro che avrei intenzione di fare) potremmo prendere la macchina fotografica per Natale" *________________*

Evviva! GIOIA GAUDIO ET TRIPUDIO! 
Il mio cervellino cominciò a ragionare su tutto quello che avrei potuto produrre una volta avuta tra le mani la mia reflexina.
Nello specifico, l'oggetto dei miei desideri, è la seguente macchina fotografica:



Canon EOS 1000D


Così carina con il suo simpatico obiettivo 18-55 IS. 


Già... così carina. E così fottutamente introvabile.

Perchè si da il caso che nel momento stesso in cui io abbia avuto la gioiosa news di poter davvero avere questa cazzo di macchinetta, essa sia sparita dalla faccia della terra. Tutti i negozi di elettronica l'hanno messa in offerta e io sono arrivata sempre un giorno dopo (quando ormai l'offerta era finita e la macchina foto esaurita). Poi, il negozio in cui l'avevo ammirata per mesi e mesi ha pensato bene di farla sparire giusto giusto quando sono entrata io a chiedere se ce l'avevano. E pare che ovunque sia così. Ogni negoziante ha la sua scusa che varia da: "è fuori produzione." (Falso!! Ho chiamato la Canon che dice che è ancora in commercio... sì, che tristezza, ho chiamato anche la Canon -__-) a "No, non la teniamo più ormai c'è la 450D" (Eh, grazie al cazzo caro il mio negoziante, peccato che la 450D costi 200 euro in più).

Quindi UFFA UFFA UFFA E riUFFA! *Pesta i piedi per terra serrando i pugnetti*

Scusatemi per questa parentesi così fortemente da bimba viziata però dai... che sfiga! E' brutto avere una bella news così inattesa per poi essere disillusi quando sembrava che il nostro ardente desiderio fosse lì ad un passo. Lo paragonerei quasi ad essere lasciati all'altare. (No vabbè, ora forse sto facendo la drammatica.)

Però è un ingiustiSia. Sì, proprio come diceva il povero Calimero che dopotutto... era un pulcino.



ronf

Mi faccio un pisolo post-pranzo e pre-studio. Augh!

Sicura che questa notizia vi farà vivere meglio la giornata...

Che mal di gola

Appena tornata... e vi dico che probabilmente non riuscirò più a parlare per i prossimi due mesi. Domani vi schiafferò qualche video trovato su youtube solo per poter dire IO C'ERO!
Augh pulcini metallari!

venerdì 27 novembre 2009

E' giunta l'ora

Oggi! 
E' arrivato il giorno. 
Dopo mesi di attesa dall'acquisto del biglietto...
...è il momento!!
Ore 21, Palasharp, io ci sarò, come sempre!


Marilyn_Manson_-_The_Love_Song

 




giovedì 26 novembre 2009

Traviamoci


Oggi, ho deciso, tradurrò il librettese.




Partiamo dal presupposto che io amo l'opera. Fin da quando ero piccola sono stata trascinata dal Papi alla Scala a vedere Tosche, Elisir d'amore, Rigoletti e quant'altro. (Ovviamente anche Laghi dei cigni e Giselle, ma per ora preferisco concertarmi sull'opera.) All'inizio mi facevo solo delle gran dormite (scomode peraltro) poi ho cominciato ad addormentarmi solo dopo un po' ed infine mi sono detta "hei, ma questi tizi che cantano in fondo non sono così male". Però mi sono accorta che non a tutti - anzi - che quasi a nessuno piace la lirica. Almeno non a nessuno che abbia meno di 50 anni. E la spiegazione di questo rigetto nei confronti dell'opera solitamente è: "Non si capisce niente!". Oppure "non si capisce la storia (a parte che basterebbe leggerla prima, ma vabbè)" o "non si capisce quando cantano" o "non si capisce cosa dicono" (eh, per forza, cantano!), "poi è noiosa"... vabbè, ok. (Queste sono alcune delle scuse che mi sono state propinate dal moroso quando ci ho chiesto - con occhioni luccicosi - : << Andiamo a teatro assieeeeeeeeeeme?>> )
Ma io non mi rassegno e per destare un po' di interesse in voi non-amanti del teatro ho deciso di tradurre per voi il librettese e di creare una trama comprensibile delle opere che più mi aggradano.
E oggi si da il caso che io voglia tradurvi la Traviata! Deh.

Cominciamo quindi a dire che la Traviata è un'opera nientepopòdimenoicche di Giuseppe Verdi.
Sì, lui, quel vecchino dal faccino così simpatico con la barbetta bianca e il cilindo.
Il simpatico vecchino la rappresentò per la prima volta alla Fenice di Venezia nel lontano 1853 (con scarso successo in realtà, ma la cosa poco ci interessa).
Tutto comincia a Parigi, ad una festa del caro signor Gastone (che nulla ha a che vedere con Gaston della Bella&la Bestia) dove sono presenti il nostro Alfredo e la nostra cara Violetta.
Lui, un signore ricco, lei... come dirlo in modo carino... una cortigiana, una mantenuta... sì ok, vabbè, una zoccola. Però d'alto borgo nè, che sia chiaro.
Tutti bevono e mangiano lieti e felici, al signor Alfredo viene pure chiesto di fare un brindisi.
"Libiam ne' lieti calici chè la bellezza infiora, e la fuggevol ora s'inebri a voluttà."

Fondamentalmente inciucchiamoci finchè il fegato non ci abbandona visto che siamo ricchi, belli e giovini.
A questo punto, dopo aver cincischiato un pochetto, Violetta e Alfredo rimangono soli e qui lui le dichiara il suo super-amore. Ebbene, lui l'ama ormai da un anno (che babbo! penserete voi. Eh, succede un po' a tutti) e finalmente ha occasione di dirglielo. Infatti le dice: "Eterea,mi balenaste innante, e da quel dì tremante vissi d'ignoto amor. Di quell'amor ch'è palpito dell'universo intero, misterioso, atero, croce e delizia al cor.". (Dai che questo pezzo lo conoscete. L'avranno infilato in un mucchio di pubblicità come minimo.)
Praticamente l'equivalente di quel che si dice oggi quando a lui piace una lei e cioè: << Oh zia, sai che sei troppo figa!>>
Lei ovviamente si scioglie come un gelato lasciato al sole, però un po' lo mette in guardia ("Io sono franca, ingenua: altra cercar dovrete; non arduo troverete dimenticarmi allor.") della serie: "Tesoro guarda che io fino a ieri andavo un po' con tutti quelli che sganciavano un po' di grana...vedi te.". Ma lui ci crede fino in fondo e lei, convinta, gli dice di rivedersi il giorno dopo regalandogli un fiore e dicendogli di tornare quando questo sarà appassito. "Oh ciel! Domani..." Sì! Domani idiota! Quanto vuoi che ci metta ad appassire un fiore che una si stacca dalla scollatura?
Poi rimane sola e le viene l'ansia. Oddio ma io sono una zoccoletta. Come posso pensare di fare una cosa del genere. "Sempre libera degg'io! (...) Nasca il giorno, o il giorno muoia, sempre lieta ne' ritrovi a diletti sempre nuovi dee volar il mio pensier." Insomma. Ho sempre fatto la bella vita mantenuta da altri, dovrei continuare a farlo, o no?
Evidentemente no.

Fine primo atto.

Mi sta venendo la gobba a furia di stare al pc, quindi, prima di diventare come Rigoletto (visto che siamo in tema) penso che concluderò la mia lieta novella nei prossimi giorni.

Bonsoir pulcini lirici.

Uggiosità

Questo grigiume Milanese non mi aiuta a studiare. Gradirei ritrovare un po' di sole nel cielo se fosse possibile... ORA! Ho detto ORA! No... non funziona. Ufffff

mercoledì 25 novembre 2009

ROAR!!!!

CANOOOONNN MALEDETTA! 
RIMETTI IN COMMERCIO LA MIA 1000D O VERRO' A PRENDERMELA CON LA FORZA!!!



Perdonate il tono, ma era necessario.

Donna al volante

 


Ok. Smettiamola. E' giunta l'ora di piantarla con i femminismi inutili. Lo dirò adesso e non lo ripeterò mai più:


 


La maggior parte delle donne non sa guidare.


Donne, non vi inviperite. Ma è la verità e lo sapete anche voi. Io almeno ho il coraggio di ammetterlo! Sì! Sono donna, sono bionda e guido una smart... peggio di così si muore.
Ovviamente bisogna fare le dovute eccezioni. Come potrete notare ho scritto "la maggior parte". Ci sono sicuramente delle donne capacissime. Una di queste è sicuramente mia sorella che potrebbe asfaltare un qualsiasi uomo nel giro di 30 secondi, ma le altre, tutta l'altra marmaglia di piedini femminili sull'accelleratore, non è proprio capace.
Capiamoci. Non lo dico per cattiveria, però è vero che a noi donne la guida non è la cosa che riesce meglio. Oggi l'ho sperimentato sulla mia pelle. Avevo davanti a me una simpatica Yaris che se ne stava beata sulla sinistra (creando alle sue spalle una lunghiiiiiissima coda di automobilisti bestemmiatori) mentre io me ne stavo leggeremente più indietro ma a destra. (Perchè io SO che essendo negata appartengo solo e soltanto alla corsia di destra)
Ad un certo punto l'allegra carovana è arrivata ad una rotonda. Un'immensa rotonda dotata di semaforo. Il quale, in quel preciso momento, era verde! Qual gioia. E invece no!!
Perchè la simpatica signora al volante ha deciso che lei NO, non voleva passare con il verde. Lei voleva aspettare il semaforo dopo. Così ha INCHIODATO (ve lo giuro! Croce sul cuore!) facendo bestemmiare maggiormente gli automobilisti dietro di lei. A quel punto io mi sono vista costretta a sorpassarla da destra e mentre la sorpassavo ho pensato: (fino a quel momento infatti il sesso del guidatore di Yaris mi era sconosciuto) "Sarà sicuramente una donna."
CVD!
E' OVVIO e SCONTATO che come ci sono donne capaci a guidare, ci sono anche uomini INCAPACI.
In cima alla lista troviamo infatti gli uomini con il cappello. Non fidatevi mai di un uomo alla guida con il cappello! Sono i peggiori! Se li vedete allontanatevene subito! 
Subito sotto troviamo i tamarri con la Mini e la Cinquecento nuova (solo nuova! Se hanno quella vecchia allora non vale). Perchè loro sono i re della strada, sono i numeri uno, perchè hanno la macchina stilosa che va di moda e ti sorpassano ai 30000 all'ora suonandoti beffardi. Ma non datevi troppa pena per questi soggetti, perchè tanto alla curva successiva li vedrete spiaccicati su un bel muretto.
Abbiamo poi altri soggetti affascinanti come quelli con la macchina costosa (che più che altro gioiscono a sostenere economicamente il comune di Milano posteggiando dove non dovrebbero ed entrando nella zona Ecopass senza pagare -ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale... o forse no?-), quelli che mentre guidano leggono il giornale (l'ho visto! Giuro!) e tanti tanti altri che non ho voglia di elencare.
Insomma, il risultato di questo mio pensiero è che se volessimo fare una stima in percentuali di uomini e donne incapaci a guidare sarebbero: donne 70%, uomini 40%. Vincono nettamente. MA rimane comunque questo glorioso 30% di donne che può cambiare questa mia stima approssimativa! O almeno può provarci.
Augh pulcini guidatori.

Informatica fallita

Ringrazio anticipatamente chi si era offerto di aiutarmi a modificare il template. Ma come potete vedere sono riuscita a fare qualcosa. ^_^
Le tre lezioni di informatica che ho seguito mille mila anni fa sono servite a qualcosa. Yeah!

martedì 24 novembre 2009

I'll fly away...

Le massime del giorno sono:

"Meglio un uovo oggi che una gallina nuova." (??)

"Tutto è bene quel che finisce..."

"Anno nuovo, capelli nuovi."

Detto questo...

"One day I'll fly away
Leave all this to yesterday
Why live life from dreeeeeeeam to dreeeeeeeeeam
And dread the day when dreaming ends. "






lunedì 23 novembre 2009

Help Q.

Chi mi aiuta a cambiare il template di splinder? Questo maledetto sfondo preconfezionato non mi aggrada neanche un po'. Sobby!

epptciuuuuuuuuùùùùùùùùùù

Oggi, mentre ero alla guida della mia affascinantissima macchinetta (che è una smart e per la cronaca si chiama Sasha), è successa una cosa tremenda. Che non mi era mai accaduta prima d'ora. Ho starnutito! E pure quattro o cinque volte di seguito! E' stato bruttissimo!!!
Non riuscivo (ovviamente) a tenere gli occhi aperti e quel che è peggio mi trovavo in via Pagano dove c'era appena stato un incidente e quindi le macchine che venivano contromano erano costrette a passare nella mia corsia. Sono stati 10 secondi di terrore.
Sentivo già i titoli del tg: "Ragazza provoca frontale a causa di uno starnuto". Studio aperto ci avrebbe campato per un mese. Probabilmente mi avrebbero messo tra i cagnolini abbandonati con musica struggente e le tette rifatte di qualche illustrissima donnetta dello spettacolo.
Detto questo vi saluto. Augh pulcini raffreddati.

sabato 21 novembre 2009

Q. in modalità Oggi no

Oggi vi spiegherò il concetto di Oggi no. Come avrete notato è presente tra le categorie (tutte tra l'altro inteligentissime e sensatissime) perchè purtroppo (capita un po' a tutti) quando si è depressi si adoooora condividere i propri sentimenti di tristezza e autocommiserazione con il popolo di internet. Giusto per dire: "Hei! Non siete depressi solo voi. Ci sono anche io!" Io però ho un modo tutto mio per comunicare i miei momenti tristi. Con la definizione Oggi no. Andiamo ad illustrarne il perchè.
Dunque; quando avete le palle girate, la luna storta, siete infinitamente tristi o semplicemente capricciosi, sarà capitato anche a voi che le persone che vi stanno attorno (ignare di tutto visto che -Accidenti!-  noi personaggi infelici non siamo sempre al centro delle vite altrui) vi facciano delle domande. Chesssò: "Q. hai voglia di andare a prendere un gelato?"
Ecco. Nel mio caso anche una domanda idiota a questo livello mi destabilizza. Se sono soggetta a uno degli stati di cui si parlava prima (luna storta, infinita tristezza...) non sono molto motivata alla risposta. Anzi. Il mio corpo probabilmente risponderebbe con un suono
che è una via di mezzo tra un gnugnito e un lamento. Questo però provocherebbe altre domande. 

Individuo: <<C'è qualcosa che non va?>>
Quollina: *Altro lamento misto ad uno sbuffo*
I: << Sicura di stare bene?>>

Voi direte, per evitare altre domande tanto vale dare all'individuo quello che vuole. Il problema è che se io rispondo: << Sono depressa, la mia vita è brutta, triste e grigia. >> l'individuo chiederà: << Ma no, come mai? Cos'è successo? >>
A questo punto io dovrei utilizzare un linguaggio vocale comprensibile (che purtroppo non comprende sbuffi e grugniti) per spiegare cosa c'è che non va. E voi ne avreste voglia? Io, personalmente, no!
Da questo è nato il giorno Oggi no.
Infatti io ho pensato di attuare questo piano furbo. Quando sono depressa, incazzosa, capricciosa, lamentosa e altre cose che finiscono in -osa, prendo un post-it con scritto sopra in stampatello (con grosse lettere rosse) OGGI NO e me lo attacco in fronte. Così, se un individuo qualsiasi viene a farmi una domanda, esempio:

<< Andiamo dalla nonna? >>
<< Hai comprato il latte? >>
<< Guarda che bello il coniglio dei vicini! >>
<< Che bambino meraviglioso, è suo? >>

La mia risposta sarà sempre e comunque Oggi no. Senza che le mie labbra si debbano muovere il mio interlocutore avrà una risposta abbastanza soddisfacente da tacere e non fare altre domande. Come avete notato Oggi no si può utilizzare anche in caso di affermazioni (ES: <<Guarda che bel vestito che ho comprato!>>) l'interlocutore in questo caso potrebbe rimanere un po' perplesso, ma se già il fatto che ho un post-it in fronte non lo turba allora posso pensare che riesca ad accettare una non-risposta del genere.
Il passo successivo sarebbe quello di creare una maglietta (ci sto lavorando!) perchè il post-it in fronte aimè è un po' scomodo.

Poi, nel caso vi interessi, oggi nello specifico non è una giornata del genere. Oggi infatti sono abbastanza lieta. Quindi direi che oggi è un giorno "Oggi sì! Evviva!". Però ci tenevo ad essere chiara e a spiegare le mie motivazioni. Così se mai incontrerete una ragazza con un post-it in fronte con scritto Oggi no, ecco, saprete chi avrete davanti.

giovedì 19 novembre 2009

Scrubs Addicted



Ho trovato cosa mi ci vorrebbe adesso...







La scatola dei gattiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!! *_*

Sigghy

Oggi è una giornata grigia. E' tutto grigio... anche io sono grigia. Scriverò anche in grigio.

 

 

 

 

 


Non mi piacciono gli imprevisti. E quest'anno ce ne sono stati troppi. Persone stupide con idee stupide, idee stupide che vengono assecondate, problemi che si moltiplicano a manciate... ma tanto sono triste solo io, che importa.
Per fortuna che dicembre è vicino e il 2009 sta per finire. Nella speranza che il 2010 sia meglio ovviamente. Mi manca qualcosa che ho dimenticato nel 2008. Magari poi lo ritrovo per strada...



 

mercoledì 18 novembre 2009

Chi rompe paga!

Oggi ho comprato il primo regalo di Natale. E l'ho comprato per l'unica persona che adesso come adesso non si meriterebbe un regalo. Anzi! Si meriterebbe solo una barcata di sediate sulla schiena. Ma si può essere più imbecilli di così? 
No, evidentemente no.

Dovete infatti sapere che io sono una delle più grandi Fan del Natale. Quando Dicembre si avvicina io mi accendo come le lucette del presepe. Divento un tripudio di gioia e gentilezze con gli occhi a cuoricino e il sorriso perenne. Ma allo stesso modo divento una belva se qualcuno prova a rovinare questo mio Christmas-mood. L'ultima persona che tempo addietro ci ha provato ha finito per rincorrermi sotto la pioggia mentre io le gridavo insulti in qualsiasi lingua conosciuta e non. Mi auguro quindi che questo scazzo di metà Novembre sia passeggero e si risolva al più presto. Perchè in caso contrario la mia ira sarà inarrestabile!!!!!!!!!
Pulcino avvisato...

lunedì 16 novembre 2009

2009 - Odissea sul treno

Ho deciso oggi, visto che ho abbastanza tempo per cazziare al pc, di narrarvi la mia piacevole giornata di ieri.
Tutto cominciò alle 17.45 quando (ignara di ciò che mi sarebbe accaduto) ho preso il treno da Genova diretto a Milano centrale assieme alla mia amata A (ormai fa figo chiamare le persone con la sola iniziale, quindi lo farò anche io).
Felici e contente ci siamo entrambe sedute e abbiamo cominciato a conversare del più e del meno come al solito. Tutto sembrava andare nel mondo migliore fino a quando una sospetta pausa troppo lunga a Voghera ha fatto saltare sull'attenti qualche vecchino. Si è quindi sparsa una voce che ha gettato nel panico i più inesperti: a causa di un investimento tra Pavia e Certosa di Pavia i treni da e per Milano avrebbero subito un -inquietante- ritardo di 90 minuti per accertamenti delle autorità giudiziarie. Io e la mia compare che siamo ormai azioniste trenitalia non ci siamo scomposte più di tanto e abbiamo ringraziato il cielo di aver avuto l'idea sana e giudiziosa di prendere il treno assieme, così almeno avremmo passato quei 90 minuti in allegria.
Questa cosa però ha scatenato in me alcuni pensieri un po' cattivi ma legittimi. Visto che il termine "investimento" è un po' generico noi vorremmo tanto sapere se il poveretto/a è malauguratamente scivolato oppure ci si è buttato a pesce. Perchè nel primo caso il poveretto/a non ha colpa, anzi, è stato 300 volte più sfigato di noi. Quindi non è il caso di accanirsi. Ma nel secondo caso avrei qualcosa da obbiettare. Cito una frase che una mia saggia amichetta (che chiameremo Z perchè come ho già detto fa molto fashion chiamare le persone con la sola iniziale) mi scrisse proprio ieri mentre le raccontavo le mie peripezie ferroviarie: "Ma visto che si odiano così tanto da uccidersi, non possono evitare di essere ricordati come qualcuno che ha causato disagio? " Vedo già le vostre faccette indignate... però pensateci bene. Alla fine è lo stesso principio di quando un tizio o tizia frana sulle rotaie del metrò di Milano. Io un giorno, conversando con una persona che ci aveva messo 2 ore e mezza ad arrivare in università causa "presunto suicidio" ho sentito una frase del tipo: "adesso voglio le generalità del suicida, perchè se non è morto sul colpo ci penso io". E se ci riflettete un attimo, non ha neanche tutti i torti. Siamo tutti d'accordo che la morte sia una bruttiiiiissima cosa, ma adesso, parliamone, perchè se tu ti stai così estremamente sul cazzo, la tua vita è brutta e triste, la moglie ti ha lasciato e ti è anche morto il pesce rosse, devi prendertela con me? Io cosa ti ho fatto? Io neanche ti conosco! Io voglio solo prendere il mio treno/metrò e andare a casa. - OK, pensiero cattivo ed estremamente egoista, ma se mai un giorno vi troverete in metro ad aspettare per 20 o 40 minuti a causa di un "investimento" vi assicuro che anche voi diventerete cattivi ed estremamente egoisti e un po' penserete alle mie parole.
Detto questo, andiamo avanti con il racconto. La condanna dei 90 minuti di attesa sembra quasi svanire quando la signorina Trenitalia giunge nella nostra carrozza dicendoci che al binario 5 arriverà un fantastico treno che ci porterà a Milano MA (essendo le strade da e per Milano bloccate) passerà da Piacenza.
La cosa lascia tutti un po' perplessi ma dopotutto l'importante è tornare a casa, suvvia. Quindi, raccogliamo le nostre carabattole e ci dirigiamo nel fatidico treno che è un Intercity (pure lui proveniente da Genova). Ovviamente stiamo in piedi e aspettiamo.... aspettiamo...aspettiamo....aspettiamo....aspettiamo....aspettiamo. Unica nota positiva di questo momento: eravamo accanto all'omino delle cibarie, almeno non saremmo morte di fame. 
Aspettiamo...aspettiamo... insomma, neanche a dirlo aspettiamo talmente tanto che la famosa autorità giudiziaria ormai ha fatto in tempo ad accertarsi di quello di cui doveva accertarsi e quindi partiamo diretti a Pavia, Milano Rogoredo, Milano Lambrate e Milano Centrale. Iuppidu!
Arriviamo quindi all'alba delle ore 21 (con un sacco di amici, dopotutto il ritardo trenitalia rende l'essere umano estremamente socievole o estremamente incazzoso) a Milano Centrale.
E voi direte... beh, perfetto. Tutto è bene quel che finisce bene! E invece no amici miei.
Perchè quando sono arrivata a Cadorna e a Gambara per tornare a casa le scale mobili non funzionavano neanche a pagarle oro e quel che è peggio, appena uscita dal metrò, ho pucciato il mio intero piede sinistro in una mega pozzanghera. Quindi sono arrivata a casa stanca, affaticata e pure con i girini in una scarpa. Non male! No?
Augh pulcini fortunati.

domenica 15 novembre 2009

Trenitalia my love

Partenza da Genova ore 17.45.
Arrivo a Milano ore 21.00.
...non credo ci sia altro da aggiungere.


venerdì 13 novembre 2009

Quollina 0 - Genova 1

Avete mai volantinato, distribuito gadget o omaggi a Genova? Ecco, se potete scegliere, NON FATELO! Andate da qualsiasi altra parte, ma non a Genova! Giuratemelo!

Ora vado a svenire per un po' sul letto, la sveglia alle 5.50 di questa mattina mi ha leggermente destabilizzato.
Buon Venerdì 13 pulcini scaramantici.

giovedì 12 novembre 2009

ffffffwissimo

Vi capita miai di conversare con qualcuno che ogni tanto continua a ripetere la stessa cosa per ore ed ore?
Non vi viene voglia di avere un telecomando per poter andare avanti veloce?
A me sì! Tanto!
Voglio un grosso telecomando sul quale poter schiacciare un mega pulsantone FFW e mandare avanti veloce le cose che ho già sentito mille e mila volte. Così avrei più tempo libero per annoiarmi o fare altro, non vi pare?

mercoledì 11 novembre 2009

chepallechepallechepalle

La mia giornata da cuoricini e occhietti gioiosi in tre minuti è naufragata:


  • sono in netta perdita di cash

  • mi dovrò svegliare alle 5.45 per lavorare

  • starò chiusa in casa anche questo week-end...

  • ...e quel che è peggio non sarò a casa mia

  • devo davvero iniziare a studiare 

  • ...e tanto tanto altro che per la privacy temo di non poter scrivere.


ROAR. Voglio picchiare qualcuno.

Ikea sweet Ikea

Il mio cuore è pieno di gioia. I miei occhietti sono lucidi e cuoriciosi. Il mio essere sprizza entusiasmo da ogni poro. Tutto questo perchè oggi sono stata all'Ikea.
E (come tutti quelli che la amano ben sapranno) l'ikea è un mondo magico. Dove tutto è bello, economico e colorato. Dove i letti sono tutti coordinati, pieni di cuscini e stracolmi di ammmmore. Dove le cucine sono in ordine, pulite e fanno tanto "casa del mulino bianco".
Però l'ikea è anche crudele. Molto crudele. Terribilmente crudele. Soprattutto quando la visiti senza un soldo in tasca e ti verrebbe voglia di comprare TUTTO. E quando dico tutto intendo proprio tutto: il faghiaccio a forma di pesciolino, la lucetta notturna a forma di stella, enormi candele rosse, inutili petali di rosa finti, ciotoline pe cucinare, federe di qualsiasi colore, tende inutili ma così affascinanti, cuscini.... troppi cuscini in ogni forma e colore, sedie per il computer, materassi e anche i seggiolini per bambini (anche se tu non hai bambini e non pensi di averne a breve).
Tutto questo è assai doloroso da affrontare. Ma la cosa più brutta è quando speri di poter uscire dall'Ikea con la tua nuova cassettiera (per la quale hai i soldini che la mamma ti ha affidato generosa e gentile per poter completare l'arredamento della tua cameretta) per poi uscire a mani vuote (o con solo due pacchi di biscottini consolatori) perchè la maledetta cassettiera è lunga 112 cm ma la tua smart NO.
Però, cara la mia Ikea, tornerò al più presto. E la prossima volta sarò preparata. Avrò soldi e una macchina più spaziosa!
Augh pulcini arredatori!

martedì 10 novembre 2009

Igloo in corridoio

Anche oggi sono perplessa. Direi perplessa e vagamente irritabile. Perchè anche oggi, come tutte le mattine, mi sono svegliata nel tepore del mio lettino, ho inforcato ciabatte e vestaglia (sì, ho una vestaglia! Se la cosa non vi sta bene non mi interessa) e sono uscita dalla mia stanza per andare a fare colazione... e cosa mi attendeva in corridoio?
Igloo, vento e dei simpatici pinguini che si tiravano le palle di neve. Volete sapere perchè mai? Ve lo spiego subito.
Si da il caso che la mia cameretta sia di fronte alla stanza da letto di Padre e Madre i quali, quando si alzano la mattina, hanno sempre la simpatica abitudine di spalancare la finestra lasciandola aperta per tuuuuuuuuutto il tempo, fino a quando io, ignara di tutto, esco beata dalla mia stanza per incontrare gli amici che vivono al polo visto che il clima è praticamente lo stesso. E' vero che neanche due giorni fa lodavo le piacevoli caratteristiche dell'inverno, ma io l'inverno lo amo perchè so come affrontarlo. La finestra aperta invece non so come affrontarla! Perchè appena sveglia le mie facoltà motorie e intellettive sono pari allo zero, non avrei la forza di vestirmi, specialmente prima di aver mangiato, è già tanto che trovo le ciabatte e riesco ad infilare la vestaglia senza cadere in terra ferita. Inoltre questo accorgimento forse mi farebbe affrontare meglio il corridoio adesso, ma a dicembre o gennaio aimè non si scampa. Perchè quando ti accorgi che hanno installato delle piste da sci davanti alla porta della tua cameretta è ormai troppo tardi per tornare indietro. L'unica idea saggia che mi è venuta è quella di uscire dalla stanza avvolta nel piumone e andare così a fare colazione, ma la Madre ha dimostrato di non apprezzare questa mia idea. Quindi che posso fare?
Io giuro che ci ho provato a spiegare le mie ragioni, ma sembra che non siano abbastanza valide. Dopotutto far "cambiare l'aria" è importante (lo dice anche topo Gigio). Ma perchè per colpa di topo Gigio che dice di aprire le finestre per non prendere la suina io devo morire di freddo e prendermi un canonico e umanissimo febbrone a 40? Non me ne capacito.


Dovrò far valere le mie ragioni con un atteggiamento meno diplomatico. Ho deciso! Domani installerò un picchetto davanti al ripostiglio con tanto di raccolta firme e se questo non dovesse servire scatterà la violenza. Lanci di ciabatte e grida isteriche saranno la mia arma vincente.
Ora però devo andare perchè c'è un orso polare che sta mangiando il telecomando.
Augh, pulcini raffreddati, passate una buona giornata e copritevi bene!

 

lunedì 9 novembre 2009

Il dubbio

Sono perplessa. Oggi ho visto la pubblicià di una bambola che starnutisce. Adesso mi domando, ma quale bambina malata desidererebbe avere una bambola che starnutisce? Ma come la Sbrodolina...
<< Ciao bambina la mia bambola starnutisce e la tua? >>
<< La mia si sbrodola e io la asciugo con il tovagliolino. >>
<< Evviva, andiamo a giocare assieme. >>

E' raccapricciante. Io da piccola avevo il Ciccio bello, che già di suo era molesto perchè se gli levavi il ciuccio si metteva a piangere, ma almeno non te ne dovevi occupare più di tanto. Che gusto c'è ad avere una bambola spaccapalle?
Sarà mica divertente cambiare i pannolini e fare la pappa per neonati. Bisognerebbe dire alle bimbe desiderose di avere codeste bambole che prima o poi dovranno comunque cambiare pannolini e preparare pappette e che non sarà più così divertente, quindi... perchè bruciarsi tutto quando si è piccoli? Tanto vale aspettare.
Con questo dubbio amletico mi ritiro nelle mie stanze, devo prepararmi per yoga.
Oooooooooooooooooommmmmmmmmm.


domenica 8 novembre 2009

Invernitudine.

Oggi, complice lo sciopero di Trenitalia che mi ha regalato molto tempo per pensare, ho deciso di inaugurare un nuovo blog. Non che la mia mente sia così eccelsa da meritarsi cotanto spazio, ma ogni tanto partorisce qualcosa di divertente che mi sembra giusto e doveroso condividere con il mondo, o no?

Quindi, per cominciare ho deciso di condividere una cosa che oggi mi ha risollevato la giornata (che devo dire era cominciata in modo pessimo) ossia che oggi è UFFICIALMENTE inverno! Sì! E' così! 
Freddo! Pioggia! Nuvolette di fiato! Sciarpa e cappello! Venite a me! Io un po' come Sailor Moon "sono la paladina dell' inverno, sono una combattente che veste sciarpa e cappotto e sono venuta fin qui per punirvi in nome dei termosifoni accesi". Mi dispiace per tutti coloro che appena vedono il termometro scendere sotto i 20 gradi cominciano a piagnucolare e sognano un istantaneo trasferimento alle Maldive, ma io (mentre loro piagnucolano) sono lì che faccio gli scongiuri sperando che i gradi calino di altri 12. Ebbene sì. Io vivo bene tra i 5 e i 15 gradi, direi che quando ce ne sono 10 la mia anima è in pace. Quando vedo il piumone sovrastare il mio lettino penso che da quel momento in poi niente potrà più nuocermi (magari -_-). Quindi devo dire che oggi, quando sono scesa in Famagosta e ho visto che respirando producevo le tanto amate nuvolette di fiato mi sono venuti gli occhi a cuoricino. Soprattutto quando ho percepito la punta del naso e le dita gelate. Dopotutto fino a oggi pomeriggio ero a Genova dove il freddo arriva un po' (perdonate il francesismo) quando cazzo vuole lui. In effetti a Genova non fa mai freddo, quasi mai, però c'è LUI, il maledetto, lo schifoso, l'infame... sì, proprio lui: il vento! 
Perchè, parliamone, il vento non mi piace. L'inverno a Genova non è inverno! Perchè non è che fa freddo perchè ci sono pochi gradi, NO, fa freddo perchè c'è il vento. Che ti si infila sotto il cappotto, tra le fessurine della sciarpa e sotto le pieghette del cappellino, è snervante. Nel senso che o vai in giro vestito con una tuta a tenuta stagna oppure ti attacchi e soffri per gli spifferini. Poi, spesso mi si dice che sono scema io perchè vado a Genova con il cappotto che, aimè, è risaputo, con pioggia e vento è come non averlo addosso. Ma se io, nata e cresciuta nella pianura Padana, sono abituata a trascorrere il calmo e gelido inverno infagottata nel mio cappotto di lana, cosa ci posso fare? Io la tuta da palombaro non ce l'ho e non mi piace. Non mi si abbina allo stivale e neanche alla borsetta! Inoltre il soggetto che mi critica per le mie scelte vestiarie è il mio moroso, un individuo che al 20 di agosto, con 43° all' ombra, mentre le persone normali si scioglono sul ciglio del marciapiede, se sente un sospiro di vento che gli scompiglia i riccioli biondi esordisce con una frase del tipo: "eeeeeh, c'è arietta vero?". Oppure al mare, sempre con 43° all'ombra, lo stesso soggetto dice: "eh, io esco dall'acqua perchè fa un po' freddino" (Lo giuro! Posso produrre dei testimoni!). Ed io, che in quei momenti mi trovo lì vicino e sto lottando per non morire disidratata visto che sudo anche dalle palle degli occhi, mi devo trattenere dallo scuoterlo per le spalle e gridargli "coooosaaaa caaaaazzzooooo diiiiiiiiciiiiiiiiiii !!!!!". Sarete quindi d'accordo con me nel dire che un soggetto del genere non può assolutamente giudicare le mie scelte vestiarie invernali visto che lui ha freddo a metà agosto. (Dopotutto ha rubato il mio cuore quando, una delle prime volte che si è recato a Milano in inverno, ha esordito dicendo: " ...  qui ci sono i pinguini.".)
Detto questo concluderei visto che il discorso comincia a non avere più un senso logico.
Saluto quindi dal mio primo intervento ufficiale sul mio nuovo blog.
Augh!