lunedì 16 novembre 2009

2009 - Odissea sul treno

Ho deciso oggi, visto che ho abbastanza tempo per cazziare al pc, di narrarvi la mia piacevole giornata di ieri.
Tutto cominciò alle 17.45 quando (ignara di ciò che mi sarebbe accaduto) ho preso il treno da Genova diretto a Milano centrale assieme alla mia amata A (ormai fa figo chiamare le persone con la sola iniziale, quindi lo farò anche io).
Felici e contente ci siamo entrambe sedute e abbiamo cominciato a conversare del più e del meno come al solito. Tutto sembrava andare nel mondo migliore fino a quando una sospetta pausa troppo lunga a Voghera ha fatto saltare sull'attenti qualche vecchino. Si è quindi sparsa una voce che ha gettato nel panico i più inesperti: a causa di un investimento tra Pavia e Certosa di Pavia i treni da e per Milano avrebbero subito un -inquietante- ritardo di 90 minuti per accertamenti delle autorità giudiziarie. Io e la mia compare che siamo ormai azioniste trenitalia non ci siamo scomposte più di tanto e abbiamo ringraziato il cielo di aver avuto l'idea sana e giudiziosa di prendere il treno assieme, così almeno avremmo passato quei 90 minuti in allegria.
Questa cosa però ha scatenato in me alcuni pensieri un po' cattivi ma legittimi. Visto che il termine "investimento" è un po' generico noi vorremmo tanto sapere se il poveretto/a è malauguratamente scivolato oppure ci si è buttato a pesce. Perchè nel primo caso il poveretto/a non ha colpa, anzi, è stato 300 volte più sfigato di noi. Quindi non è il caso di accanirsi. Ma nel secondo caso avrei qualcosa da obbiettare. Cito una frase che una mia saggia amichetta (che chiameremo Z perchè come ho già detto fa molto fashion chiamare le persone con la sola iniziale) mi scrisse proprio ieri mentre le raccontavo le mie peripezie ferroviarie: "Ma visto che si odiano così tanto da uccidersi, non possono evitare di essere ricordati come qualcuno che ha causato disagio? " Vedo già le vostre faccette indignate... però pensateci bene. Alla fine è lo stesso principio di quando un tizio o tizia frana sulle rotaie del metrò di Milano. Io un giorno, conversando con una persona che ci aveva messo 2 ore e mezza ad arrivare in università causa "presunto suicidio" ho sentito una frase del tipo: "adesso voglio le generalità del suicida, perchè se non è morto sul colpo ci penso io". E se ci riflettete un attimo, non ha neanche tutti i torti. Siamo tutti d'accordo che la morte sia una bruttiiiiissima cosa, ma adesso, parliamone, perchè se tu ti stai così estremamente sul cazzo, la tua vita è brutta e triste, la moglie ti ha lasciato e ti è anche morto il pesce rosse, devi prendertela con me? Io cosa ti ho fatto? Io neanche ti conosco! Io voglio solo prendere il mio treno/metrò e andare a casa. - OK, pensiero cattivo ed estremamente egoista, ma se mai un giorno vi troverete in metro ad aspettare per 20 o 40 minuti a causa di un "investimento" vi assicuro che anche voi diventerete cattivi ed estremamente egoisti e un po' penserete alle mie parole.
Detto questo, andiamo avanti con il racconto. La condanna dei 90 minuti di attesa sembra quasi svanire quando la signorina Trenitalia giunge nella nostra carrozza dicendoci che al binario 5 arriverà un fantastico treno che ci porterà a Milano MA (essendo le strade da e per Milano bloccate) passerà da Piacenza.
La cosa lascia tutti un po' perplessi ma dopotutto l'importante è tornare a casa, suvvia. Quindi, raccogliamo le nostre carabattole e ci dirigiamo nel fatidico treno che è un Intercity (pure lui proveniente da Genova). Ovviamente stiamo in piedi e aspettiamo.... aspettiamo...aspettiamo....aspettiamo....aspettiamo....aspettiamo. Unica nota positiva di questo momento: eravamo accanto all'omino delle cibarie, almeno non saremmo morte di fame. 
Aspettiamo...aspettiamo... insomma, neanche a dirlo aspettiamo talmente tanto che la famosa autorità giudiziaria ormai ha fatto in tempo ad accertarsi di quello di cui doveva accertarsi e quindi partiamo diretti a Pavia, Milano Rogoredo, Milano Lambrate e Milano Centrale. Iuppidu!
Arriviamo quindi all'alba delle ore 21 (con un sacco di amici, dopotutto il ritardo trenitalia rende l'essere umano estremamente socievole o estremamente incazzoso) a Milano Centrale.
E voi direte... beh, perfetto. Tutto è bene quel che finisce bene! E invece no amici miei.
Perchè quando sono arrivata a Cadorna e a Gambara per tornare a casa le scale mobili non funzionavano neanche a pagarle oro e quel che è peggio, appena uscita dal metrò, ho pucciato il mio intero piede sinistro in una mega pozzanghera. Quindi sono arrivata a casa stanca, affaticata e pure con i girini in una scarpa. Non male! No?
Augh pulcini fortunati.

1 commento:

  1. Per quanto possa esser pianificato, pensato e ripensato, il suicidio non è mai un'azione in cui si ha lucidità mentale e si pensa agli altri, non puoi aspettarti che qualcuno pensi che una simpatica pulcina faccia ritardo col treno... porta pazienza! :)
    La pozzanghera invece non ha nessuna scusante! :D


    M. (fa figo)

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