sabato 30 gennaio 2010

grasse risate

Mamma di Q: ...ho sentito che adesso chi guida deve rispondere anche per quelli che sono in macchina con lui...

Q:
Cioè? Se io porto uno ubriaco tolgono i punti a m
e ?


XDDDDDDDDDDDDDDDDDD
Che ironia!!

la Q pretende

Cià, oggi mi sento pretenziosa.
E ho deciso di immaginare come dovrebbe essere il mio light-blue prince.

Tanto per cominciare niente cavallo bianco e vestito azzurro con berrettino annesso che mi pare un po' demodè. Direi che come mezzo di locomozione potrebbe avere una macchina normale, nulla di eccessivamente sportivo (che come si dice è un po' una compensazione fallica e io non voglio che il mio uomo vada in giro su un macchinone sportivo solo perchè si sente sessualmente un po' sminchio) o eccessivamente lussoso (voglio sbriciolare sui sedili e fumare in macchina - anche se io non fumo - senza sentirmi dire: <<Miiiispoooorchiiisediliiiiiiiiidipelleeeee...>>.).
Una macchina umile del genere Punto, Golf, Fiesta, Yaris. Qualcosa che non perda i pezzi mentre si muove ma neanche che se per sbaglio qualcuno gli posteggia troppo vicino l'uomo comincia a bestemmiare in sanscrito manco avesse messo sotto sua mamma. Poi mi piacerebbe anche che avesse un bel motorello. Sempre stesso discorso di cui sopra, niente moto da corsa che tanto a Milano city i 320km all'ora in circonvallazione non si possono fare senza che ti arrivi un mazzetto da 100 pagine rilegato di multe. Direi un mezzuccio su due ruote per non pagare l'ecopass e per non uccidersi ogni volta che si deve cercare posteggio sui navigli.
Passiamo poi al fisico del fanciullo. Il light-blue prince pare debba essere biondo, sbarbato e sorridente. Ecco, passi il sorridente, passi il biondo (preferisco essere io La bionda nella coppia, ma posso sopportare) ma io non lo voglio sbarbato. L'era dell'uomo depilato deve finire. Mannaggia a voi. Noi donne ci sbattiamo come delle matte per essere lissie e morbide come delle pesche e voi che fate?
Siete più lissi e morbidi di noi. Ennò! E' scorretto! Non si fa.
Il mio Prince non può passare più tempo di me in bagno nè dirmi: << Oggi vado dall'estetista. >>. No no no! Quindi il mio uomo deve avere i peli. Non dico il maglione dolcevita perenne, ma un po' di barbetta incolta la esigo. E poi insomma, uomini, i peli, se ci sono, lasciateli lì. Chevifrega?
E oltre ai peli, lasciate lì anche i capelli. I capelli del mio Prince possono essere biondi, mori, rossi, blu o rosa, non mi interessa, purchè ci siano! Niente fanciulli che si radono la crapa. Ma io dico, avrete tutto il tempo di questo mondo per diventare pelati, cosa vi costa tenerveli adesso in testa? Vi pesano? Vi schiacciano il cervello? A meno che non siate Telespalla Bob ne dubito. Quindi, CAPELLI! Non importa come, basta che ci siano. E, riprendendo il filo dell'uomo fighetta-depilato-con macchina costosa, niente uomini che se gli tocchi un ciuffo ti insultano dicendo che si sono appena pettinati. No, no e poi no. Questa frase posso dirla solo io dopo che sono stata tre ore sotto il phon e quattro con i bigodini. Non tu, uomo. Io a te posso infilare una mano tra i capelli e agitarla come si fa con i bimbi e tu al limite puoi chiedermi di risistemarti quando ho finito di fare la demente.
Per il fisico non ho idee particolarmente precise, mi basta che non sia eccessivamente palestrato perchè altrimenti mi pare troppo il Ken di Barbie. Poi ovviamente, essendo light-blue prince (elllasciatemi sognare suvvia), prediligo le spalle larghe e un'altezza media (direi sul metro e ottanta, ma anche meno, tanto io non sono una stangona ^_^).
Voglio inoltre che abbia un numero di scarpe considerevole. Almeno un onesto 44. Visto che io ho il 40! Avere accanto un uomo con il 41 mi farebbe venir voglia di infilargli i  miei tacchi per scoprire se stanno meglio a lui.
Ultima richiesta, e questa è vera (nel senso che è una cosa alla quale faccio spesso molto caso), i denti. Che siano umani (in questi ultimi tempi sempre meglio precisare và), che siano il numero giusto (più o meno) e che siano dislocati in modo omogeneo all'interno della bocca. Sarà una cosa idiota, ma il sorriso è una cosa su cui non transigo.
E per il fisico ci siamo direi. Se passiamo alla descrizione caratteriale però comincia già ad essere più spinosa. Ci metterei decisamente troppo tempo e ora come ora sono abbastanza pigra da non averne voglia.

Quindi concludo dicendovi che se per caso dovessi trovare un uomo simile ve lo farò sapere e che Mr. B per alcune cose somiglia molto a questa descrizione, solo che lui è antipatico! E il mio light-blue prince non sarà antipatico. No no!


giovedì 28 gennaio 2010

28-1-2010

"Vi è mai capitato di passare delle belle giornate per poi sentirvi dire, quando siete a pezzi, che non sono state davvero così belle?
Tanto da sentirvi dei veri idioti.
Perchè se avete avuto l'impressione che andasse tutto bene, al 90% significa che non avete capito un cazzo.
E non serve farsi venire una crisi isterica o frignare inutilmente, tanto in certi casi è come sbattere la testa contro il muro.
Parlare a volte non risolve nulla.
Anzi.
Ci fa solo sentire più vulnerabili, più esposti, mentre gli altri rimangono impassibili, insensibili a quello che ci succede.

Perchè tanto ti lamenti sempre. E' solo un'altra lamentela.

Allo stesso modo però, ci si rende conto che questa volta le scuse non bastano.
Scuse che comunque non arriveranno, perchè dall'altra parte non è successo niente. Dall'altra parte erano solo le ennesime lamentele che finiranno nel dimenticatoio. Dall'altra parte erano solo un sacco di Blabla noiosi e piagnucolati.
Però è facile rendersi conto che se anche le scuse dovessero arrivare, non sarebbero abbastanza. Questa volta no.

Ma voi potete imparare da questo. Imparare che ogni tanto, per far del bene a noi stessi, è meglio stare zitti. Dovrebbe essere giusto e corretto essere sinceri con gli altri, ma se vi rendete conto che questo fa stare male solo voi, allora non è più il caso di farlo.
Allora è meglio non manifestare i problemi, le preoccupazioni, le ansie e quant'altro. Perchè c'è il rischio che queste peggiorino solamente.

Basta solo imparare da queste cose che ci fanno aprire gli occhi e ci fanno rendere conto chi è la persona che abbiamo di fronte e come è fatta. In questo modo possiamo almeno capire se parlare può aiutarci oppure no."


Nel mio caso, parlare, non è servito a niente. Quindi è il caso di smetterla.
Fare sì con la testa, forse, è la miglior soluzione ai miei problemi.

lunedì 25 gennaio 2010

Duello fotografico

Ed ecco, tre, due, uno...via! 


Parte il primo duello fotografico tra me ed Euridisse.
Abbiamo deciso di scegliere di settimana in settimana un argomento fotografico, oppure un titolo, dal quale trarre ispirazione per una foto. Una volta realizzata la foto attendiamo che qualcuno la voti e decreti la migliore. :)

Ecco quindi a voi le fotografie e l'apposito sondaggio per votare. :D

Il titolo di questa settimana era "A qualcuno piace caldo". E' incredibile, nonchè surreale, che senza esserci condizionare in alcun modo, abbiamo avuto la stessa idea. Segno incontestabile che io ed Euridisse abbiamo un cervello in due.







Foto 1


Foto 2

Taglio Autonomi al Programma

Ora vi parlerò del fenomeno che dilaga nelle università di tutto il mondo. Il TAP, altrimenti detto, "fenomeno dei tagli autonomi al programma".
In cosa consiste questo fenomeno: uno studente spesso decide, a proprio rischio e pericolo, di saltare un parte del programma d'esame. La motivazione più utilizzata solitamente è "tanto questo non lo chiederà mai":
Ora, vi illustrerò qui di seguito, uno dei peggiori effetti collaterali del fenomeno. Infatti, se il TAP fa risparmiare indubbiamente tempo allo studio, spesso fa anche incorrere il malcapitato in situazioni di questo genere:

Professore: <<Bene signorina, mi parli di ecc...>>

Q: ......
* La mia mente vola così a qualche giorno più indietro. Mentre studiavo, esercitando il TAP, mi sono imbattuta nell'argomento a cui fa riferimento la domanda. Ed ecco che esclamo beffarda <<Mavà, questo non lo chiederà mai...>> e volto risoluta la pagina.


CACCHIO! 

venerdì 22 gennaio 2010

Sindrome premestruale maschile

Io sono una delle ragazze che ha fortuna di avere un fidanzato con le mestruazioni.
Sì, perchè Mr. B ha sicuramente la sindrome pre-mestruale
(spesso di venerdì, quando deve lavorare tanto) e conseguentemente dovrà avere anche le mestruazioni.
No? Mi sbaglio?
Sono l'unica fortunata o esiste qualche altra fanciulla che condivide la mia pena?
Io ero rimasta che le "nostre cose" erano solo nostre, che per averle bisognasse avere due cromosomi X. Ma mi sarò sbagliata.
Non sono mai stata molto attenta durante le lezioni di biologia e deve essermi sfuggito qualcosa.

grrrr

Bastabastabasta! 
Dirò solo questo.

Oggi fino alle ore 17.55 ero una persona rilassata. Ora sono incazzata e triste perchè il mondo è davvero pieno di idioti.
Idioti imbecilli e ignoranti che non capisco un cazzo come al solito.
Bastabastabasta.
Non è possibile che una singola persona sia capace di rovinarmi ogni volta la giornata in 20 secondi, senza che la sua venga in nessun modo intaccata.
Bastabastabasta.


E basta!

mercoledì 20 gennaio 2010

la tecnologia in mano agli incapaci

Ma si può? Si può?
Mia sorella, oltre che essere uno degli incapaci del titolo, è anche TACCAGNA in fatto di spazio sugli hard disk! 
Come si può essere tirchi in questo senso?
Mi spiego.
Devo installare linux sul mio pc (sì, ne ho pieni i maroni di Windows, spero che Bill non se la prenda troppo, ma ormai è deciso) e devo fare un po' di spazio. Sono piena di puntate di telefilm che urge copiare su dvd, però, aimè il mio masterizzatore dvd (grazie alla Mamma che un giorno ci ha messo le mani) ha smesso di masterizzare.
Devo quindi spostare le puntate dei telefilm su un altro pc e masterizzarle da lì.
Il mio Hard disk esterno è aimè strapieno di foto e puttanate varie. Che fare dunque?

Chiedere in prestito a mia sorella un po' di spazio sul suo hard disk esterno da UN TERABITE! 


Sì! UN TERABITE!

Q. domanda e la sorella di Q risponde: "NO! Perchè lo spazio serve a me per le mie cose."
COSA?
Ma stiamo scherzano?
UN TERABITE?
Neanche lo sapeva cos'era un Terabite se non glielo spiegavo io quando le hanno regalato il disco.
Fanculo.


Ecco cosa succede a mettere in mano a degli incapaci la tecnologia. Ffffffffwwwww.

lunedì 18 gennaio 2010

maturandomi

Vi sfido! 
Scrivete le peggiori figure dell'esame di maturità. 
Vediamo se qualcuna delle vostre batte le mie.
Ma ne dubito... tsk! 


Domanda di storia .
Professore
: Bene Q. mi parli della situazione economica e politica dell'America degli anni '30!
*Q nella sua testa: oddioddioddioddioddioddio nonlasononlasononlasononlaso! Pensa Q pensa, una cosa a caso... generica... *
Ho deciso di dire quindi l'unica cosa che non dovevo dire....
Q: Dunque, gli anni trenta in America sono caratterizzati da una forte ricrescita economica....
Q si interrompe a causa della faccia esterrefatta del professore.
Simile a questa--->
O_o
Poi all'improvviso, un pensiero si è fatto strada nella mia mente...
*Ommmmmioddddddioooooooooooooooo....*
Q: Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo... scherzavo!!!!!!!!!!!!!!!
Crollo della borsa! CROLLO DELLA BORSA!!! 

Sembravo pazza -_-" .

Domanda di Italiano.
Professoressa (pazza e tanto ignorante): Parlami del coro dell'Adelchi...
Q: Blablablablablablabla....
Professoressa: NO!!! Non questo! Io intendevo l'altro coro.
Q (disconnettendo il cervello dalla lingua): Altro coro? Altro coro?
Perchè, ce n'è un altro??????????????????

Il professore di inglese, alle spalle di quella di italiano, scoppia a ridere e cerca di recuperare la serietà mettendosi la mano davanti alla bocca e improvvisando un colpo di tosse.
Che poi davvero non avevamo fatto l'altro coro... ma forse non ho scelto il modo migliore per dirlo.

Domanda di Latino:
Professore: Quale tra la dinastia Giulia e la dinastia Flavia era più propensa ad arricchire Roma di monumenti ed edifici sfarzosi?
Io ovviamente non la sapevo e avevo il 50% di possibilità di sbagliare.
Q: Giulia!
P: No.
Appunto!
P: Pensaci bene Q, cosa c'è a Roma...
Q:............
P: E' grosso.......
Q:...........
P: Lo conoscono in tutto il mondo.
Q (illuminata): IL COLOSSEO! 
P: Sì...(spazientito) altrimenti detto?
Q: Anfiteatro FLAVIO!
P: ...e quindi?
Q: I FLAVI, I FLAVI!!!! 
... alla fine ce l'ho fatta.

Suvvia, era l'emozione!

domenica 17 gennaio 2010

Q seriosa

Oggi ho deciso di lanciarmi nel mio primo intervento semi-serio.
Perchè Q è preoccupata. Seriamente preoccupata.
Anzi, se proprio dobbiamo essere schietti Q se la sta facendo proprio sotto per la paura.
Di cosa, dite voi?
Del futuro, rispondo io.
Perchè quando prima di andare a dormire mi capita di pensare al classico "cosa ne sarà di me" mi vengono i sudori freddi e i lacrimotti da panico. Perchè, dannazione gente, non so davvero cosa ne sarà di me finita l'università. E ormai, mannaggia a me che mi ostino ad essere quasi in pari con gli esami, non manca neanche così tanto.
Inoltre io ho la sindrome di Peter Pan, non voglio crescere mai mai mai , e il solo pensiero di andare a lavorare, avere delle serie responsabilità e svegliarmi tutte le mattine alle sette da adesso fino a che morte non ci separi (a me e al lavoro, Amen) mi terrorizza.
Io so cosa voglio fare. Lo so dalla quinta elementare. Quando a voi bambini chiedevano: <<Cosa vuoi fare da grande?>> e voi rispondevate candidamente: <<Il calciatore, la ballerina, il pompiere, l'astronauta ecc...>>.
Poi le vostre risposte probabilmente si sono mutate in: <<L'avvocato, il notaio, il cuoco, l'assistente sociale, il becchino (de gustibus..).>>
La mia risposta invece, nel tempo, non è cambiata. Quindi da: <<Bella bambina cosa vuoi fare da grande?>> a <<Signorina Q. cosa vorrebbe fare nei prossimi anni della sua vita.>> la risposta è sempre la stessa: Q vuole fare la scrittrice. Bel sogno mi direte voi. Eh, ve lo dico anche io. Il problema è che se in voi sono sorte altre aspirazioni, altri desideri, altre aspettative, a me non è successo nulla di tutto questo. Io voglio scrivere. Voglio svegliarmi la mattina alle sette per il resto della mia vita, sedermi al pc fino a diventare cieca e SCRIVERE.
Ho anche scritto un libro, lo sapevate? (Certo che non lo sapevate... che domanda imbecille!) Ed ora quel libro è in lista di attesa di una casa editrice. Lì che aspetta di essere letto. Ma non mi faccio illusioni, perchè quando verrà letto probabilmente non verrà pubblicato, e io sarò costretta ad affossare le mie fantasie una volta per tutte.
Quindi onestamente, quando provo a pensare cosa potrei fare nel mio futuro lavorativo, mi viene male. Quando mio papà (spero scherzando) ha detto: << Io tra un paio d'anni andrò in pensione, quindi sbrigati a trovarti un lavoro.>> mi sono venuti i sudori freddi.
Mi ha aiutato molto mia sorella che ha aggiunto: << Finita l'università ti conviene trovarti un lavoro da impiegata come ho fatto io, tanto non puoi fare nient'altro. >> (Sì, com'è umana e gentile, vero?)
In quel momento eravamo tutti a pranzo assieme a casa della nonna e io mi stavo mettendo a piangere con una forchettata di riso giallo in bocca.
Capitemi, non è che io non voglia fare un cazzo per tutta la vita. Perchè mi conosco. Mi annoio ad annoiarmi. Cioè... mi piace stare in panciolle a casa a far nulla. Ma dopo un po' mi stufo. Mi piace tanto dormire, ma quando so di poter dormire tutto il pomeriggio per una settimana, vorrei aver altro da fare.
Mi lamento degli esami, ma quando ci rifletto, fosse per me, studierei tutta la vita.
Se fossi ricca e mantenuta dalla famiglia Gates (tanto per fare un esempio) comunque non starei a casa a far nulla tutti i giorni della mia vita. Fosse per me, continuerei a studiare. Prenderei mille mila lauree. Anche in medicina volendo. Se ci fosse qualcuno disposto a mantenermi proverei tutto.
Ma visto che non è così... che fare?
Io qualche idea pratica ce l'ho. Mi piacerebbe lavorare nel campo della fotografia. Ora la macchina ce l'ho, sto imparando ad usarla, ma... dove vado a lavorare?
Mi piacerebbe fare la fotografia di scena. Quindi in teatro. Alla Scala c'è anche un corso. Bello! Bellissimo! 

Ma il corso dura quattro mesi e costa come una macchina. Non una macchina nuova, ma pur sempre una macchina.
Mi piacerebbe anche lavorare in teatro. Io vivrei in un teatro.  Dormirei tra le quinte o in braccio al direttore d'orchestra. Ma con i tagli che stanno facendo adesso non è sicuramente il posto più sicuro dove cominciare una carriera. Inoltre bisogna anche aggiungere il fatto che se non sei stra-mega-raccomandato ti guardano a malapena.
Quindi? Cosa posso fare? Andare a lavorare in banca? A fare la commessa in un negozio? A fare la cassiera?
Io stimo tutte queste persone, non fraintendetemi, ma se ci vado io, mi trovate un anno dopo a penzolare impiccata ad un tubo dell'acqua nel bagno del personale.
Io già sono un' eterna insoddisfatta. Non mi accontento se non ho quello che voglio come lo voglio. Quindi figurarsi se l'idea di fare una cosa che non mi piace per il resto della mia vita non mi fa venire gli incubi di notte.
Perchè non posso diventare ricca? 
Così improvvisamente. Ma non ricca da piscina in camera e da Ferrari. Ricca da essere serena e rilassata per il futuro. Voglio lavorare in teatro? Bene. Mi daranno 300 euro al mese fino alla fine dei miei giorni? BENE. Che mi frega? Tanto sono ricca. Posso lavorare 6 ore al giorno, guadagnare poco ed essere felice, se quello che sto facendo mi piace.
Poi ok, se mi proponessero un lavoro da 5000 euro al mese diciamo che me lo farei piacere, però preferirei la prima possibilità.
Ricchezza di base + lavoro da fame = Q che va a dormire serena.
Entrambe le cose sono impossibili temo, a meno che io non sia così disperata da andare a fare il Grande Fratello. A quel punto mi basterebbe perdere la dignità in Tv e sarei coperta di soldi in un battibaleno.
L'ultima idea lavorativa che ho è quella di andare a lavorare nel settore del tecnico informatico. Qualche capacità di base già ce l'ho. Solo che anche qui dovrei seguire un corso. Ok, corso professionale quindi meno costoso e meno duraturo. Montare e smontare i pc mi piace e visto che ormai la teconologia la schiaffano in mano anche al più babbo dei babbi , non dovrei preoccuparmi della mancanza di lavoro.
Però siamo punto e a capo. Sveglia alle sette da qui fino alla fine dei miei giorni.
E per farmi stare meglio c'è anche la questione Mr. B che non si schioda dalla sua città di merda (pardon) e dal suo attuale lavoro di merda nel Postaccio di merda.
(Non fate domande, non si accettano tenerezze di alcun genere; Mr. B lavora nel Postaccio (di merda) e non si transige.)
Quindi se io vado a lavorare "ciao ciao Mr. B". Ma come al solito me ne preoccupo solo io perchè lui nel Postaccio è felice e quindi Q può anche attaccarsi al tram e tirare per un bel po'... ma non si stava parlando di questo.
Sapete cosa dovrei fare?
Impazzire.

Così, di punto in bianco fammi venire voglia di partire, arraffare due paia di calze e quattro di mutande e partire per un posto sconosciuto in canoa. Aprire un bar sulla spiaggia e pregare che non arrivi uno tsunami a devastarmi l'esistenza.

Augh pulcini seriosi.

venerdì 15 gennaio 2010

Edwy Cullen mi fa una pippa.

Premessina: io ho entrambi i canini "spuntati" perchè fin da quando ero piccola sono sempre stati molto lunghi e a punta. Sebbene io non sia solita rosicchiare ossa umane o pezzi di marmo, a furia di usarli (proprio per il fatto che erano molto lunghi) si sono lentamente limati.


Correva l'anno 1990, Q stava vivendo il suo terzo intensissimo anno di età.
Era mattina e la mamma di Q stava preparando la colazione. Quando all'improvviso Q si volta verso la mamma sorridendo con i suoi due dentini appuntini e luccicanti e domanda:

<< Mamma, questa mattina per colazione, mi fai la bistecca al sangue?>>

La mamma non sapeva se ridere o se allontanarmi con un crocifisso e una treccia d'aglio.

NOTOrius

Ieri sera sono andata nuovamente a sfondarmi di Sushi con gli amichetti dell'Uni.
E alcuni si sono lamentati del fatto che io non abbia ancora narrato nessuna vicessitudine che li riguardi.
Ho promesso che mi impegnerò e cercherò di inventarmi qualcosa di divertente, ma nel frattempo pubblico una fotina dell'allegra brigata di Notesi (via Noto = la via inculata in fondo a Ripamonti dove hanno deciso di infilare la nostra facoltà) ad una passata cena Sushi. :D


Non eravamo tuttituttituttitutti, ma poco ci mancava.


mercoledì 13 gennaio 2010

Q rancorosa

Io ogni tanto sono un po' esagerata, okeeey .
Me la lego al dito un po' troppo spesso per sciocchezzuole (dimostrato dal Rompicazzo-mode), okkkey.
Però la mia professoressa di Latino e Greco del Liceo non potrò mai dimenticarla fino a quando non la metterò erronamente sotto con la mia adorata Smart-Sasha.
Perchè quella maledetta donnaccia ha segnato con incubi terribili tutta la mia quinta ginnasio.
Ricordo ancora con orrore il giorno in cui (dopo essermi sbattuta di brutto il pomeriggio prima a fare la versione di greco e a studiare tutto quello che non avevo studiato fino a quel momento... sì, la mia media in greco era probabilmente la più bassa della storia) mi sono offerta per l'interrogazione.
Ho recitato da brava la mia versione cercando di ricordarmi tutti i possibili ed infami termini che si celavano in quelle venti fottutissime righe, ero presumibilmente tachicardica e iperventilata allo stesso tempo, dall'agitazione sudavo anche dalle palle degli occhi... mi perdonerete quindi se (in un breve momento in cui il mio cervello ha rischiato l'ictus) ho tradotto in modo errato un periodo. Accidenti a me.
Detto questo, l'infame squillo di cui sopra, pesca un nome a caso dall'elenco per correggere il mio funesto errore...egguardaunpo'chessuccede...la persona estratta non ha fatto la versione di compito.
Uuuuuuhhhhhh, quale affronto, quale abominio, quale vergogna, orrore e traggedia.
L'onta e il disonore si abbattano su di te, studentessa con la media dell'8, se un giorno non hai fatto la versione!!!
Così, dall'alto del suo metro e quaranta, la lucciola di infimo borgo, decide di dare un tre a matita alla studentessa-disonorevole e di concederle un giorno per farsi interrogare e recuperarlo.

Ma torniamo a me.
Io nel frattempo stavo sudando sangue e non mi ero mangiata le unghie, no, mavà, a quel punto rosicchiavo l'osso del gomito.
Il supplizio (fortunatamente) sembra finire pochi minuti dopo e io attendo trepidante il mio voto (considerate che un sei mi sarebbe bastato per salvare la faccia).
E così, l'immane vacca, annuncia la valutazione:
<< Mi dispiace Q , ma la versione non era tradotta bene. Io più di tre non posso darti.
Mi dispiace ma con una media così bassa io non ti interrogo più, perchè tanto è inutile...>>


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Q: COOOOSAAAAAA??????
*Corredato dai occhi fuori dalle orbite inniettati di sangue e fumo dalle orecchie*

Ma mi sono trattenuta.
Dopo l'urlo iniziale, con l'occhietto lucido e la faccia da "se solo potessi avvicinare le mie mani al tuo collo" mi sono limitata a sbattere i pugni sul tavolo e a borbottare qualche frasetta tremolante (tra cui un velato Vaffanculostronza).

Ma nella mia mente.
In quel momento.
Si stava svolgendo la stessa scena.
Con un finale molto diverso.


Dopo l'affermazione <<Mi dispiace Q...>> io, dotata di forza sovraumana causata dall'eccessiva affluenza di adrenalina nel sangue, spicco un agile balzo sulla cattedra spezzandola in due parti.
Quindi afferro la piccola testa della professoressa e comincio a sbatterla con rabbia contro il muro.
Dopodichè, la getto dall'altra parte della classe, ed estraggo una lunga mannaia arrugginita dalla tasca.
Mi avvicino quindi con fare rilassato e, ignorando le grida di aiuto e le suppliche di pietà, mi abbasso verso il suo corpicino inerme e con un colpo netto e preciso le apro il petto in due distinte metà.
Fatto questo estraggo a mani nude il cuore, ancora pulsante, e lo sollevo voltandomi verso la classe con fare vittorioso.
Segue boato di grida entusiaste con applausi e successiva incoronazione a regina del mondo per averlo liberato da una persona così inutile.


Detto questo, finire sotto la mia macchina, per quella lurida troia, sarebbe un destino assai meno tragico.

martedì 12 gennaio 2010

Clapclap

Mr B oggi segna un nuovo record.
E' riuscito a distruggere la mia serenità in più o meno 4,5 secondi.
Diciamo che alle 22.32 e 10 secondi il mio morale era Yeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaahhhhhhhh!!!!!!, mentre alle 22.32 e 14,5 secondi era Buuuuuuuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa :''''-((((( (onomatopea del pianto isterico di un bimbo).
Aaaaahhhh, è proprio bello avere una persona che ti vuole bene e che ti stima vicino. Già.

lunedì 11 gennaio 2010

Q all'esame

Premessina: Q. nel suo primo anno di università ha fatto più o meno sei infruttuosi mesi di informatica. Da questi infruttuosi sei mesi Q ha tratto un sacco di insegnamenti, ha conosciuto un sacco di soggetti interessanti e soprattutto ha imparato un sacco di cose intelligenti. Peccato che tra queste cose intelligenti neanche una abbia a che fare con la materia di studio, cioè l'Informatica.
Q è infatti passata successivamente ad una facoltà umanistica abbandonando per sempre codici binari, linguaggi di programmazione e basi di dati.


Detto questo.

Tema:
Esame di oggi.

Fondamenti di Informatica per le scienze umanistiche.


OTTIMO!

Svolgimento:
Q sfoglia il suo libretto dei voti e si compiace dei aver concluso ormai una bella paginetta piena di valutazioni soddisfacenti.
Le cade però l'occhio sulla prima pagina del libretto dove è stato incollato il risultato dell'unico esame convalidabile da Informatica a una qualsiasi facoltà umanistica: "Accertamento linguistico".
Q riflette.
Ogni tanto i professori, vedendo l'esame incollato, domandano: <<Lei da che facoltà arriva?>>.


O_o



Nooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!


La figura di merda già si annusa nell'aria.


Q: << Oddio! E se mi chiede che facoltà ho fatto prima di cambiare? Non posso rispondere informatica... è la fine.>>

Saggia amica di Q: << Beni archivistici e librari! >>

Q: << Oppure medicina.......>> -_-"


.....................



Grazie al cielo non mi è stato chiesto nulla sulla mia origine universitaria e mi sono portata a casa un sano e soddisfacente 28!
TIE'! 

Augh pulcini informatici.


 




Come dice JD

Niente è peggio che sentirsi soli pur avendo un sacco di persone attorno.

domenica 10 gennaio 2010

chicchirichì

A casa mia non si mangia con le galline... si tende sempre a cominciare un po' prima di quando i graziosi e grassi pennuti si metterebbero a pappare il becchime. 

Sono le 18.57 e io ho già cenato. -_-"
Vabbè.
Cose da pulcini.


venerdì 8 gennaio 2010

AAA cercasi fidanzato part-time

Ed ecco un altro misero venerdì sera a casa ad annoiarmi.
Umpf. Che noiosità.
Posso avere un fidanzato par-time per i week end?
E' una richiesta così assurda? Dai, no... suvvia.
Ufiufiufiufiufi.
Almeno ho avuto la saggia idea di rifornirmi di cibo spazzatura&Scrubs.
Due validi antidepressivi.
Detto questo vado ad infilare una busta di pop corn nel microonde e mi faccio un'altra dose di Scrubs.

Augh pulcini, passate un buon venerdì sera e divertitevi alla faccia mia
(un po' vi odio per questo >_<).




mercoledì 6 gennaio 2010

Q e la nuova parrucca

Q. ha tagliato i capelli. 

Dopo anni e anni di scoperta del capello lungo a metà schiena (da pubblicità della Pantene per intenderci) ha deciso di darci un taglio netto.
Quindi addio doppie punte, addio interminabili ore sotto al phon, addio sbattimenti per fare la piega e Bentornato asilo.... perchè dopo circa 16-17 anni di latitanza è tornato, più vivo che mai, l'intramontabile caschetto che da quattro giorni a questa parte svetta sulla mia crapina. (Niente frangetta però... sarebbe stato troppo.)

Vi annuncio anche che sono riuscita a fare la battuta che da secoli sognavo:

<<Ooooooh, hai tagliato i capelli?>>

<<No...(seria)... sono caduti.>>

Che ironia, che risate, quanta simpatia spumeggiante.
Sono veramente esaurita. Mavabbè.
Si vede che assieme ai capelli ho sfoltito anche il cervello senza accorgermene.
Cheddire, son cose che succedono.

lunedì 4 gennaio 2010

The book of love

 






  

The book of love is long and boring
No one can lift the damn thing
It's full of charts and facts and figures and instructions for dancing
But I
I love it when you read to me
And you
You can read me anything
The book of love has music in it
In fact that's where music comes from
Some of it is just transcendental
Some of it is just really dumb
But I
I love it when you sing to me
And you
You can sing me anything
The book of love is long and boring
And written very long ago
It's full of flowers and heart-shaped boxes
And things we're all too young to know
But I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
You ought to give me wedding rings

sabato 2 gennaio 2010

Q in saldo

Bene.
Oggi cominciano i saldi a Milano.
E io vado a Genova.......
E quando iniziano i saldi a Genova? Il cinque!!!
Giusto giusto quando io torno a Milano.
Evabbbèèè.

Drammmma

Nuoooooooooooooooo.

Mi è appena caduta la farfallina dell'orecchino in terra!
Dramma!!
Il mio pavimento è nero!
Doppio dramma!
E' l'ultima che mi rimane!
Triplo dramma.
Gli orecchini sono un regalo di Natale.
Quadruplo dramma.

Che fare ora?
Piangere? Non aiuta.
Pestare i piedi e serrare i pugnetti? Neanche.
Dimenarmi lamentosa sulla sedia? Tanto meno.
Armarsi di torcia e buona volonta? Può essere...


Che la caccia abbia inizio.

venerdì 1 gennaio 2010

2010

Buon primo giorno dell'anno a tutti quanti.


Io amo questo giorno perchè è il Giorno-Pigiama per eccellenza.
Anche la domenica lo è, ma il primo dell'anno è proprio il giorno pigiamoso più bello che esista.



  • Sveglia alle 13.

  • Pappa.

  • Cazzeggio (in pigiama) al pc o film demente alla tv.

  • Pisolino.

  • The del pomeriggio con biscotti e panettoni/pandori residui.

  • Altro cazzeggio in pigiama.

  • Cena leggera (magari brodino).

  • Film demente alla tv o al pc.

  • Ninna presto con lo stesso pigiama della mattinata. :D


Ahhhhhhh, che relax.


Augh pulcini pigiamosi.