domenica 17 gennaio 2010

Q seriosa

Oggi ho deciso di lanciarmi nel mio primo intervento semi-serio.
Perchè Q è preoccupata. Seriamente preoccupata.
Anzi, se proprio dobbiamo essere schietti Q se la sta facendo proprio sotto per la paura.
Di cosa, dite voi?
Del futuro, rispondo io.
Perchè quando prima di andare a dormire mi capita di pensare al classico "cosa ne sarà di me" mi vengono i sudori freddi e i lacrimotti da panico. Perchè, dannazione gente, non so davvero cosa ne sarà di me finita l'università. E ormai, mannaggia a me che mi ostino ad essere quasi in pari con gli esami, non manca neanche così tanto.
Inoltre io ho la sindrome di Peter Pan, non voglio crescere mai mai mai , e il solo pensiero di andare a lavorare, avere delle serie responsabilità e svegliarmi tutte le mattine alle sette da adesso fino a che morte non ci separi (a me e al lavoro, Amen) mi terrorizza.
Io so cosa voglio fare. Lo so dalla quinta elementare. Quando a voi bambini chiedevano: <<Cosa vuoi fare da grande?>> e voi rispondevate candidamente: <<Il calciatore, la ballerina, il pompiere, l'astronauta ecc...>>.
Poi le vostre risposte probabilmente si sono mutate in: <<L'avvocato, il notaio, il cuoco, l'assistente sociale, il becchino (de gustibus..).>>
La mia risposta invece, nel tempo, non è cambiata. Quindi da: <<Bella bambina cosa vuoi fare da grande?>> a <<Signorina Q. cosa vorrebbe fare nei prossimi anni della sua vita.>> la risposta è sempre la stessa: Q vuole fare la scrittrice. Bel sogno mi direte voi. Eh, ve lo dico anche io. Il problema è che se in voi sono sorte altre aspirazioni, altri desideri, altre aspettative, a me non è successo nulla di tutto questo. Io voglio scrivere. Voglio svegliarmi la mattina alle sette per il resto della mia vita, sedermi al pc fino a diventare cieca e SCRIVERE.
Ho anche scritto un libro, lo sapevate? (Certo che non lo sapevate... che domanda imbecille!) Ed ora quel libro è in lista di attesa di una casa editrice. Lì che aspetta di essere letto. Ma non mi faccio illusioni, perchè quando verrà letto probabilmente non verrà pubblicato, e io sarò costretta ad affossare le mie fantasie una volta per tutte.
Quindi onestamente, quando provo a pensare cosa potrei fare nel mio futuro lavorativo, mi viene male. Quando mio papà (spero scherzando) ha detto: << Io tra un paio d'anni andrò in pensione, quindi sbrigati a trovarti un lavoro.>> mi sono venuti i sudori freddi.
Mi ha aiutato molto mia sorella che ha aggiunto: << Finita l'università ti conviene trovarti un lavoro da impiegata come ho fatto io, tanto non puoi fare nient'altro. >> (Sì, com'è umana e gentile, vero?)
In quel momento eravamo tutti a pranzo assieme a casa della nonna e io mi stavo mettendo a piangere con una forchettata di riso giallo in bocca.
Capitemi, non è che io non voglia fare un cazzo per tutta la vita. Perchè mi conosco. Mi annoio ad annoiarmi. Cioè... mi piace stare in panciolle a casa a far nulla. Ma dopo un po' mi stufo. Mi piace tanto dormire, ma quando so di poter dormire tutto il pomeriggio per una settimana, vorrei aver altro da fare.
Mi lamento degli esami, ma quando ci rifletto, fosse per me, studierei tutta la vita.
Se fossi ricca e mantenuta dalla famiglia Gates (tanto per fare un esempio) comunque non starei a casa a far nulla tutti i giorni della mia vita. Fosse per me, continuerei a studiare. Prenderei mille mila lauree. Anche in medicina volendo. Se ci fosse qualcuno disposto a mantenermi proverei tutto.
Ma visto che non è così... che fare?
Io qualche idea pratica ce l'ho. Mi piacerebbe lavorare nel campo della fotografia. Ora la macchina ce l'ho, sto imparando ad usarla, ma... dove vado a lavorare?
Mi piacerebbe fare la fotografia di scena. Quindi in teatro. Alla Scala c'è anche un corso. Bello! Bellissimo! 

Ma il corso dura quattro mesi e costa come una macchina. Non una macchina nuova, ma pur sempre una macchina.
Mi piacerebbe anche lavorare in teatro. Io vivrei in un teatro.  Dormirei tra le quinte o in braccio al direttore d'orchestra. Ma con i tagli che stanno facendo adesso non è sicuramente il posto più sicuro dove cominciare una carriera. Inoltre bisogna anche aggiungere il fatto che se non sei stra-mega-raccomandato ti guardano a malapena.
Quindi? Cosa posso fare? Andare a lavorare in banca? A fare la commessa in un negozio? A fare la cassiera?
Io stimo tutte queste persone, non fraintendetemi, ma se ci vado io, mi trovate un anno dopo a penzolare impiccata ad un tubo dell'acqua nel bagno del personale.
Io già sono un' eterna insoddisfatta. Non mi accontento se non ho quello che voglio come lo voglio. Quindi figurarsi se l'idea di fare una cosa che non mi piace per il resto della mia vita non mi fa venire gli incubi di notte.
Perchè non posso diventare ricca? 
Così improvvisamente. Ma non ricca da piscina in camera e da Ferrari. Ricca da essere serena e rilassata per il futuro. Voglio lavorare in teatro? Bene. Mi daranno 300 euro al mese fino alla fine dei miei giorni? BENE. Che mi frega? Tanto sono ricca. Posso lavorare 6 ore al giorno, guadagnare poco ed essere felice, se quello che sto facendo mi piace.
Poi ok, se mi proponessero un lavoro da 5000 euro al mese diciamo che me lo farei piacere, però preferirei la prima possibilità.
Ricchezza di base + lavoro da fame = Q che va a dormire serena.
Entrambe le cose sono impossibili temo, a meno che io non sia così disperata da andare a fare il Grande Fratello. A quel punto mi basterebbe perdere la dignità in Tv e sarei coperta di soldi in un battibaleno.
L'ultima idea lavorativa che ho è quella di andare a lavorare nel settore del tecnico informatico. Qualche capacità di base già ce l'ho. Solo che anche qui dovrei seguire un corso. Ok, corso professionale quindi meno costoso e meno duraturo. Montare e smontare i pc mi piace e visto che ormai la teconologia la schiaffano in mano anche al più babbo dei babbi , non dovrei preoccuparmi della mancanza di lavoro.
Però siamo punto e a capo. Sveglia alle sette da qui fino alla fine dei miei giorni.
E per farmi stare meglio c'è anche la questione Mr. B che non si schioda dalla sua città di merda (pardon) e dal suo attuale lavoro di merda nel Postaccio di merda.
(Non fate domande, non si accettano tenerezze di alcun genere; Mr. B lavora nel Postaccio (di merda) e non si transige.)
Quindi se io vado a lavorare "ciao ciao Mr. B". Ma come al solito me ne preoccupo solo io perchè lui nel Postaccio è felice e quindi Q può anche attaccarsi al tram e tirare per un bel po'... ma non si stava parlando di questo.
Sapete cosa dovrei fare?
Impazzire.

Così, di punto in bianco fammi venire voglia di partire, arraffare due paia di calze e quattro di mutande e partire per un posto sconosciuto in canoa. Aprire un bar sulla spiaggia e pregare che non arrivi uno tsunami a devastarmi l'esistenza.

Augh pulcini seriosi.

3 commenti:

  1. Quando parli di gente che vuole fare il becchino ti riferisci a me? XD

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  2. Ahaha, no no, però pare che sia un mestiere molto remunerativo. Quindi non si sa mai...

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  3. sai cosa?
    penso che mal comune mezzo gaudio sia una puttanata.
    perdonami la finesse.

    certo non ci si sente mai soli.
    ma non mi fa sentire meglio stare tutti sulla famosa stessa barca che, peraltro, sta messa peggio del titanic.

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