venerdì 5 febbraio 2010

Q Intellettualosa

Q oggi si sente intellettuale e vi parlerà di teatro.
Già, infatti ieri sono andata al Piccolo e ho tanta voglia di raccontarvi ciò che ho visto attraverso i miei occhietti vispi e critici.
Tanto per cominciare sono andata a teatro da sola, gran cosa! 
Perchè dovete sapere che andare a teatro da soli non è triste come andare al cinema o al ristorante. No, no! E' meraviglioso. E' liberatorio. E' rilassante.
Poi ovviamente è carino anche andare con qualcuno e chiacchierare tornando a casa delle impressioni sullo spettacolo, ma per la pace della mia anima intellettualosa e teatralmente acculturata, sento di poter fare anche a meno di questo momento in compagnia.
Detto questo, ieri sera sono andata a vedere "Pene d'amor perdute" di Lev Dodin.

Ora vi farò una confessioncina con la quale ammetterò la mia ignoranzitudine o ignoranzità (come più vi piace).

Infatti, essendo questo spettacolo parte di un abbonamento che ho fatto con l'università, non mi sono preoccupata tanto di cosa sarei andata a vedere.
Mi sono quindi crogiolata nell'idea che titolo dello spettacolo in italiano, significasse uno spettacolo in italiano, senza preoccuparmi minimamente del fatto che colui che fa andare avanti la baracca fosse nato tempo addietro nella grande e fredda Russia.
E' stato il mio Papi, che è assai saggio, che mi ha detto (mentre stavo addentando una forchettata di fusilli al ragù): << Eh, ma Dodin è russo, lo spettacolo sarà in russo.>>
Io poco fiduciosa nelle sue parole sono andata a vedere sul sito del Piccolo e la frase che mi si è parata davanti è stata la seguente:
"In lingua russa con sovratitoli in italiano."

Ecco.
Dopo averla letta, dentro di me, qualcosa è mancato improvvisamente

Ma non mi sono fatta scoraggiare e infagottata nel mio cappotto mi sono recata a teatro pensando che al limite mi sarei fatta una penichella scomoda.

Arrivata con l'ormai classico anticipo, sono andata a sedermi e come al solito (con una classe che neache la Regina Elisabetta) ho cominciato ad ascoltare i discorsi altrui. Giusto per capire che genere di persone avevo accanto.
In quel quarto d'ora di attento ascolto ho dedotto di avere vicino le seguenti persone:
Alla mia destra due ragazze dell'università, mai viste onestamente, che stavano lì per il mio stesso motivo. Quando una ha detto all'altra: <<Noooooo, come in RUSSO???>> . Le ho sentite molto vicine.
Davanti a me due amiche che avevano abbandonato a casa mariti e fidanzati perchè come al solito "è noioso"... figuriamoci se avessero saputo che era in russo.
Ma dietro di me... le peggiori.
Due simpatiche fanciulline liceali. Quando una ha detto all'altra: << Io sono venuta solo perchè mi hanno detto che ci sono dei fiKi (la K è voluta) allucinanti semi- nudi. >> dentro di me, la cosa che era mancata poco prima, si è riavuta per un istate e poi è definitamente deceduta.

Detto questo, vi aspetterete che la mia critica sia pessima e negativa.

Ma sbagliate!

Perchè lo spettacolo è stato davvero mmeeeeraviglioso! *_*
In russo! Sì IN RUSSO
C'erano i sovratitoli, ma gli attori erano talmente bravi che non c'era quasi bisogno di leggerli. Si rideva al momento giusto senza sapere cosa dicessero. Si intuiva. Si capiva dalla gestualità, dall'intonazione, dall'espressione.
Davvero bello.
La regia era splendida, gli attori bravissimi e la "commedia" (tra virgolette perchè in realtà tanto commedia non è) attualissima.
Gli attori erano artisti completi sotto ogni aspetto. Perchè ballavano, cantavano, recitavano, si arrampicavano, facevano tutto e il contrario di tutto... con una naturalezza e una bravura mai vista.
Inoltre il russo, contrariamente a quanto mi aspettassi, è abbastanza orecchiabile. Non è duro come il tedesco. Se uno supera l'impatto iniziale poi tutto diventa chiaro anche senza che gli attori parlino la nostra stessa lingua.
Ribadisco, davvero bello.
Inutile dire che quella cosa che durante la serata era morta dentro di me si è ripresa miracolosamente e adesso sta meglio di prima.
Penso che, qualora il regista dovesse tornare al Piccolo con qualche altro spettacolo in futuro, potrei farci un pensierino.
Direi cinque stellette al signor Dodin.
Bravo Lev. Sei piaciuto a Q... e se piaci a Q, allora vuol dire che spacchi. XD

5 commenti:

  1. cos'hai contro il cinema solitario? :D

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  2. Nulla nulla! Però magari è un po' più triste rispetto al teatro.
    Io non vado mai a vedere film troppo seri, quindi prefersco avere qualcuno accanto con cui ingozzarmi di pop corn e fare qualche battutina ogni tanto. :D

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  3. ma comunque davvero stavi dietro al russo? Sei un genio tu o sono stati veramente veramente bravi loro?

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  4. Beh c'erano i sovratitoli in italiano, quindi quello che dicevano era effettivamente tradotto. Però il modo di recitare, la gestualità e il tono di voce erano sufficentemente espressivi da lasciar intendere la situazione, i sentimenti del personaggio e anche vagamente quel che diceva.

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  5. Ottima cosa! Sono lieta che le mie fesserie siano apprezzate ^_^.

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