venerdì 13 agosto 2010

Soprannomilandia



Ok, sono stata brutta e cattiva e mi sono dimenticata di scrivere della mia giornata nel Sestrilevantese e ora non ho l'ispirazione giusta. Vi dico soltanto che abbiamo passato la notte fuori allo sbando e che dalle due e mezza del mattino fino alle cinque (più o meno) siamo stati sui tappeti elastici - ovviamente tutti ciucchi - a saltellare come dei mongoli regredendo all'età di nove anni.

Detto questo, oggi volevo riflettere su un fatto.
Dunque dunque.
Io ho una cara cara cara amica (che chiameremo A per ora, visto che non è ancora stata citata e non ho avuto tempo di trovarle un nome originale per il mio blog) con la quale sono solita inventare e attribuire soprannomi alle persone che mi/ci circondano.
C'è però un fatto... se una persona, per sbaglio, chessò, in un camerino di Zara, ascoltasse i discorsi miei e di A, potrebbe rimanere assai perplessa. Perchè le persone che vengono citate hanno spesso epiteti di questo tipo:

L'innominabile, l'uomo delle tenebre, il genio del male (abbreviato GDM), the queen of C., l'idolo delle folle, l'amico Fritz, magicaE ecc...
Capite?
Qualcuno potrebbe pensare (e non a torto oltretutto): "Ma che cazzo di gente conoscono queste due?"
Eh, amici miei, gente assai stramba. Altrimenti non sarebbero degni di meritarsi tali soprannomi intelligenti.
Perchè ognuno di questi è stato pensato e ragionato accuratamente prima di essere assegnato! Non ci credete? Pazienza...

Augh!

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