lunedì 31 gennaio 2011

Vabbè...


Sono sempre più allibita dalle cose che stanno succedendo in questi giorni.
Devo dire che da lunedì scorso ho trascorso una bella settimana rilassante.
Ho dato l'ultimo esame con l'ansia, il nervoso e la rabbia di non saper nulla a causa di un lavoro inconsistente che rende le mie giornate noiose e improduttive. Un impiego che mi occupa metà giornata e che per ora non mi ha dato nulla se non dei buoni pasto e un misero rimborso spese (che con i tempi che corrono forse non è neanche così male). Tutto questo avviene circondata da persone che non capisco se mi ritengono imbecille o se semplicemente non hanno una grande simpatia nei miei confronti.
Poi mi sono sentita presa per il culo da qualcuno che reputavo un amico e che pensavo avesse almeno un vago interesse nella mia persona visto che da quattro anni a questa parte siamo stati presenti (anche se in modo altalenante) l'uno nella vita dell'altro. Ora le cose sono parecchio cambiate da quei tempi, è vero, ma proprio per questo, ero quasi convinta che sarebbe stato tutto in discesa... invece, dopo la discesa, mi sono trovata a sbattere la faccia contro un muro.
La colpa non sarà di nessuno probabilmente, ma la delusione e il dispiacere rimangono.
Inoltre, per completare, ho visto sparire dalla mia esistenza anche qualcun'altro. Qualcuno che purtroppo non c'era più già da tanto tempo, ma che adesso è andato via e non tornerà più. E io sono in una specie di limbo emozionale da sei giorni. Ho la testa vuota. Il cervello in ammollo.

Per fortuna che in tutto questo ci sono sempre delle persone che sanno cosa dire e quando dirlo. Persone che mi riempiono e mi cambiano le giornate, che nonostante tutto sono disposte ad ascoltarmi e a consigliarmi, che mi appoggiano ma che capiscono anche quando devono sgridarmi. Quindi vabbè... l'importante è che ci siano loro. Tutto il resto è secondario.

venerdì 28 gennaio 2011

Dove si parla della nonna Mariuccia e dei suoi morti.


La nonna Mariuccia al cimitero ci andava tutti i giorni. Ci andava al pomeriggio, dopo aver aiutato la tata a rimettere in ordine la cucina. Si vestiva, si metteva il cappellino nero fermato alla nuca con un elastico passato sotto la crocchia, e diceva: " Esco.". Tutti sapevano dov'era diretta.
[...]
Ogni tanto anche Elisa si univa alla spedizione.
[...]
Aveva una quantità di morti da andare a trovare: i suoi genitori e quelli del marito morto (che poi erano i bisnonni di Elisa); il povero Terenzio, le sorelle, l'amica del cuore dei tempi di scuola, la maestra di musica di quand'era signorina e cantava le romanze, il vecchio padrone di casa, il salumaio dell'angolo, che, poveretto, era morto d'infarto solo due anni prima, nonostante tutte le raccomandazioni e le cure dello zio Leopoldo.
Elisa pensava che il cimitero fosse un posto incantevole, molto romantico e pieno di mistero.
C'erano vialetti ombrosi pavimentati di muschio, alberi vecchissimi dai grandi tronchi nodosi. Tra il verde biancheggiavano statue di belle donne dai capelli lunghi e spettinati, di bambini vestiti di pizzo (pizzo di marmo, s'intende) o alla marinara, di angeli dalle grandi ali. C'erano intere famiglie di marmo i cui membri si abbracciavano e piangevano senza nessun riguardo attorno al letto di qualcuno addormentato. E poi c'erano scheletri con un lenzuolo in testa che minacciavano i passanti con la falce.
[...]
Mentre la nonna se ne stava seduta su questa o su quella tomba a chiacchierare con i suoi morti, lei se ne andava in giro a leggere frasi scritte sulle lapidi. Ce n'erano di così buffe che doveva assolutamente ricopiarle su un foglio per darle a Prisca, che magari le avrebbbe poi messe in un romanzo.



B. Pitzorno - Ascolta il mio cuore
 



Ogni tanto, ma non sempre, le cose scritte in un libro ci colpiscono tanto.
Soprattutto quando sembra che stiano parlando di noi.


elinonna

giovedì 27 gennaio 2011

Spritz life


Ok... oggi ho fatto l'ultimo esame.
E ora posso aggiungere alla lista di cose che ho fatto anche "aver supplicato per un 18".
Sì, è stato abbastanza umiliante, lo ammetto.
Passare da una media abbastanza alta ad una media normale (per me che ho sempre avuto voti sotto la media) è stato un po' deprimente, ma che ci vogliamo fare... ormai.

Però, per festeggiare, oggi mi sono messa in corpo le seguenti cose:




  • the caldo


  • spritz con arachidi e patatine (ore 11 del mattino)


  • fetta di lasagne


  • altro spritz con una fettina di pizza (ore 18)


  • bicchiere di spumante e chiacchiere


  • fetta di torta salata e coca cola



Ora, se mi perdonate vado a farmi un pisolino... no, visto che dopo devo uscire.

Eh, com'è dura festeggiare per aver terminato gli esami.
Faticaccia!

martedì 25 gennaio 2011

Scusa ma ti chiamo pasticcinogommosoconlacremaelapanna.


Ma? Ma?
Cosa ci fate ancora qui?
Cioè... al pc!



Ma insomma!



Presto!



Accorrete!

Accendete la tivì!

E mettete su canale cinque!



Perchè questa sera c'è Scusa ma ti chiamo amore!!

Non vorrete mica perdervi questa perla della cinematografia italiana, vero? Vero? VEROO??

Io (sì, me ne vergogno) purtroppo l'ho visto. E' stata un'infausta serata che comprendeva Mr. B, un venerdì sera piovoso, una serata alcolica il giorno prima, tanti pop corn, un discreto sonno e un' altra coppia di fidanzati che era andata al blockbuster a noleggiare un film (a detta loro): "E' una cazzata, però noi vogliamo vederlo."
Sì, ovviamente li ho odiati per tutti i giorni successivi.

Tuttavia, vorrei soffermarmi su alcune caratteristiche agghiaccianti del suddetto film.

Numero uno: il titolo! E per questo dovrei conversare con Moccia in persona suppongo. Scusa ma ti chiamo amore? Ma come ti è venuto in mente? Al limite Scusa ma ti chiamo pezzo di idiota. O anche Scusa ma ti chiamo faccia da schiaffi. Ma perchè dovrei chiederti scusa se ti chiamo amore? Non ti piace? E allora impiccati!
Poi, tra l'altro, il momento in cui la protagonista lo dice al suo Lui è uno dei momenti in cui si raggiunge l'apice della peggio recitazione! E questo ci porta direttamente al punto due; ossia la capacià di recitare dei protagonisti.
Ma dove li avete presi?
Siete andati a pescare nei peggio provini dei peggio programmi tv? Oppure quelli che provinavano erano ciechi, sordi e muti (per loro fortuna, mi sento di dire). Oppure (e questa è l'opzione più plausibile) sono tutti fratelli/cugini/figli di produttori/sceneggiatori... e non dico altro perchè mi sento buona, ma tanto voi l'avrete già immaginato, no? Porcellini!

Numero tre: Raul Bova.
Allora, parliamone. Io, se un giorno dovessi incontrarlo, lo prenderei per la manina e sorridendo lo condurrei fino al divano. Lo farei sedere amorevolmente e mi siederei a gambe incrociate davanti a lui, accarezzandogli con amore un ginocchio. Dopodichè estrarrei un fazzolettino e con le lacrime agli occhi e la voce spezzata dai singhiozzi gli chiederei: << PERCHE'?? Perchè? Ti prego, dimmelo, perchè??? >>

Numero quattro: ... no, non credo ci sia un numero quattro. Però direi che tre particolari agghiaccianti bastano e avanzano.

Quindi insomma, se non avete altro da fare e volete farvi quattro risate, girate su canale cinque. Dopodichè mi saprete dire se mi sono scordata qualcosa.

Augh pollini. Che la peggio cinematografia italiana sia con voi.

 

Io, me e Q.


Ed ecco, 'siori e 'siore, *rullo di tamburi*, sono lieta di presentarvi...

La Q!

LAQ
O almeno una sua copia su carta!
Enjoy!



 
*Autrice del disegno, la cara BadCarrot* 

lunedì 24 gennaio 2011

Politichese


Oggi dichiarerò il mio odio assoluto ed indissolubile per tutta quella mandra di caproni che scrivono, parlano e (forse) pensano in politichese.
Io vi detesto brutti idioti.
Spero vi venga il cagotto fulminante a tutti quanti.
Come vi viene in mente di scrivere libri che già parlano di cose poco decifrabili, usando termini ancora meno decifrabili?
Io vi spezzo le dita!
Da dove nasce questo bisogno di parlare di cose che hanno a che vedere con la politica, le leggi e lo stato in politichese?
Se c'è scritto da qualche parte, fatemelo leggere! Perchè a me non risulta.
E' un po' come se io, teatrante, mi esprimessi il librettese!!!
Deh! Inetti!

giovedì 20 gennaio 2011

ATMosfera


Ieri sera non ho mangiato in un ristorante a Milano... ma per Milano.

Se vi chiedete come mai sto usando una preposizione di moto per luogo, ecco spiegato l'arcano con un'immaginetta esplicativa...



Pulcini miei... che gran serata!
Santa amicaA con il suo: "Massì dai, per sicurezza prendi anche il suo numero di telefono."

venerdì 14 gennaio 2011


Oggi sono in vena critica. E criticherò una paura assai diffusa.
Soprattutto, aimè, negli uomini.
Sì, perchè io faccio più o meno tutte le volte una faccia assai perplessa quando mi viene detto: "Io ho paura degli aghi.".
Wazz? ?
No, scusa, ma con tutte le cose che esistono al mondo, tu hai paura degli aghi?
Che poi di solito aghi è una sineddoche (tiè e beccatevi 'sta figura retorica) per indicare le siringhe, ma il concetto non cambia.
Cioè, un ago, ne vogliamo parlare, che tipo di paura può fare?
Io posso capire quando si hanno cinque anni che l'ago fa la bua. Ma quando ne hai 18, 23 o ventisei, forse sarebbe anche il caso di piantarla.
Inoltre, tu, uomo che hai paura degli aghi, perdi l'80% della tua virilità, sappilo.
Che poi ci sono tante di quelle cose di cui aver paura.
I ladri.
Gli incendi.
I terremoti.
I maniaci omicidi.
L'aereo.
I maremoti.

Cose che generalmente fanno paura perchè possono causare la tua (o di altri) dipartita verso il mondo dei più.
Ma NON gli aghi!
Quando mai è successo che: "Ragazza di diciotto anni muore a causa di un ago."
A meno che questa non fosse eroinomane, direi mai. E comunque, nel caso dell'eroina, non è stato di certo l'ago ad uccidere la suddetta ragazza.
Che poi c'è la variante: "Eh, ma gli aghi mi fanno impressione."
Ripeto: Wazz??
Ma tipo i ragni? I serpenti? I lombrichi viscidi e striscianti?
E tutta quella serie di bestie non meglio identificate dall'aspetto disgustoso.
Voglio dire... saranno peggio?
Mah. Non me lo spiegherò mai.

VS

Oggi sono in vena critica. E criticherò una paura assai diffusa.
Soprattutto, aimè, negli uomini.
Sì, perchè io faccio più o meno tutte le volte una faccia assai perplessa quando mi viene detto: "Io ho paura degli aghi.".
Wazz? ?
No, scusa, ma con tutte le cose che esistono al mondo, tu hai paura degli aghi?
Che poi di solito aghi è una sineddoche (tiè e beccatevi 'sta figura retorica) per indicare le siringhe, ma il concetto non cambia.
Cioè, un ago, ne vogliamo parlare, che tipo di paura può fare?
Io posso capire quando si hanno cinque anni che l'ago fa la bua. Ma quando ne hai 18, 23 o ventisei, forse sarebbe anche il caso di piantarla.
Inoltre, tu, uomo che hai paura degli aghi, perdi l'80% della tua virilità, sappilo.
Che poi ci sono tante di quelle cose di cui aver paura.
I ladri.
Gli incendi.
I terremoti.
I maniaci omicidi.
L'aereo.
I maremoti.

Cose che generalmente fanno paura perchè possono causare la tua (o di altri) dipartita verso il mondo dei più.
Ma NON gli aghi!
Quando mai è successo che: "Ragazza di diciotto anni muore a causa di un ago."
A meno che questa non fosse eroinomane, direi mai. E comunque, nel caso dell'eroina, non è stato di certo l'ago ad uccidere la suddetta ragazza.
Che poi c'è la variante: "Eh, ma gli aghi mi fanno impressione."
Ripeto: Wazz??
Ma tipo i ragni? I serpenti? I lombrichi viscidi e striscianti?
E tutta quella serie di bestie non meglio identificate dall'aspetto disgustoso.
Voglio dire... saranno peggio?
Mah. Non me lo spiegherò mai.

VS

martedì 11 gennaio 2011

Gli uomini non impareranno mai...


Q: Credo di essere un po' ingrassata.

+1: *Osserva*
In effetti quest'estate forse avevi le gambe un po' più magre...


Q: ECCO LO SAPEVO PENSI CHE SONO GRASSAAAAAAAAAAAA.... Piaaaaaaaaaahhhhhhhhhhh
*Faccetta triste e sconsolata*


+1: *Stranito, perplesso e dispiaciuto*
Ma... ma... ma... ma... l'hai detto tu!


MAI dire ad una donna che è ingrassata! Neanche se lei ve l'ha detto per prima. Ma cosa bisogna fare per farvelo capire.

domenica 9 gennaio 2011

Booom

A volte basta poco per tornare indietro nel tempo.
La sveglia alle otto la domenica mattina.
I saluti frettolosi.
Messaggi senza risposta alcuna.

E... sbam! Con uno schiaffo immaginario si ritorna dritti dritti a cinque anni fa. Gasp.
Pessima e terribbbbile sensazione.

giovedì 6 gennaio 2011

Diplomazia... portami via


<< Ma scusa, tu ti rimetteresti con il tuo ex? >>
<< Mmm... preferirei essere colpita ripetutamente con una spranga incandescente ricoperta di vetri e chiodi arrugginiti. >>


Sì, Q è anche questo. 

martedì 4 gennaio 2011

grassitudine


Perchè?
E lo ripeto.

Perchè?
Perchè MAI io devo avere l'istinto di nutrirmi di ogni cosa mi capiti a tiro?

Se continuo così, tempo due mesi, mi aggirerò per la città più o meno con la seguente forma fisica:

Zob!

lunedì 3 gennaio 2011

Pillolina


La sfiga non è ammalarsi il giorno del proprio compleanno o perdere le chiavi di casa in un tombino.
No.
La sfiga è dire: "Mamma, siamo a Palazzolo, abbiamo bucato, vienimi a prendere..." per prenderla in giro e poi arrivare a destinazione....
e bucare davvero una gomma contro il marciapiede davanti a casa.
Questa è sfiga amici miei.
Essì!





*Ci tengo a precisare che non sono stata io a fare la bulletta a telefono con la mamma*

domenica 2 gennaio 2011

2010 bye bye


Cheddire.
Il 2010 ormai è finito e io non saprei che tipo di voto complessivo dare ai passati 365 giorni.
Perchè in effetti io e il 2010 abbiamo avuto un rapporto con diversi alti e bassi.
All'inizio ci siamo guardati con un po' di diffidenza, eravamo sospettosi, un po' sulla difensiva.
Io ero assai scettica su di lui e ben presto mi sono accorta che il mio pensiero non era del tutto sbagliato, visto che il simpatico anno 2010 ha cominciato quasi subito a farmene succedere una dopo l'altra.
Quindi abbiamo passato un po' di mesi di totale odio (reciproco suppongo) fino a quando lui non si è sentito in colpa e ha pensato di farsi volere almeno un po' di bene. Ha infatti tentato il tutto per tutto per farsi perdonare. Io inizialmente ero poco convinta. Me ne aveva fatte troppe il bastardo, ma poi mi sono ammorbidita e abbiamo fatto pace. Così pian piano ci siamo riavvicinati per cominciare finalmente ad avere un rapporto sano e abbastanza amichevole; fino a quando, giusto l'altro ieri, ci siamo stretti la mano in segno di stima e affetto.
Dunque, tirando le somme caro il mio 2010, nonostante la prima pessima impressione, devo dire che ho molto apprezzato la buona volontà che hai messo nel tentativo per farti perdonare; e credo di poter dire che ci sei riuscito. Ebbravo.
Ora speriamo che il tuo collega sia ugualmente clemente, dopotutto ci siamo appena presentati.