martedì 1 marzo 2011

matrimonio impossibilitato


Oggi, guardando una puntata di Wedding Planner (grazie Real time che riempi la mia vita con queste stronzate di cui sento di non poter fare più a meno) mi sono resa conto di una cosa.
Io non credo di potermi sposare.
No, seriamente... penso proprio di non essere capace.
Ma fisicamente intendo.
Non dovete pensare alla questione "paura del matrimonio" (che al momento sarebbe quasi comprensibile visti i miei 23 anni) ma è proprio un handicap fisico.
Vi spiego brevemente come si potrebbe svolgere il mio matrimonio.

Punto primo: chiesa o comune?
Non c'è neanche da dirlo. Comune. Ci manca solo il corso pre-matrimoniale. Conoscendomi mi addormenterei il primo giorno, mi darei malata il secondo e il terzo ci manderei il futuro sposo con una tizia russa che mi somiglia comprata su ebay.

Punto secondo: vestito bianco?
NEIN! Ma mi vedete a me con un vestito bianco? No, cioè... io sono PALLIDA. Ma pallida tipo statua di marmo. La Venere del Botticelli in confronto è abbronzata. Se io mi vesto di bianco faccio troppo riflesso nelle foto con il fash e sembro un vampiro. Poi sarebbero anche due bianchi diversi. Terribile. Sembrerei un cadavere... e non come Emily della "sposa cadavere", perchè lei almeno era blu.

Punto terzo: vestito lungo?
Mavà! Ma vi pare?
Cioè tacchi e vestito lungo?
Andrebbe bene se meditassi il suicidio.
Come minimo al primo gradino ruzzolo e mi spacco l'osso del collo.
Poi vi tocca chiamare l'ambulanza, mettere il video su youtube con il titolo "sposa che cade e si spacca l'osso del collo" ecc...
Insomma, no. Ecco.

Punto quarto: le fedi.
No ragazzi, non scherziamo. Io faccio fatica a non farmi cadere la testa dal collo. Vi pare che, con l'agitazione che un momento come il matrimonio richiede, riuscirei a tenere in mano un cosino di microbiche dimensioni? No. Impossibile.

Punto quinto: rinfresco.
Ecco, il rinfresco va bene. Però io sono goffa, maldestra, aggrazziata come un ippopotamo zoppo e cieco.
Come minimo, prendo una tartina e me la spalmo sul vestito (quindi anche per questo... no bianco). Prendo la forchetta e la conficco nell'occhio di vetro della nonnina novantenne dello sposo. Do una pacca sulla spalla allo zio ultracentenario che soffre di osteoporosi e gli spacco un braccio.
Guardo inorridita i bambini (figli degli invitati, mica miei) e chiedo al ristorante se c'è un recinto a parte in cui metterli, scatenando l'orrore di mamme, nonne e zie. Faccio il brindisi e mi verso in testa lo spumante. Mi vado a lavare le mani e mi cade la fede nello scarico. Cose così insomma.
Inoltre è chiaro ormai a tutti che l'unica cosa buona dei matrimoni sono gli alcolici in gran quantità... ecco, io non potrei farlo. S'è mai vista una sposa ubriaca? No dai... non sta bene, non si fa.

Riassumendo, il matrimonio non fa per me.
Quindi... quando verrà il momento.
Aereo per le Hawai, gonnellino, infradito, fiore tra i capelli e oplà. Chi s'è visto, s'è visto.





1 commento:

  1. Ci stò.
    Il mio vestito lo voglio blu però. Un bel blu elettrico da far invidia alla fata turchina. Yeah!

    RispondiElimina