lunedì 30 maggio 2011

La donzelletta vien dalla campagna...


In certi casi, sebbene io lo detesti cpn ogni fibra del mio essere, credo di essere un po' leopardiana. 
Soprattutto per quanto riguarda la DSV, ossia, la Depressione da Sabato del Villaggio.
Vi spiego meglio.
Avete presente quell'eccitazione meravigliosa che vi prende quando sapete di dover fare una cosa bella?
Chessò.. partire per le vacanze, andare a fare una gita fuori porta, dormire a casa del moroso perchè i genitori sono andati via, andare al primo appuntamento con il ragazzo che avete conosciuto per caso sabato scorso, festeggiare il compleanno oppure laurearvi e fare una festa di laurea?? Le solite cose insomma.
Ecco, io, dopo che ho vissuto la mia cosa bella, vengo afflitta dalla DSV. Ossia quella tristezza viscerale che mi divora lo stomaco e che mi fa pensare (sospirando) al giorno passato. Grazie al cielo non sono solita fare ciò su un ermo colle fissando una stramaledetta siepe, ma la cosa mi deprime assai. Lo ammetto. 
La DSV mi intristisce. Mi toglie ogni genere di forza. Mi fa venir voglia di andare a casa, mettermi nel letto e dormire fino a quando non ci sarà un'altra cosa emozionante da fare. 
Perchè? 
Che rogna. 
E' una cosa insopportabile. 
La DSV post festa di laurea è comprensibile. Sono andata a casa alle due e venti perchè ho vomitato nel naviglio visto che SOLO venerdì doveva venir giù un'acqua che manco i monsoni, mentre l'altra festeggiata e alcuni invitati sono andati a ballare. Diciamo che non ho concluso la serata come avrei voluto, contando soprattutto che l'idea di andare a ballare dopo la festa ufficiale l'avevo lanciata io. Me triste.
Però, la DSV post-laurea non è solo infelice, è tremenda!  
E' la fine di un'era. La fine della mia vita da studentessa.
Finchè ero studentessa mi sentivo avvolta e protetta nel mio guscio fatto di macchinette del caffè, pranzi allo Stacco, chiacchiere al parchetto, esaurimenti nervosi causati dagli esami, iscrizioni sul sifa, studio in mediateca e pause sigaretta che duravano ore. Adesso che la mia laurea mi ha fatto rotolare nel mondo reale mi sento sola e sperduta. Non so cosa voglio, non so come lo voglio e soprattutto non so come ottenerlo. Era più facile dover scegliere se prendere il caffè da 40 cent o quello da 25 (per poi riflettere se fossero effettivamente diversi o meno) e anche scegliere se prendere la pasta al sugo o le tagliatelle funghi e pancetta per pranzare. Ora è tutto più difficile. C'è gente che mi ossessiona con la domanda "ma tu adesso cosa farai?". C'è gente che parla di mutui, di lavori a tempo determinato, di banche, di prestiti, di finanziarie, di tassi, di interessi... mi viene da piangere. 
Io non voglio diventare grande!
Io sono una bimba sperduta. Non voglio crescere. 
La DSV post-laurea fa a pugni con la mia sindrome di Peter Pan.
Le due cose sono un mix mortale di sensi di colpa, obblighi sociali e morali e necessità impellente di soldi.
Tutto questo non mi piace.
La Q è triste amici miei. Sì. La Q è tanto triste perchè si era accoccolata così bene nella sua cuccia per poi essere sbalzata fuori al freddo.
Povera Q.
Povera Pulcina. *pat-pat* 

4 commenti:

  1. ... capita anche dopo i concerti grandi... subito dopo rimani eccitato per una o due ore e poi quando sei li che smonti la tua roba dal palco e quando torni a casa ti viene la tristezza...

    ... che sciocchi che sono però gli esseri umani...

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  2. utente anonimo30 maggio 2011 19:47

    Anche io sono colpita dalla DSV e anche io sono una bimba sperduta...prima lottavo per non crescere.. scappavo da tutto cio' che voleva dire diventare grandi. Poi ho capito che il "diventare grandi"  che la maggior parte della gente intende non è cio' che ho in mente io... e il diventar grande  a modo mio , mi puo' andar bene. Percio' Q, il mio consiglio è questo. Rimani quella che traspare dal blog... segui i tuoi sogni, non credo che una louis vuitton o vestiti firmati facciano la felicità... per la casa e il futuro le cose si fanno anche a piccoli passi, quando si riesce. Sei simpatica,intelligente,hai un bell'amore e sei giovane e fresca come l'acqua. Il mondo è ai tuoi piedi... non farti abbindolare con la storia del mutuo-casa-bambini-ufficio-ormai sei grande ---che grigiore...c'e' tutto un altro modo per vivere la vita.. e le cose per cosi' dire "da grandi" ci rientrano in modo naturale.. seguendo quello che ci dice "la pancia".
    Non so se sono stata chiara.. ho cercato di infonderti positività ma sappi che anche io a volte sono triste e confusa per le stesse cose :)

    IO CREDO NELLE FATE LO GIURO,LO GIURO  :D non farti portare via te stessa...

    una bimba sperduta

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  3. ti sei mai chiesta come mai abbia deciso di iscrivermi alla specialistica?

    XDDD

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  4. Amici! Mi sento meno sola!
    Buona DSV a tutti.

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