giovedì 12 aprile 2012

Fuori scena

Io aspetto in piedi, davanti a me colgo il brusio di tante voci che chiacchierano sottovoce, ma io non le vedo, tra me e loro c'è uno spesso telo di velluto rosso bordato d'oro. 
Io non vedo loro, né loro vedono me, ma io so che ci sono. 
So che c'è qualcosa al di là, probabilmente sarà bello e carico di emozioni, ma non lo vedo. 
E forse non voglio vederlo. 
Aspetto. Aspetto. Aspetto. 
Sospesa e sola. Sono immobile al centro del palcoscenico; mi dondolo avanti e indietro fissando un punto. Senza pensieri, senza idee, senza convinzioni. 
Potrei cambiare tutto in un attimo e scostare il sipario. 
Ma non riesco. 
Se poi non fosse come mi aspettavo?
Se mi facesse soffrire?
Se fosse deludente, banale, scontato?
Avrei accettato il rischio di espormi per niente. 
Così rimango lì. 
A fissare una piega del velluto. 
Sperando che qualcosa alle mie spalle si muova. 
Una luce, un suono, una spinta che mi faccia scivolare in proscenio e dire: 

Sù il sipario. 




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