mercoledì 13 giugno 2012

SGRUNT

Periodaccio infausto per la Q.
Stasera sono stanca e scoraggiata.
Non so se vi ho mai raccontato del mio corso di teatro, forse sì, forse no, forse boh; detto ciò, il 22 ho il saggio. Lo vogliamo chiamare saggio? Massì, chiamiamolo saggio. Recita è abbastanza triste, spettacolo è un po' troppo.
Ad ogni modo, io avevo la mia particina, stupida, nel mucchio, avevo la mia manciata di battute sceme, facevano ridere, ero contenta così.
E invece no.
Uno viene cacciato abbandona e io vengo incaricata di sostituirlo. Bene.
La mia parte è quella di una pseudo diva-vamp-ballerina-drag queen che si dovrà esibire abbigliata da lampadario in un ballettino di simil burlesque per poi tornare nell'ombra.
All'inizio mi ero quasi sentita lusingata. Cavolo, non ho mai avuto l'impressione di essere particolarmente dotata o talentuosa, quindi la scelta mi aveva lasciata stupita, stupita ma abbastanza serena.
Oggi, dopo aver avuto una vaga idea pratica di quello che dovrò fare, mi sono resa conto di quanto il mio personaggetto stupido mi piacesse. Di quanto ero contenta delle mie battute sceme e di quanto mi sento scomodo questo nuovo ruolo. Avrei preferito almeno poter decidere le cose da dire, le cose da fare... qualcosa insomma. Invece di trovarmi una cosa già costruita da qualcun'altro alla quale posso solo adattarmi. Voi mi direte: beh, ma a teatro funziona così, l'attore sì adatta al personaggio. Certo amici miei, lo ben so, il fatto è anche che, come se non bastasse, mancano solo 10 giorni al saggio, ossia quattro miseri giorni di prove. Quindi, mentre tutti saranno forti dei loro ruoli provati più e più volte, imparati in modo scorrevole ed efficace, io mi troverò impacciata e a disagio a fare cose che, se va bene, avrò provato una o due volte.
Non mi piace l'idea di espormi davanti ad un pubblico di amici e non. Non mi fa sentire al sicuro... e ultimamente è l'unica cosa della quale avrei tanto bisogno, sentirmi un po' al sicuro.
Non ho certezze di alcun tipo o forma; cosa faccio? perché? che farò l'anno prossimo? andrà bene? cosa voglio fare da grande? avrò abbastanza soldi a settembre? riuscirò a fare di regali di Natale? E così via...
Quindi capirete anche voi che sentirmi insicura anche in questo, nel mio piccolo e sereno mondo di teatrante, mi ha fatto un po' intristire.
Però ci posso fare poco, prendo quello che viene e me lo faccio piacere, per ora, non si può fare altrimenti.
Intanto aspetto l'estate nella speranza che il mare, la piscina e gli 80° all'ombra mi sollevino il morale.
Oppure Settembre, quando il mio ritorno in università, forse, mi farà ritrovare un po' di quella serenità che ho perso il 23 maggio dell'anno scorso.


Nessun commento:

Posta un commento