sabato 23 giugno 2012

The show must go on

È andata. 
Non so come,
non so perché,
né quando 
e neppure per quanto. 
Ma è andata. 
Il sipario non c'era, quindi non si è sollevato, e noi in scena c'eravamo già. 
Abbiamo sbagliato dove non avevamo mai sbagliato, abbiamo fatto bene dove solitamente facevamo una schifezza, abbiamo trattenuto le risate, ci siamo commossi, emozionati e abbiamo provato a dare il cento per cento in ogni secondo di presenza sul palcoscenico. 
Ci siamo divertiti. Ed è questo quello che conta. 
È stata l'esperienza più bella ed emozionante della mia vita. Io, che ho cominciato così tante cose senza mai portarne a termine una, forse, adesso, mi sento realmente legata a qualcosa.
Grazie a tutti quelli che hanno sopportato la mia presenta in questi mesi, grazie a tutti quelli che sono stati con me su quel palco, grazie a chi mi ha insegnato e ha creduto in me più di quanto io non abbia mai fatto, grazie a chi ha battuto le mani ieri sera, grazie a chi ha riso, grazie a chi ha pianto, grazie a chi si è emozionato e grazie anche a chi ha sbadigliato.
Vivere un'ora su un palcoscenico, di fronte ad un pubblico, di dieci, venti o due persone, è speciale. Cancella il passato, il presente ed il futuro.
Esiste solo il qui ed ora. Il teatro; che, come qualcuno più saggio di me aveva già detto, esiste solo per un istante e poi svanisce lasciando dietro di sé solo il ricordo di un'emozione.


2 commenti:

  1. *___________________________________*

    Per non parlare poi dei minuti PRIMA di entrare in scena: per me sono forse gli istanti più belli!!!! *_*
    La paura, l'adrenalina, il ripetere senza sosta le battute... sono attimi davvero indescrivibili!!! *__*

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  2. Essì. È una sensazione che difficilmente si può ripetere in altre occasioni... e crea dipendenza. :P

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