venerdì 3 agosto 2012

Hangover?? Pap-test!!

Ho trovato la soluzione migliore per il doposbronza.
Ebbene sì, amici. Ieri ho esagerato con la vodka.
Alla menta nello specifico.
Quindi era come bere lo sciroppo Fabbri. Solo che all'ottavo bicchierino il mondo era molto più bello e più divertente. E tanto più rumoroso... anche.
Dopo essere tornata a casa a tentoni, ad un passo dal vomito, mi sono sbattuta sul letto e concentrandomi sono riuscita a far smettere la stanza di girare, poi, in un momento imprecisato nel cuore della notte, penso di essere crollata in un sonno semi comatoso.
Stamattina, incredula di essere nel mio letto, senza ferite, lividi o dita mancanti, mi sono sollevata dal mio sudario e sono andata a farmi la doccia. In apparenza, l'acqua sparata sulle gambe a 15 gradi, ha riattivato la mia circolazione ripristinando una parte delle mie funzioni vitali. 
Evviva, ho pensato gloriosa, per una volta non sono in stato semi-morente dopo una ciucca.
Illusa. 
È bastato uscire dalla doccia e recarsi in cucina che, l'acidume presente nel mio pancino, ha cominciato a rimestare gioiosamente facendomi diventare più o meno del colore della vodka di ieri sera.
Ho fatto fatica ad inghiottire una fetta biscottata integrale e un bicchiere di the verde. Vabbè.
Inoltre, manco a farlo apposta, oggi, alle 10.20, avevo la visita ginecologica.
Bene, vomiterò in sala d'aspetto, ho pensato rassegnata e, dopo essermi vestita semi accuratamente, inforcati gli occhiali da sole, mi sono lanciata all'avventura.
In metropolitana dovevo sembrare una specie di zombie sbadigliante. Una signora seduta accanto a me mi ha guardato per tutto il tempo con tenerezza mista a preoccupazione. Emmenomale che avevo gli occhiali scuri, altrimenti chiamava il 118.
Una volta giunta dalla ginecologa mi accomodo in sala d'aspetto e cerco di ingannare l'attesa leggendo una rivista.
Dopo aver spulciato tra settordicimila mensili sulle gioie della maternità, finalmente trovo un po' di frivolaggine su carta e mi appropinquo su una sedia. Ovviamente tengo d'occhio il cestino, il mio colore è migliorato, ma tendo sempre al verdino.
Finalmente mi chiama e, alzandomi, vedo le stelline. Mi faccio coraggio e una volta giunta nello studio mi isso sul lettino.
Ora svengo, ho pensato.
Però... la presenza di quel dannato aggeggio per il pap-test mi ridesta dal mio torpore.
Merdosissimo coso. Deve averlo inventato un uomo.
Alla fine della tortura cinese, la Gina, fruga un altro po' facendo tutti i controllini del caso.
Ed io, non so come, non so perchè e non so nemmeno in che modo, mi riprendo splendidamente.
Così, incredibilmente arzilla e scoppiettante, comincio a conversare del più e del meno mentre questa ravana alla ricerca di chissà cosa. Che bello... solo noi donne possiamo chiacchierare delle vacanze mentre una tizia esplora le nostre cavità corporee.
A fine visita mi reco dalla signorina poco affabile all'ingresso per pagare la visita.
E non sono più verde.
Credo anzi di aver assunto un aspetto semi umano.
Riesco quasi a sorridere ed agguanto anche una caramellina alla liquirizia dal banco.
Il pancino non rimesta più e tutto il mondo è roseo, gentile, fresco e rilassato.
" Sono 150 euro signorina. "
Ecco. Ora ho mal di testa però.


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