mercoledì 19 settembre 2012

Scrib scrib

Tiriamo un po' le somme.
Otto novembre duemilanove.
C'è sciopero di Trenitalia e io mi ritrovo a pensare a un sacco di cose a caso: vacanze, università, computer, treni, macchine, esami, cinema, teatro, delusioni, speranze, sogni e blog.
Io ne avevo già uno. Era sulla piattaforma di msn, ora non ricordo nemmeno l'indirizzo (ma poco importa visto che è stato smantellato). Non era nulla di rilevante, principalmente lo leggevano pochi amici e sapevano che ero io a scriverlo, quindi non LaQ, ma Nome e Cognome. Scrivevo di tutto e di niente, come in questo blog del resto, ma lì era un po' diverso. Sicuramente non potevo lasciarmi andare a lunghi sproloqui incazzosi
o depressosi di sorta sapendo che le uniche persone che l'avrebbero letto erano persone che conoscevo. É stupido, ma a volte è più facile scrivere apertamente a tutti e nessuno, piuttosto che a qualcuno che ci conosce direttamente. Così non si rischia di apparire lagnosi, pesanti ed arroganti.
Ad ogni modo, quando ho iniziato a scrivere su questo blog non mi aspettavo molto. Non che ora io mi aspetti di più chiaramente, ma a volte mi viene da domandarmi e a pensare: Chissà come mi vedono gli altri?
Con Altri intendo tutti coloro che non mi conoscono ma che per caso, per volontà o per sfiga, sono capitati tra le pagine del mio blog.
Sicuramente sembro arrogante. Ah sì. Lo sono realmente? Questo non lo so. Diciamo che è difficile farmi cambiare idea se sono realmente convinta di una cosa. Dall'altro lato è anche vero che sono un personaggio abbastanza accomodante quando si tratta di discussioni futili.
Sembro aggressiva e a tratti inopportuna? Possibile. Lo sono? Forse. Ogni tanto.
A volte sono un po' vipera (del resto sono XX), ma solo con chi se lo merita.
Beh, che sono bionda credo che si sia capito.
Sono lunatica e spesso un nonnulla mi fa cambiare umore.
Avere a che fare con me non è facile. Spesso straparlo e qualche volta sono incoerente, me ne accorgo, ma sono un po' orgogliosa e faccio fatica a chiedere scusa. Di tutte le persone che mi circondano sono davvero poche quelle a cui chiederei aiuto in caso di vero bisogno.
Le cose che mi piacciono sono tante, spesso molto differenti tra di loro e che non coinvolgono quasi mai le stesse persone . Una sera mi hanno detto che mi piacciono cose così diverse perché ancora non ho scelto la mia strada. Nello specifico la critica che mi è stata mossa riguardava il fatto che per le mie uscite serali posso apprezzare sia una serata in Corso Como con cocktail a 10 euro e tacco 12, sia una in Colonne di S. Lorenzo, seduta in terra con una birra e i pantaloni della tuta. Mi è stato detto che ancora non so cosa preferisco, ma che prima o poi deciderò e sceglierò una delle due metà. Io non sono convinta. Anzi, non credo che sia così. La mia idea è che i posti così differenti mi piacciono perchè sono con persone che me li fanno apprezzare. Se mi annoio, mi annoio sia con tacco 12 sia con le ciabatte.
Non vedo perché debba essere considerato un difetto o qualcosa da cambiare il fatto di apprezzare cose tanto diverse tra di loro, io la considero una cosa positiva riuscire ad apprezzare tutto senza stare a farsi troppe seghe mentali sul dove, quando e cosa. Chi è consueto di tacco 12 solitamente storce il naso al pensiero della scarpa da ginnastica e viceversa. Non vedo perché debba essere considerato un male. Io non lo vedo così. Mi piace essere così.
Adoro scrivere, di me, degli altri, di cose mai esistite e che mai esisteranno, di tutto. Ma allo stesso modo mi arrabbio. Mi arrabbio quando penso che ho un sacco di idee e che non riesco a metterle su carta, mi arrabbio quando penso a quanto mi piacerebbe scrivere tutto quello che mi passa per la testa e vedere il mio nome sulla copertina rigida di un libro, mi arrabbio quando, passeggiando in libreria, vedo che tra i più venduti si palesa Moccia. L'uomo che scrive sui baci perugina, che non è in grado di utilizzare il passato remoto (visto e considerato che i suoi libri sono scritti sempre al presente). Lui che come altri scrive in prima persona. Scrivere in prima persona è un po' come barare. È più facile. Lo so che non sembra, ma ve lo assicuro. È così. La prima persona non mi piace. Non mi interessa avere il punto di vista di un solo
personaggio, mi annoia, io voglio sapere tutto e niente di tutti.
Detto questo, forse io non diventerò mai nessuno, il mio nome non verrà mai scritto da nessuna parte, nè conosciuto per alcun merito particolare, ma pazienza. Vedere gli ignoranti che guadagnano in un anno cifre che io non vedrò nemmeno in tutta la vita, mi fa arrabbiare, ma aimè non ci posso fare niente. Finché ci saranno altri ignoranti a dar loro retta ci sarà poco che io e la mia indignazione potremo fare.

8 commenti:

  1. Io non ho mai trovato difficile avere a che fare con te, anzi! :)

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    1. Yeah! :PPP
      Solo quando gesticolo e faccio cadere le cose. :))

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  2. E quanto sono d'accordo! ;)

    ps. Ma è carinissima l'immagine che hai messo per farti seguire su Twitter! *__* Come hai fatto?????

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    1. Dici l'uccellino grasso? L'ho trovato su blogspot. :))

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  3. Se una delle persone più adorabili e carine che conosca...

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  4. Hahahaha l'uccellino grasso! XD
    Lo voglio anch'iooooo! *___*

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  5. Lo diceva già Flaubert che "non c'è nulla di così umiliante come vedere gli sciocchi riuscire nelle imprese in cui noi siamo falliti"... sei in buona compagnia! :D

    Cmq tu sei meravigliosa come solo un sugo all'arrabbiata può esserlo! <3

    A.

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