martedì 23 ottobre 2012

Nevica al Teatro Strehler

Vorrei dare una sorta di utilità al mio blog. 
Mi sto rendendo conto che è davvero deprimente quando alla domanda: "Assì? Hai un blog? E di cosa tratta?" rispondo: "Boooooooh.". 
Quindi, almeno per ora, ho deciso di occuparmi di qualcosa di socialmente utile e sul quale posso permettermi (dall'alto della mia piccola pratica sul mestiere) qualche opinione più o meno soggettiva. 
Nello specifico, grazie al mio abbonamento al Piccolo Teatro e al Teatro Leonardo, affronterò qualche vaga descrizioncina critica sugli spettacoli che mi capiterà di andare a vedere. 
Così, chiunque avrà la fortuna o sfortuna di capitare quassù, saprà almeno vagamente di cosa si tratta. 
Comincio quindi con uno degli spettacoli che ho visto questo week end: 
Slava's snow show, al Piccolo Teatro Strehler.
Cos'è? Mi direte voi. 
Uno spettacolo di clown, risponderebbe l'altro 99% delle persone. 
Ma io no. 
Clown è riduttivo. 
Clown è un essere con il naso rosso che cerca di far ridere dei bambini facendo cagnolini con degli orribili palloncini oblunghi. 
No. 
Slava è un sogno. 
È un sogno che si crea sul palcoscenico. È la mente di un bimbo che osserva e ci regala quello che vede: così vediamo un letto che diventa una nave per dominare le onde, degli angeli cupi, neri e inquietanti attraversano la scena come un incubo dal quale ci si vuole svegliare e uno spiritello fatato e luccicante ci passa davanti agli occhi per poi sparire subito dopo come se ce lo fossimo immaginati. 
Slava è la neve al Teatro Strehler. È quello stupore tipico dei bambini che guardano in alto con la bocca semi aperta, è la risata che nasce dal nulla, da un movimento di spalle o da un' alzata di sopracciglio. È il teatro che diventa gioco, il palcoscenico non è un limite ma diventa invito, la platea non è più un solo luogo di osservazione ma di interazione, di strette di mano e di acqua, tanta acqua. 
Slava è il finale con il botto, è il risveglio. È il sole che attraversa le persiane la mattina, è il suono della sveglia che ci riporta alla realtà per poi farci applaudire fino a spellarci le mani. 
Slava è molto più di uno spettacolo teatrale. É un gioco che permette ai bambini di restare bambini e agli adulti di ritornare ad esserlo per almeno due ore. 
Il consiglio più spassionato che posso darvi è di andare a vederlo. Con la fidanzata, con gli amici, con la mamma, con la nonna, con il cane o il pesce rosso. Andateci da soli se nessuno vi accompagna e vi giuro che non ve ne pentirete. Se poi ci portate la/il fidanzata/o e a lei/lui lo spettacolo non piace, beh, ovviamente... lasciatela/o!
Consiglio anche di cercare un posto in platea, se riuscite più centrale possibile, avete tempo fino al quattro novembre. 
Detto questo... andateci, sedetevi, divertitevi, tornate bambini e cominciate a sognare. 

4 commenti:

  1. Che meraviglia. Grazie del suggerimento.
    Raffaella

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    1. E di che. :) Attenderó un responso allora.

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  2. Questa deve essere stata una figata unica!!! *___*

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