martedì 24 dicembre 2013

Sorridi fiorellino

Metti il caso che è un'uggiosa mattina di dicembre e ti svegli con la luna storta. 
Così sono le 9.00 e ti viene la prima crisi isterica della giornata, perdi la voce e l'idea di scendere per strada e investire il primo coglione che ti attraversa la strada un pochino ti sorride...
Così esci, a piedi, per non essere un pericolo pubblico per gli ignari passanti, e dietro le tue spalle si sente la Cavalcata delle Valchirie, oppure il theme della Morte Nera e magari anche l'O Fortuna dei Carmina Burana. 
Ovviamente guardi alla giornata (o al Natale, metti) con lo sguardo torvo, gli occhi iniettati di sangue e il fumo dalle orecchie, conscia che nessuno al mondo ti sbarrerà la strada perché dalla tua faccia il messaggio che traspare ben chiaro e cristallino è spostati o muori
Mettiamo poi che devi andare dal parrucchiere e l'idea che qualcuno metta le mani sulla tua testa non ti va tanto a genio, tuttavia - pensi - qualora il taglio non ti dovesse garbare puoi sempre cavargli gli occhi con le forbici e portarli a casa come trofeo per appenderli al muro o darli al gatto per giocarci. 
Così entri e un profumo caramelloso e una temperatura tropicale ti avvolgono, subito dopo una fanciulla ti accoglie portandoti via il cappotto e ti fa accomodare al lavateste, appena seduta, il parruccaio ti si avvicina e ti dice: Ciao, tagliamo? Dai, sorridi fiorellino. 
E ti sorride. 
Di un sorriso senza pretese. 
Regalato e spontaneo, come se fossi di famiglia. 
E a quel punto, complice anche il massaggino alla cute con maschera al saicazzocosa, ti racconta e ti chiede e improvvisamente la Annie Wilkes che c'è in te si fa da parte per concederti un'altra giornata normale senza omicidi e carneficine. 
Così, soddisfatta della tua nuova testa, torni verso casa con il portafoglio cuore più leggero e lo spirito un po' più sereno, ti imbatti in un ragazzo appoggiato al muro che, con fare baldanzoso ed ammiccante, ti osserva e ti dice Hei, ciao. 
Tu, che appena un'ora prima gli avresti strappato la giugulare e la femorale (giusto per stare tranquilli) a morsi, lo guardi e gli sorridi. 
Poi continui per la tua strada. 
Gli regali il sorriso che qualcuno aveva dato a te alcuni minuti prima. 
Le persone dovrebbero regalare più sorrisi. 
Soprattutto quando piove. 

lunedì 23 dicembre 2013

Penny



Coraggio Tesor
devi vincere il tuo dispiacer
anche sola non devi temer 
c'è chi veglia su te.
Non piangere amor
scorda tutta l'angoscia che hai 
anche tu presto sorriderai 
c'è chi veglia su te
Se con fede sempre tu pregherai
presto o tardi troverai
chi tanta gioia ti darà 
e tuo tutto il mondo sarà.
Avrai tanto amor
ed il tuo sogno s'avvererà
ora fatti coraggio tesor, 
c'è chi veglia su di te.

Pensierini

A -2 da Natale mi sento in vena di pensieri profondi.
Ne parlerò in modo vago e confuso. Che ognuno ci legga quel che preferisce.
Perché in questi casi anche la carta da parati ha orecchie. O occhi. O altro. Vabbé.
Comunque pensavo agli estranei. A quelli che incontri una volta, li guardi negli occhi e due secondi dopo, pufff, non ci sono più.
Chi s'è visto, s'è visto.
Ecco, però ci sono estranei particolari.
Ci sono estranei che conoscono tutto di te. Assurdo, no?
Già, ci sono quelle persone che sanno il tuo numero di scarpe, conoscono i tuoi sogni, le tue paure, quel che ti piace, quel che odi, quel che ti da fastidio, quel che mangi, quel che non mangi, quel che fai la sera prima di addormentarti o che periodo dell'anno preferisci.
Già.
Sanno tutto, eppure un giorno diventano estranei.
Puff.
E io mi domando, quel rispetto che sussisteva prima, quella stima che c'era (se c'era, ovvio), quella sensibilità di cui ci si preoccupava... perché spariscono assieme a tutto.
Io posso capire che questi estranei possano serbare dei rancori.
Ma se non c'è niente per cui essere rancorosi, perché anche il rispetto deve andare a farsi benedire.
Perché non si può conservare una piccola parte di cura per quella persona che sa tutto eppure ormai è un estranea.
Una cura piccola, una sensibilità reciproca che consente ad entrambe le persone di essere più serene e più rilassate, un po' di rispetto per quello che si è stati prima di essere estranei.
È così assurdo mi domando?
Perché non si può riflettere e dire "no, questo no, questo non è bello, questo non è gentile, questo è gratuito e magari pure cattivo." 
Certo, poi non si può essere sempre così dolci e carini, a tutti ogni tanto partono i cinque minuti, ti si chiude la vena e diventi tutto istinto e zero cervello, dici cose di cui ti penti sei secondi dopo e ti contraddici otto volte in una frase con un solo soggetto, ma... ci si può pensare almeno, no?
O provare, ogni tanto.
No, forse no.

martedì 17 dicembre 2013

2013 in media

Quest'anno niente calendario dell'avvento.
L'idea c'era, ma il periodo è decisamente scombussolato ed è già tanto che io mi possa ricordare di lavarmi i denti tutte le mattine o di mettermi le mutande. 
Comunque stamattina, appallottolata sotto il piumone, stavo tirando due somme del mio anno trascorso. 
Come dissi qualche giorno fa, se dovessi dare un voto, darei un 5 1/2 o al massimo un 6 -. 
Questo perché in questo strano anno ci sono stati momenti da 9 1/2 ed anche 10, ma allo stesso modo ci sono stati anche momenti da 2 o 3.
Questo strano anno mi ha ricordato il 2010. Un anno che è iniziato male malissimo ed è finito bene benissimo, la cui media, probabilmente, sarebbe stata sempre un sei scarso. 
É strano come alcune cose accadano e non si possa fare molto per evitarle. 
Ci puoi provare fino a che non ti si scheggiano tutte le unghie e non ti va via la voce, ma se le cose rotolano, è difficile farle tornare indietro. È la storia della pallina sul piano inclinato che rotola rotola rotola, prende velocità e olè. Ciao ciao pallina, è stato bello. 


domenica 1 dicembre 2013

1 dicembre

Oggi, primo giorno del mio calendario dell'avvento virtuale vi dirò che visto che sono pigra non scriverò, ne dirò cose particolarmente intelligenti.
Mi limiterò a mettere delle foto.
Una foto al giorno di cose che voglio, vorrei, sogno, bramo, desiderounsaccosacco etc etc...con relativa spiegazioncina.

Oggi è l'aurora boreale.
Della serie, chemifrega della statua della libertà, chemmifrega di New York, io non voglio attraversare l'oceano per vedere quattro mattoncini messi uno sopra l'altro o un grosso parafulmine di metallo.
Io voglio vedere l'aurora boreale.
In Norvegia.
Punto.

Wow, spettacolo.

sabato 16 novembre 2013

Victoria'sticazzi!

Guardavo le foto degli angeli di Victoria Secret. 
E bho... niente. 
Ne ho dedotto che la vita è ingiusta. 


Madrenatura è ingiusta. 


Ingiustissima.... 


Tremendamente, orribilmente, ingiustamente INGIUSTA! 


Vabbè... VAFFANCULO ALLORA! 

giovedì 14 novembre 2013

Ci si incontra sempre nel momento sbagliato

Una grande verità.
Ci si incontra sempre nel momento sbagliato.
Non solo per strada eh, che poi anche lì... se c'è una persona che non vuoi vedere in un determinato momento, stai sicuro che lo vedrai nel momento peggiore e nel posto peggiore, ma detto questo...
Io lo intendo in modo molto più astratto.
Intendo che a volte capita di necessitare di attenzioni da qualcuno e quel qualcuno, in quel momento, ha tutt'altro per la testa.
A volte sono cose piccole e un po' stupide, magari un messaggio, una richiesta di vedersi o simili che vengono ignorate o accantonate. Come cosa è abbastanza normale, intendo, la gente mica vive con il telefono sempre sotto il naso, può capitare a chiunque di aver altro da fare, però la sfiga vuole che quando si ha bisogno di qualcuno, il qualcuno è indaffarato.
Che sfiga.
Non ci si riesce mai ad incontrare quando si è tutti e due indaffarati o quando si è tutti e due a caccia di attenzioni come i bambini.
Che sfiga.
Sì, l'ho già detto. Però che sfiga.

venerdì 18 ottobre 2013

Il teorema della bimba ricciolina

Ho un ricordo di quando ero infante.
Era una sit-com americana, non ricordo sinceramente il nome, forse era Una bionda per papà, ma possibile anche Genitori in blue jeans. Ricordo solo che era una famiglia numerosa e che la bambina più piccola era nanetta e ricciolina. 
In una puntata la nanetta ricciolina si ribellava al coprifuoco delle nanna perchè convinta che, quando lei andava a letto, i genitori e i fratelli facessero follie che neanche il Cirque du soleil. 
Ovviamente, da buona famiglia americana di sit-com, invece di rifilarle un ceffone e di dirle "vai a letto nana riccioluta" i gentili genitori ben si prestano a lasciare che la piccina rimanga sveglia una sera per constatare con i suoi occhi che nulla di strano accade dopo il suo coprifuoco. 
ERRORE. 
Infatti quella sera, come è ovvio essendo questa una sit-com, ne succedono di ogni. Ho un vago ricordo di qualcuno della famiglia, forse la sorella, che entra in casa assieme ad un pony. La nana ricciolina ovviamente osserva tutto con meraviglia e con invidia mentre i genitori basiti non sanno come risolvere la situazione e fare in modo che la pargola creda alle loro parole (ossia che dopo l'orario limite non accade nulla di affascinante) più che ai fatti mirabolanti che stanno accadendo davanti ai suoi occhi. 
Ecco. 
Io più volte mi sono sentita questa bambina. 
Spesso e volentieri anche in situazioni spiacevoli. 
Per farvi un esempio citerò ciò che mi è accaduto stasera.
Dovevo uscire a bere con +1 e amici vari del +1. Ero sul letto, in pigiama, impigrita con la faccia nel cuscino, stanchissima per aver camminato come un'ossessa, non avevo digerito una sega della mia cena e su italia uno era appena iniziato The following. Cheffarecheffarecheffare. Pro e contro, consulto con la mamma, esco, non esco, esco, non esco, esco, non esco... alla fine non esco. 
Tanto è una sera come un'altra, i fanciulli bevono birra, parlano di calcio, io mi annoio, dopo un po' arraffo il cellulare del +1 e mi metto a giocare a Cut the rope, infine tutti a casa felici. 
ERRORE. 
Per un fortuito caso del destino, questa sera (sa dio perchè di GIOVEDI') il pub ha organizzato un quiz, con domande di varia natura. Ed ecco che fioccano messaggi del +1 con richieste del tipo "chi ha scritto i Sepolcri?" oppure "Charlize Theron è sudafricana?". Aggiungo anche che alla prima ho risposto, giusto, alla seconda ho detto bho. Mi sento quasi intelligente. 
Ora, perché? Perché? Perché ora mi mangio le mani, sarei potuta uscire invece che impantofolarmi qui nel letto e diventare sempre più grassa e flaccida. 
Non che bevendo birra (o sidro, sta diventando la mia nuova mania) sarei diventata snella e soda, ma almeno avrei fatto qualcosa di un pelo insolito invece di trasformare ossigeno in anidride carbonica. 
Uf! 
Per il resto il teorema bambina ricciolina è una grande verità; mi succede spessissimo e la cosa mi fa uscire di testa, talvolta. 
Perché il mondo mi odia, mi domando?
Perché il mondo odia me e ama persone come Melissa Satta o Federico Moccia? 
È molto, molto ingiusto.  

lunedì 2 settembre 2013

Difficile

Mah.
Come si fa ad essere felici?
O meglio... quando una persona può effettivamente dire di essere felice?
Quando lo è per più di 12 ore al giorno? O 12 sono troppe considerando che in media uno su ventiquattro ore ne dorme otto?
Mi sono interrogata più volte su questo fatto senza trovare onestamente una risposta alla domanda.
Se qualcuno chiedesse a me se sono felice o no... hem, ci metterei un bel po' a rispondere. E soprattutto la risposta non sarebbe mai un semplice Sì o No.
O meglio, se dovessi rispondere così, senza pensieri, direi di no. Ma pensandoci non sarebbe vero.
Ci sono momenti in cui sono felice, ma felice per davvero.
Il teatro, ad esempio mi rende felice, ma felice come nient'altro mai aveva fatto (con tutto il rispetto per i vari +1 che, stronzi o meno, sicuramente qualcosa di buono devono averlo pur fatto), anche gli amici e il +1 mi rendono felice, anche la mia famiglia mi rende felice e anche solo passeggiare con la musica nelle orecchie mi rende felice... eppure c'è qualcosa che non quadra. Qualcosa che al primo pensiero mi farebbe rispondere di no.
Forse perché ci sono momenti in cui tutto questo sembra inesistente.
Momenti in cui fisso il vuoto e sento i gabbiani nella testa. Momenti in cui guardo qualcosa o qualcuno e mi sento così insignificante al confronto da voler sparire in un angolino buio, momenti in cui (nonostante tutte le persone di cui sopra) mi sento così sola che l'unico modo per stare un pochino meglio è mettermi a guardare un film demenziale dove ci sono persone che stanno peggio di me le cui vite si risolvono con dei meravigliosi happy ending.
E quindi uffa.
Domanda difficile, risposta difficile.
Certo che forse, il mio desiderio più grande, sarebbe quello di riuscire a rispondere senza incertezze.
Sì o No.
Perché se anche fosse No, un No serio, definitivo e sicuro, si potrebbe fare qualcosa a riguardo; la voglia di cambiare, di muoversi, di risollevarsi sarebbe sicuramente molto più forte
Così no. Così c'è qualcosa che frena. Perché per cambiare bisognerebbe fare qualcosa di grosso. Ma questa cosa grossa, in parte, non intaccherebbe o rovinerebbe totalmente tutti quei momenti in cui sto bene e sono felice?
Poi, beh, poter rispondere, senza pensarci, con un Sì... sarebbe utopico, ma non smetterò mai di sperarci.

giovedì 1 agosto 2013

Formentera for dummies

Vista la mia inattività di questi giorni ho deciso di produrre un post di utilità sociale. 
Sono stata a Formentera a luglio e voglio condividere con il popolo del web la mia impagabile esperienza. Con consigli e suggerimenti in pillole. 

La valigia: 
Innanzitutto il sole picchia come se foste su Mercurio. Io, il secondo giorno, mi sono scottata con protezione solare 20 e sotto l'ombrellone. È vero, io sono di carnagione semi cadaverica, tuttavia vi assicuro che anche una persona con un colorito umano (tipo il +1 o amici del +1) si sono brasati come tanti polletti allo spiedo. 
Quindi infilate in borsa una dannata protezione alta. Questo consiglio solitamente sta alla base della sanità mentale media, ma non si sa mai. Una volta arrivati comperate un ombrelloncino sfigato (spesa media sei euro) e forse riuscirete a tornare a casa con lo stesso quantitativo di pelle con la quale siete partiti. Forse. 
Sui vestiti posso dire poco, direi come al solito vestiti comodi (bianchi magari) per il giorno e qualcosa di più carino per la sera, ma senza esagerare. Non siete ad una serata di gala sul Titanic, siete a Formentera ad ubriacarvi di Mojito e ascoltare musica tamarra, visto che manterrete la dignità per non più di venti minuti a sera, è abbastanza inutile uscire vestite come la regina Elisabetta. 
Tacchi? Bho, sì. Fate voi. Direi comodi per il motivo di cui sopra. Io li ho messi per la prima sera, poi mi sono spaccata le palle e li ho infilati in fondo alla valigia. A posto così. 

Discoteche: 
Mah, a me sembrava di stare al The Club. Sono tutti italiani, all'80% pure tutti milanesi, quindi... diciamo che potete farci un salto ma non mangiatevi le mani se proprio non riuscite ad andarci. La parte più bella infatti sono gli aperitivi in spiaggia: tutti svunci di sale e sabbia, infradito, birretta, mojito, nachos, musica e olè. Come se non ci fosse un domani.
Ah, ovviamente non sperate di incontrare ragazze/i autoctoni o stranieri di varia natura. Io non so onestamente dove si nascondano, ma in tutta la settimana credo di aver sentito parlare spagnolo tipo mezza volta. 

Flora e Fauna: 
Beh la flora è affascinante. Spiagge spettacolari, acqua pulitissima, sabbia bianca ma non troppo polverosa (non di quella che ti si infila ovunque e quando dico OVUNQUE è ovunque) e cielo sereno praticamente 24h su 24, 6,5 giorni su 7. 
La fauna... beh, tanto vale che ve lo dica, è pieno di figa. Sì, donne, rassegnatevi. Se il vostro fidanzatino pucci pucci va a Formentera si troverà circondato in lungo ed in largo da tipelle di ogni forma, colore e fattezza. Indubbiamente tutte fighe. Sappiatelo! 
Poi, dall'altro lato, una ragazza qualsiasi tira su ragazzi con il secchiello. Come pescare con l'elettricità. 
Troppo facile. 

Poi, poi, poi... bho. Non mi viene in mente altro.
La mia guida di dubbia utilità finisce qui. 
Coccodè. 

venerdì 5 luglio 2013

Andata

È andata. 


Ieri, la prima. Oggi, ci sarà la replica.

L'adrenalina a mille, il fiatone, il tempo che scorre a doppia velocità, le goccine di sudore negli occhi.
Le tre S dell'attore: saliva, sudore e sangue.
La conseguente botta di tristezza è arrivata e avrà tempo per sfogarsi e andarsene via.
Stanotte ho anche un volo in partenza per Formentera.
Troppe cose tutte assieme.
Ho un po' di timore al pensiero di cosa causerà in me tutto ciò, ma staremo a vedere.
Questa volta sarà più difficile mettere la parola fine a quest'anno di studio.
Sia perché ho incontrato davvero un gruppo di persone meravigliose, sia perché sarà più difficile passare al terzo anno e proseguire nel percorso.
So che potrò ancora vederli in altri momenti, so che fino a metà settembre, fino al provino, non sarà ancora finita.
Ma sono stati la mia compagnia fissa per due sere a settimana, per nove mesi, per tre ore a sera.
Inoltre, nelle ultime settimane, li ho visti più spesso del mio moroso.
Mi mancheranno.
Se non dovesse continuare.
Ma è inutile fasciarsi la testa prima del tempo. Pensarci ora non mi aiuterà poi, qualsiasi cosa succeda.
Una cosa per volta.
Stasera la replica.
Stanotte il volo.
A settembre il provino.
Un passo alla volta.
Il dopo, viene dopo. Cit.

mercoledì 19 giugno 2013

Notte prima di sticazzi - Diario di un Fancazzista

Notte prima di STICAZZI! 

Venditti impazza e domani i maturandi staranno seduti a sudare copiosamente sulla loro prima prova.
Hm, fortunelli. 

Quest'anno però mi è proprio venuto da pensare alla mia, di notte prima degli esami. 
Sarà che sono malinconica, sarà il caldo, sarà quel che sarà, ma ci ho pensato. 

Era il 2006, quell'anno usciva il film riguardante la suddetta notte e l'Italia vinceva i mondiali. 
Già. 
Io la notte prima non ricordo esattamente cosa ho fatto, ma ricordo con chiarezza come l'ho vissuta. 
Ricordo di non averla vissuta in compagnia e di come questo, all'epoca, mi avesse rattristato molto. 
Pensavo a quello che mi sarebbe successo il giorno dopo, alla libertà che avrei guadagnato ponendo fine a quella prigione che era stata per me il liceo. 
Non ero spaventata o agitata, mi sentivo solo molto triste ad essere lì, seduta sul divano immagino o davanti al computer, da sola, a poter condividere i miei pensieri solo con me stessa invece di chiacchierare con un'amica.
Da un lato ero entusiasta. Non vedevo l'ora che finisse.
Non sentivo l'adrenalina, non sentivo nulla di tutto quello che adesso si condivide su facebook, sentivo solo il desiderio di scappare. Di fuggire dall'incubo che era per me il liceo. 
Quell'angoscia al mattino, le false amicizie, le pugnalate alle spalle, lo studio imposto quando e come dicevano loro e tanto altro. 
Non mi importava come sarebbe andata, volevo solo che andasse. 
E così mi sono portata a casa fiera ed orgogliosa il mio 60! 
Stretto tra le mie manine avide avevo un 60 nonostante io non avessi fatto praticamente nulla per cinque anni, quel 60 per me significava FINE.
Sì, SESSANTA!
Io non me ne vergogno affatto. 
Studiavo poco e male e mi interessavo solo a cose che erano di mio gusto. Quindi sì... sessanta! 
Un sessanta tutto mio alla faccia di chi, dopo aver saputo i risultati, ha commentato: "ma ho preso sessanta. Come LaQ."
Sì.
Io ho avuto quello che mi aspettavo e che mi meritavo. 
Me la sono cavata e sono stata contenta. 
Non ho avuto la mia notte prima degli esami, ma almeno me ne sono andata a testa alta.
Contenta di aver finito a modo mio

martedì 18 giugno 2013

Jamesino del mio cuor

Sto guardando Espiazione.
Un bel film allegro per le nove del mattino, nè. 
Comunque, stavo riflettendo riguardo a Jamesino McAvoy (che io adddddoro) e riguardo alla media dei personaggi che gli fanno interpretare. 
Io di suoi film non ne ho visti molti eh, ma quei pochi mi sono bastati per capire che io lo amo irrimediabilmente per la sua faccina eternamente sofferente e malinconica. 
Essì. Perché lui non è un figaccio effettivamente, però c'ha quest'occhio azzurro magnetico, questo sguardo eternamente tormentato e addolorato. Quell'aria da dramma Kareniano perenne... e io non posso resistere. 
Sarà la sindrome da crocerossina, però a me quell'aria da cucciolo bastonato mi uccide. 
Quel sopracciglio mezzo inarcato, la frontina corrucciata... no, tesorino, non piangere, LaQ ti fa le coccole se vuoi. 
Poi, diciamo che in Espiazione raggiunge il suo apice. 
No vabbè... e in Becoming Jane?
Jamesino, vieni anche a casa mia a farmi la faccina abbattuta. 





Il maledetto peraltro ha pure limonato l'Angelina. 
Che io personalmente detesto, ma son gusti...




domenica 26 maggio 2013

Tee Tee.eu

Oggi mi diletto, 'siori e 'siore, a fare della pubblicità spontanea. 

Vi voglio parlare infatti del sito teetee.eu, una splendida inizativa nerd finalmente approdata in Italia. 
In cosa consiste l'adorabile sitarello in poche parole: dei designers vari ed eventuali (o chiunque abbia voglia, fantasia ed entusiasmo) propongono le loro idee per una t-shirt. 
Una volta approvata, il desing viene votato dalla community e ogni 72 ore il sito offre il design più votato per essere acquistato. 
Occhio, solo per 72 ore però, una volta trascorse le quali la magliettina finisce nel "santuario" dove voi tutti potrete ammirare ciò che vi siete incautamente fatti sfuggire.
Le magliette sono semplici e sportive, il prezzo è contenuto e, a mio avviso, adatto al prodotto proposto. 
Detto questo, buttateci un occhio e diffondete il verbo agli amici nerd. 
Io sto aspettando con ansia che questa maglia arrivi tra le prescelte. 


Quindi se mi volete bene, VOTATELA! Così farete di Q una bimba felice.

venerdì 24 maggio 2013

Ultimamente

Vai. Una lista delle cose che nei recenti tempi mi diverto (o meno) a fare.
Vi interessa? No.
Poco male.
Lo scrivo lo stesso per allettare il mio ego guigantuesco.
- Ultimamente mangio gelati come se non ci fosse un domani. Mia mamma è ancora fortemente convinta che l'estate sia alle porte, io sono più convinta di aver dormito troppo e che manchino solo due mesi a Natale. Tuttavia lei continua imperterrita nell'acquisto di gelati e io, forse per lo sconforto, forse per la noia, li ingurgito uno dopo l'altro senza colpo ferire.
Poi sto diventando una mucca. Ovvio.
- Ultimamente sto seriamente pensando a cosa fare della mia vita negli anni a venire. Inutile dire che la risposta è sempre, irrimediabilmente, tristemente e drammaticamente... mbho! 
Io ho un sacco di sogni né, ma le persone cattive mi malmenano pissicologgicamente per rinunciarvisivisi e diventare una brava pecora che bruca l'erba come le altre nel suo bel pascolo verde. Che tradotto sarebbe: "smettila di pensare ai sogni di gloria, cresci, trovati un lavoro e abbi una vita normale.".
E anche chi non lo dice, so che lo pensa. Zob.
- Ultimamente sto diventando grigia.
Sì.
Non è che sono solo pallida. La situazione si sta aggravando. La mancanza di sole sta causando una strana mutazione alla mia pelle, quindi i casi sono due: o sto mutando in un x-men e domani vi dirò che posso attraversare i muri/controllare gli agenti atmosferici/sparare i raggi laser dagli occhi, oppure sto diventando una specie di fossile a causa della mancanza di UVA (o UVB, differenza? Bho, mai capito.).
- Ultimamente sto preparando lo spettacolo di fine anno a teatro. Assai meglio dell'anno scorso, ma non è mai detta l'ultima parola.
- Ultimamente ho scoperto che mi piace la senape. Ma tipo che non l'avevo mai assaggiata. O forse sì, ma non me lo ricordo assolutamente. Anche perché è davvero buona.
- Ultimamente dormo davvero male. Oh, ma proprio male eh. Cioè, non è che non dormo. Ma mi sveglio al mattino con l'istinto di controllare il materasso e verificare che non vi siano dei chiodi nascosti dentro.
- Ultimamente sto pensando a cosa mettere in valigia per andare al mare. Parto il sei luglio. Già...
- Ultimamente uso il verbo ottenebrare. È un bel verbo. Mi piace.
- Ultimamente ho scoperto il verbo incettare. Non sono ancora riuscita a usarlo in una frase, ma ce la farò.
- Ultimamente mi sono resa conto che la mia Gatta ha 11 anni. Quando mi sale sul letto la accolgo con un allegro Seiiii veeeeeeeeeeeccccchhhiaaaaa. Ma lei non se la prende.
- Ultimamente camera mia è un freezer. Sarà lo spiffero sotto la finestra? Sarà il vetro crepato? Sarà. Ma ci sono i pinguini.

Detto ciò, con questa serie di allegre fesserie vi saluto. Augh pulcini.
Pace e bene a voi, ai vostri cani, ai vostri gatti e ai vostri polli. No, anche alle galline.

mercoledì 15 maggio 2013

XYX

Questa foto mi induce a riflettere. 
Probabilmente, nella maggior parte dei casi rappresenterebbe una sacrosanta verità. 


Ma se, come nel mio caso, l'auto corrisponde allo stereotipo di femmena e la stanza a quello di maschio... come la mettiamo? 
Hm... dilemma, atroce dilemma. 

lunedì 6 maggio 2013

Categoria portami via

No vabbè, sto cercando di sistemare le etichette del blog e voglio suicidarmi.
Ne ho cambiate solo due e già ho fatto un casino.
In tutto ciò ho scoperto che oggi ci abbandona anche Rossella Falk; ma dopotutto che importa, noi abbiamo Melissa Satta e Martina Stella... e poi uno non si deve incazzare.

lunedì 22 aprile 2013

Restyling the Q

Il piattume che circonda l'aura di questo blog sta sfiorando delle bassezze miserande.
Urge rinfrescata.
Ecco perché, in questo momento, la grafica del suddetto sembra essere stata fatta da un daltonico ubriaco.
Ma nessuno si allarmi, ho uno squadrone perfettamente istruito e capace che si sta occupando di un restyling profondo di questo dannato spazietto putrido sull'internet.
Chissà poi se il blog subirà qualche modifica varia ed eventuale.
Tutte quelle categorie confuse e casuali, sbattute lì a muzzo e pure in bella vista mi fanno venire un po' l'ulcera; ma l'idea di ri-suddividere tutti i post dal 2008 ad oggi la fa diventare perforante, l'ulcera.
Detto ciò, chissà se anche il blogghino cambierà il suo stato oppure rimarrà il solito bidone sconclusionato di pensieri casuali.
Sicuramente, con la nuova grafica, avrò modo di dimostrare più chiaramente il grosso problema delle quattordici personalità differenti che coesistono (più o meno pacificamente) nella mia persona.
Tanto per cominciare, una piccola anticipazione in merito.
Stay tuned, pulcini. LaQ sta tornando, ed è più incazzosa che mai.

Be aware of the Blondie

mercoledì 27 marzo 2013

Il mio regno per un gelato

La Q ha uno strano rapporto con il gelato. 
Succede tutti gli anni. 
Nei mesi estivi ne sviluppa una dipendenza inumana, ma, pian piano, con l'avvicinarsi dell'inverno e dei mesi freddi comincia a dimenticare lentamente il suo caro compagno di avventure. 
Questo fino a quando i primi caldi e i primi solini pallidi non le ricordano che ESISTE e lì... so' cazzi! 
La dipendenza riesplode più violenta che mai e questo causa alla Q delle interessanti conversazioni (virtuali o meno che esse siano).
Ve ne espongo giusto due: 

La prima, di qualche tempo fa, avuta con l'amica A

La seconda, avuta giusto qualche minuto fa, con il +1; da notare per altro che il poveretto non guardava il telefono da più o meno un'ora ed è stato accolto così. 


Dopotutto è facile avere a che fare con me. 
Gelato... e il resto è tutto in discesa. 

domenica 24 febbraio 2013

Q..Oscar

Lo faccio tutti gli anni. Quest'anno vi rendo partecipi. Che vi piaccia o no. Tiè.

Miglior film. É dura..
Il re della terra selvaggia potrebbe farcela, ma l'americanità degli americani mi fa propendere per Zero dark thirty.

Miglior regia.
É dura anche qui. Ma Ang Lee secondo me la merita tutta.

Attore protagonista.
Joaquin Phoenix

Attrice protagonista.
Anche qui stesso dilemma che avevo per il film. Jessica Chastain o bimba dal nome impronunciabile candidata all'oscar a soli nove anni.
Hmm... Bambina dal nome impronunciabile, dai!

Attore non protagonista.
Christoph Waltz. Peeffozza! De Niro e Lee Jones inchinatevi.

Attrice non protagonista.
Anne Hathaway!!!! Senza se e senza ma. Deve vincere!!! PUNTO!

Sceneggiatura originale.
Propendo per l'americanità nuovamente. Zero dark cazziemazzi.

Sceneggiatura non originale.
Re della terra selvaggia o vita di Pi. Basta che non vinca Argo!

Film straniero.
Amour. Con tutti i fazzoletti che mi ha fatto consumare ci manca solo che non vinca.

Film d'animazione.
Io tengo assolutamente per Paranorman. Ma ho il sentore che Tim Burton non gliela farà passare.

Fotografia.
Vita di Pi.

Scenografia.
I miserabili.

Montaggio.
Zero dark cazziemazzi.

Effetti speciali.
Temo per Lo Hobbit ma io farei vincere vita di Pi.

Costumi.
I miserabili anche se Mirror mirror spaccava i culi.

... E il resto non mi interessa. A parte, ovviamente, Paperman!!!!

Baci sparsi e buoni Oscar.

venerdì 22 febbraio 2013

Il gioco degli 11

Oh, quanto tempo che non scrivo minchiate che nessuno ha voglia di leggere. T'ho guarda.
Il modo migliore per riempire questo spazio inutilizzato è sicuramente con uno di quei giuochini stupidi che navigano per la rete. Quindi, especially thanks to Carota, ecco a voi il gioco degli 11.
Ossia, 11 domande alle quali rispondere, 11 fatti su di me e 11 domande scaturite dal mio cervellino alle quali dovrete rispondere voi.
Let's do this.

1. Vi capita mai di avere la risposta pronta ma mai qualcuno che vi fa la domanda?
Oh, sì, assai. Soprattutto quando mi fanno arrabbiare/mi insultano. Il mio cervello smette di funzionare, le vene si chiudono e l'unico pensiero che rimbalza è: "COLPISCILO COLPISCILO! C'è una bottiglia lì accanto. COLPISCILO CON LA BOTTIGLIA". Sì, per natura sono un po' violenta, ma la maturità di 25enne mi ha insegnato a trattenere gli istinti omicidi. Poi, quando il cervello si rilassa e l'attacco isterico passa, mi vengono in mente tutte le frasi brillanti che avrei potuto dire invece che star lì, con sguardo ebete, cercando di placare la voglia di carneficina e sterminio. 
2. Quando e perché avete aperto il blog? (ok, questa è trita ma son curiosa anch'io)
Domenica 8 novembre 2009. Di ritorno da un viaggio a Genova, con ore di ritardo causa sciopero Trenitalia, ho deciso di scrivere qualche boiata per la rete. Così, a caso, senza motivo o scopo ben preciso. Ma mi è venuto in mente che a me piaceva/piace scrivere e volevo un posto dove poterlo fare in modo semi-anonimo. Come se fosse un diario, un diario pubblico però. Inutile dire che la speranza era che qualcuno mi leggesse volentieri, tsk, sì, come no.
 3. Quando Berlusconi vince le elezioni, vi capita mai di chiedervi come sia potuto succedere?
Non arrivo mai a farmi domande di questo tipo. Di solito mi fermo a pensare a come mai Dio (o chi per esso) si è portato via Giorgio Gaber e Fabrizio De Andrè e ci ha lasciato IlSilvio. No sense
4. Come dovrebbe essere la vostra giornata ideale?
Difficile. Dipende dalla situazione. A volte la giornata ideale è sveglia alle 11, colazione, pisolino, film demenziale, merenda, altro film, libro, pisolino, cena e buonanotte. In altri casi è una giornata per la quale ho talmente tante cose da fare che ogni secondo spero che mi investa un autobus per porre fine all'agonia (ma poi a fine giornata sono contenta sia andata così perchè mi sono divertita). Dipende, che dire. 
5. Quando leggete un libro o guardate un film, cosa deve avere per potervi rendere completamente soddisfatti?
A fine film/libro penso: "lo rileggerei domani?". Se la risposta è Sì, allora sono completamente soddisfatta. 
6. Mai provata l'ipnosi? Cosa pensate a riguardo?
Nu, mi manca. Tutto quello che so proviene dai film e ritengo quindi che non sia sufficientemente attendibile. 7. Come vedete la domenica?
Sabato è il giorno sacro (quindi relax) la domenica è il giorno nojoso. 
8. Cibo dolce o cibo salato?
Direi che patatine fritte e focaccia sconfiggono muffin e cheescake. Il dolce dopo un po' stufa, il salato GIAMMAI! 
9. Come vivete i rapporti di coppia?
Dipende. Ne ho vissuti tre (semi seri) e li ho vissuti in modo totalmente differente. Però in linea generale sono allergica ai romanticismi e nutro sempre un odio profondo per almeno UN amico del +1. 
10. Il più vecchio amico che vate, a quando risale?
Risale allo stato di feto o di embrione. Le mamme si conoscevano ancor prima che noi venissimo pensate, di conseguenza noi ci siamo conosciute poi. 
11. Anche per voi è stato molto faticoso pensare a undici domande?
Eh, te lo dico tra un po', và. 

Ora 11 cose su di me. Urgh. 
  1. Camera mia è una specie di bunker dove sembra sia appena esplosa una valigia contenente un numero indefinito di vestiti e oggetti vari. Perché non metto in ordine? Bho, perché il animo incasinato si trova meglio in un ambiente che lo rispecchia (scusa per non riordinare di livello). 
  2. Amo studiare. É vero, quando poi devo farlo me ne lamento e piagnucolo dicendo che non so nulla, ma se potessi scegliere vorrei essere nata ricca per poter studiare per il resto della mia vita. Son cose. 
  3. Non ho però la pazienza per insegnare. Quando spiego una cosa, se la persona dall'altro lato non capisce, mi trovo sempre a dover scegliere se ripeterlo con tono severo o colpire l'interlocutore con una mazza. 
  4. Mi piace andare a correre. L'ho ri-scoperto ultimamente quando, con l'acquisto della magica maglia termica, ho appreso che posso correre anche a febbraio senza morire di freddo. 
  5. Odio le serie tv che lasciano troppe cose in sospeso. Tipo Lost. No, mollatemi. Se devo vedere una cosa come una serie tv ESIGO ce a fine puntata si sia svolto tutto e ci sia un finale degno di essere chiamato tale. Non tollero di dover aspettare otto serie per scoprire cosa è successo nella prima puntata. Ho smesso di vedere Desperate Housewives anche per questo motivo. 
  6. AMMACCABANANE. 
  7. Ho cominciato a guidare più di un anno dopo aver preso la patente. Che dico... anche due. Mi sono patentata nell'ottobre 2006 e ho cominciato a guidare, se non erro, nell'aprile 2009, con l'avvento della piccola smart Sasha. Ovviamente ho totalmente disimparato ad usare il piede sinistro alla guida. Frizione? Friz...che?
  8. Non sono una che si fa tanti problemi ad essere femminista sul corpo femminile. Basta con tutte le fesserie del "ogni donna è bella solo se è formosa"... IL CAZZO! Tutte vorremmo essere un po' più magre, un po' più bionde, con i piedi un po' più piccoli, con il naso un po' all'insù ecc...Anche chi dice "io sto bene con i miei kg di troppo" o "io mi accetto esattamente così come sono" sputa invidia dalle orecchie quando vede una tipa magra e magari pure tettona in spiaggia che mangia un gelato al quintuplo cioccolato (che peserà più di lei) e vorrebbe seppellirla con la testa sotto la sabbia. Ammettetelo donne! Siate sincere! Dio vi guarda. 
  9. Amo il teatro, ma non amo allo stesso modo il cinema. Per semplificare il tutto trascriverò una delle mie massime preferite: se devo annoiarmi al cinema, vado a teatro. 
  10. In questo momento sto facendo molta fatica a scrivere perchè sono sdraiata sul letto, ho il pc sulle ginocchia e ho il gatto che mi fa la felpa sulla pancia. Help. 
  11. Ho iniziato un altro blog! Durerà? Mbho. Per ora, se vi interessa, lo potete trovare qui.http://brunchdinatale.blogspot.it/ 
Ora devo inventarmi 11 domande per l'anima pia che avrà voglia di proseguire questa boJata. 
Dunque. 

1 Sei una persona gatto o una persona cane?
2 Hai un film (uno ed uno solo) preferito? (No, visto che io alla domanda "qual'è il tuo film preferito" non so mai rispondere)
3 Qual'è stato il peggior voto scolastico che hai preso? 
4 Se ti dico combatti come un contadino?
5 Se trovassi un iphone per terra, lo terresti o lo restituiresti al povero proprietario? (Sì, sono in carenza di fantasia)
6 Quando hai aperto il blog ti aspettavi che qualcuno lo avrebbe letto?
7 Qual'è il posto nel quale andresti a vivere volentieri? In Italia o nel mondo. 
8 Da piccola/o qual'era il tuo cartone animato preferito?
9 Non ti faceva paura la canzone dei Rosa elefanti di Dumbo??
10 Meglio un lavoro che ti piace ma che ti fa guadagnare poco o un lavoro che detesti ma che ti riempie il conto in banca di mille mila euri?
11 Mc donald o Sushi? (Questa domanda è motivata dal fatto che io e la Carota stiamo andando a pranzo e siamo molto indecise se fare le borghesi con il sushi o le cicciammerda al Mc. Questi sono i momenti in cui ti capisco, Amleto.)

domenica 10 febbraio 2013

Paris

Parigi.
Parigi. 

Che ha Parigi?
Che ha Parigi di così... così...?

Parigi è un'idea, è un'atmosfera, è un amore, è... bho. 
Io ci sono stata due volte, la prima volta l'ho vista così così, la seconda l'ho vista meglio, ma comunque non abbastanza. 
Entrambe le volte ho provato a spiegare a me stessa cos'ha Parigi di così... così... indefinito, strano e magico. 
Eppure non ce l'ho fatta. 
Sono dell'idea che per capirlo sia necessario trascorrerci abbastanza tempo per poterla vivere davvero; per poter passare dalla fase turista alla fase io vivo qui. 
Io non vedo Parigi come una città romantica, più che altro la sento magica: l'atmosfera, la Tour Eiffel, i Macaron, gli Champs-Elysees, la Senna. Non so. 
Ditemi voi. 




Ps: l'idea di questo post strampalato senza capo nè coda mi è venuta leggendo l'ultimo post di Elisa su Cooking Movies.  Enjoy.  



giovedì 31 gennaio 2013

Verde d'invidia


La mia nonna quando ero piccola mi diceva sempre che: "l'erba del vicino è sempre più verde". 
Detto e stra detto, lo conosciamo tutti. 

Quello che la nonna non capiva però, era che, nonostante ciò, il mio atteggiamento nei confronti dell'erba del vicino non cambiava comunque.

"In effetti l'erba mi sembra più verde solo perchè non è la mia. 
Non è un dato oggettivo. Magari è solo di un verde diverso. 
Sì.
MA IL SUO VERDE E' PIU' BELLO!!!" 

Cvd. 

Il PaniQo

Regia di Luca Ronconi. 
In scena al Piccolo Teatro Strehler fino al 10 febbraio. 

La prima cosa da dire è tre ore e venti minuti.
Sì. Lo so.
Detto così fa un po' paura.
Ma Ronconi ha fatto spettacoli da otto ore, quindi poteva anche andar peggio.

Siamo in Argentina, una famiglia - composta da madre, figlia e figlio -  è alla disperata ricerca di una chiave che apre una cassetta in una banca; peccato che la chiave sia stata nascosta da Emilio, scomparso di recente cadendo dalla scala a casa della sua amante, e che nessun'altro abbia idea di dove essa sia collocata.
Ronconi questa volta ci stupisce con un testo che è una vita di mezzo tra il thriller e la tragi-commedia; qualche volta si ride, qualche volta si insulta, qualche volta ci si dispera e qualche volta si sospira. I personaggi sono vivi, ma incerti, Emilio stesso, inconsapevole del suo stato di "fantasma", si aggira sulla scena senza che nessuno possa vederlo o sentirlo, tranne Susanna, la sensitiva, che getterà nel panico più completo la famiglia ed anche il povero figlio dalla incerta e dubbia sessualità.
La scenografia e semplice ma forte; un palco inclinato, pannelli bianchi e mobili vari che scorrono sulle assi per ricreare i diversi ambienti. Poi un libro, sì, il libro dei morti, attorno al quale, inconsciamente, girerà tutta la vicenda e che fino alla fine rimarrà lì, nel suo angolo in basso a sinistra del palcoscenico.
Questa volta Ronconi mi ha stupito. Le tre ore e 20 mi sono passate abbastanza velocemente, senza eccesso di sbadigli o di occhiatine all'orologio.
Ho trovato il testo affascinante, la messa in scena curata e interessante e gli attori, tutti, particolarmente capaci. Poi vabbè, io ho amato Riccardo Bini e Elena Ghiaurov già ne Il mercante di Venezia, quindi immaginavo che non mi avrebbero deluso nemmeno questa volta.
Poi, per il resto, si sa, è Ronconi, quindi allusioni sessuali come se piovessero (ma sempre collocate in modo adatto e mai eccessivo, a mio avviso) e una recitazione lenta e scandita per tutti gli interpreti, ma questo ormai è parte del suo marchio di fabbrica.
Solo una domanda: maaa Luca, senti, ma ai tuoi attori... gli dai da mangiare????
No, perché mi sono parsi tutti un po' rachitici. Un soffio di vento e volavano via. Mha.
Ho letto, purtroppo, parecchie critiche negative, ma ormai pare che vada di moda criticare Ronconi anche quando fa un lavoro più che dignitoso, quindi cazzacci degli altri, a me è piaciuto.
Voto 8 senza ripensamenti.
Bravo Luca! Mi sei piaciuto.

venerdì 25 gennaio 2013

Il BF della BFF

Il fidanzato di un'amica è quell'entità vaga e un po' astratta che, di quando in quando, diventa parte della tua vita. Talvolta l'individuo cambia come si cambiano le mutande, talvolta gli crescono sopra le ragnatele, talvolta diventa il degno rivale della renna di peluche che avete sul cruscotto della macchina e talvolta proprio non ci riesce di tollerarlo più di un'ustione di secondo grado sull' 80% del corpo ( ergo MOLTO MOLTO MOLTO dolorosa).
Facciamo quindi una piccola analisi per definire questi strani e complessi soggetti:

- quello simpatico: è la cosa che più di tutte desideriamo. Sia perché ci fa piacere che la nostra amica stia assieme ad una persona gradevole, ma soprattutto perché ci riempie le serate di risate, joia ed entusiamo senza alcun tipo di pretesa. Della serie minimo sbatti, massima resa. 

- quello invisibile: c'è? Non c'è? Ma chi è? Simpatico? Bho, non parla mai. Qualche volta grugnisce, qualche volta ride. Vabbè, ma a noi che importa? Magari poi nel privato è scoppiettante e spassoso come nessun'altro, ma tende ad essere fortemente insignificante in pubblico. 

- quello stupido. Ecco. Lui di solito è quello più ostico. Ogni tanto ci fa tanto ridere, ogni tanto ci fa imbarazzare per lui, ogni tanto ci domandiamo come - cristodiocome - faccia la nostra amica a stare con un soggetto simile. Avrà altre doti, pensiamo, ma dopotutto, mica se lo deve sposare, no?

- quello cornuto: cosa dire? Porello. Magari è adorabile, buono, gentile, bellissimo, simpatico, splendido, premio Nober per la pace nel mondo... sì, ma è cornuto. Caro. *patpat* 

- quello inutile. A cosa serve? È simpatico? No. È gentile? No. È buono? No. È intelligente? No. A cosa serve? Come dice LaCarota: è come un soprammobile, un'inutile soprammobile che ti è stato regalato, non ti serve a niente, ma lo tieni lo stesso.  

- l'antipatico. È stato odio a prima vista? Sì. Poco male, non dobbiamo mica interagirci per forza. Problema risolto. 

- il dottor sotuttoio: ama contraddire. Ama essere al centro dell'attenzione. Ama trascinarti in discorsi dei quali sa tutto e il contrario di tutto. Come fregarlo? Impossibile. Se anche gli parlerai di scarpe con i tacchi lui troverà il modo di dimostrare di saperne più di te. 

- il gay. Che c'è da dire? È gay. Noi lo sappiamo, lui lo sa. La nostra amica? Lo saprà, prima o poi. 

- quello col mestruo. Poveraccio. Di solito lui è quello che rimane radicato per anni. Gli altri si susseguono e lui resta. Così gli capita spesso di rimanere il solo XY all'interno di un gruppo di XX. Quindi, a furia di discutere di scarpe, vestiti, pettegolezzi e mestruo... finirà, inevitabilmente, per averle pure lui. CVD.

Aggiuntina in post-produzione su suggerimenti e idee dell'ultimo momento:

- il bavoso. Questo è uno dei peggiori. Guarda la tua amica come se volesse trombarsela lì, davanti a te, speranzoso che tu possa dargli una valutazione oggettiva della sua performance.
Si perde di quando in quando a limonare rumorosamente e ama raccontare nei dettagli le sue prodezze sessuali. Grazie stella, ma anche no.

- il geloso/fobico/maniaco. Lui non parla, grugnisce. La tua amica da quando sta con lui ha nell'ordine: smesso di indossare tacchi, minigonne, trucco appariscente, ha deciso che la sua carriera di modella non era più così importante, ha cancellato tutti i numeri maschili dalla rubrica del telefono ed è costantemente sorvegliata su facebook. Contenta lei.

Poi, non è detto che il fidanzato racchiuda una sola di queste personalità. Per esempio un accoppiata tradizionale è il simpatico col mestruo, oppure l'antipatico cornuto, ma anche l'inutile gay e via dicendo.
Poi, quando vi tocca avere a che fare con l'antipatico, gay, inutile e invisibile... beh, la soluzione è una sola.
Presentare un altro ragazzo all'amica. 

lunedì 14 gennaio 2013

Se fosse...

Oggi stavo riflettendo sulle cose che vorrei fare/avere se solo qualcuno le inventasse.
Mi spiegherò meglio con il seguente elenco.

- Rimpicciolire i piedi con la chirurgia plastica. Mi basterebbe un 39 con una pianta semi umana, invece di un 40 pianta larga;

- il portafoglio esplosivo. Dopo che il proprietario si accorge che il prezioso oggetto è stato rubato, pigia un bottoncino che lo fa esplodere a qualsiasi distanza esso si trovi. Il proprietario non avrà indietro il suo portafoglio, ma almeno il ladro avrà un arto in meno.

- Il lanciafiamme da borsetta: ingegnoso, pratico e maneggevole, ottimo per incenerire bambini molesti, code numerose e malintenzionati. Creato per le fanciulle che passeggiano di sera in luoghi bui e malfamati, non sporca e non inquina e si ripone comodamente in una pochette.

- I massaggi dimagranti. Ma davvero dimagranti. Tipo con una crema apposita, a base di nonso... uranio, plutonio, cosecosì, che spalmata sulle zone critiche e ciccettose provoca una subitanea distruzione del grasso corporeo in eccesso lasciandoti snella e felice della tuo culetto sodo. Possono servire più sedute a seconda della zona.

- Teletrasporto. Per poter visitare località lontane in pochi secondi e poter poi rientrare a casa in tempo per rimboccare le coperte ai bambini.

- L'utero artificiale: una sorta di camera iperbarica nella quale deporre uova e girini ogni qual volta vi salti in mente di concepire un possibile erede. Non sporca, non fa ingrassare e deprimere le mamme e cancella il nojoso e poco produttivo parto.

- Bacchetta magica lava e stira vestiti. Tu tocchi il vestito e le fibre (costruite appositamente) si puliscono e si stirano perfettamente in pochi minuti. Zero sbattimento, massima resa. Ottimo per chi lavora in ufficio e necessita camicie pulite ogni giorno.

venerdì 11 gennaio 2013

Addio divina Medea

Di solito non commento le morti illustri su social network, ma questa morte fa eccezione.
Perché lei era grandissima.
Era divina, ma non era diva.
Rimpiango di non averla potuta vedere in scena tre anni fa quando ha cancellato tutte le date dell' Anima buona del Sezuan al Piccolo Teatro.
Ma la conosco per fama, per stima, per ammirazione. Una personalità di attrice duttile e grande sotto ogni aspetto.
Peccato davvero.
Il teatro (e il cinema) perdono una delle migliori personalità che possedevano.
Addio Mariangela.
Addio Medea.
Addio Fedra.
Addio Martha.
Addio Anna.
Addio a tutte le donne a cui hai dato la vita, la voce e l'anima.


mercoledì 9 gennaio 2013

BLOGLOVIN the Q

Ragazzacci! Sono su Bloglovin.
Non ho nemmeno capito bene a cosa serve, ma mi piace.
Stay tuned!

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martedì 8 gennaio 2013

Quopen dei

Fresca fresca di teatro recensisco prima che poi mi scordo.
Torno giusto qualche minuto fa (vabbè, forse una mezz'oretta, ho pure cenato) dalla visione di Open Day al Piccolo Teatro Grassi.
Lo spettacolo è in scena fino al 20 gennaio, gli interpreti sono Angela Finocchiaro e Michele Di Mauro, regia di Ruggero Cara.
Due attori abili, ma principalmente cinematografici, che però ben si prestano allo spettacolo.
Per farla breve la vicenda narra di due genitori divorziati, Claudia e ommioddiomisfuggeilnome, che si trovano alle prese con l'Open day di una famigerata nuova scuola superiore - sperimentale - costruita al 67esimo piano di un grattacielo dalle cui finestre si scorge il Tibet (a detta loro), nella quale, forse, iscriveranno la loro amata figliola Beatrice.
I due battibeccano, si scontrano, si accordano per poi riaprire un litigio su argomenti passati, presenti e futuri.
Lo spettacolo è vivace, senza eccessive pause o buchi, i dialoghi sono divertenti e attuali e le continue gag e battute che i protagonisti si lanciano di continuo, sebbene non eccessivamente originali, rendono l'atmosfera piacevole e leggera.
Spettacolo sicuramente pensato per il teatro, ma da uomini di cinema.
Quindi bello e godibile, ma per certi versi un po' banalotto, alla ricerca della risata facile e con uno o due sconfinamenti nel cinepanettone.
Entrambi gli attori ad ogni modo riescono comunque a sorprendere e a rendere il tutto assai più interessante.
Una sola piccola pecca; non ho apprezzato troppo che fossero microfonati, ma questa è una mia fissa,
perdonatemi.
Per il resto non mi sento di promuoverlo a pieni voti (quindi gli do un 6/7), ma mi sento di consigliarlo a chi cerca uno spettacolo allegro e facilmente digeribile anche di sera in settimana.
Se invece cercate un bel mattone vi basta aspettare dieci giorni: il 29 vado a vedere Il Panico di Luca Ronconi. Stay tuned!

sabato 5 gennaio 2013

... che la melassa e i film porno.

Io non sono il tipo che ama sciogliersi in smancerie di sorta. I motivi sono molteplici e non è questo il momento di affrontarli tutti, ma giusto per dare un paio di informazioni in più a riguardo, uno dei motivi principali è che mi fanno sentire poco a mio agio. Sia se sono io ad essere coinvolta, sia se sono gli altri attorno a me ad esagerare.
Non mi sto riferendo alle coppie che in modo sano e maturo, anche se sono fuori con altri, si scambiano quale tenerezza occasionale. Un bacio, una carezzina, una stretta di mano, un pungo sul naso ecc... le solite cose insomma.
Ma mi sto riferendo a quelle che devono NECESSARIAMENTE farti sapere che loro si amano, che i loro baci sono bellissimi, che trombano come ricci e che avranno presto duecento splendidi figli con i capelli rossi e le lentiggini.
Parliamone; perché sentono il bisogno di farlo? Perché? Io non me lo spiego.
Perché senti il bisogno di raccontarmi come, dove e perché hai scosacciato la tua fidanzata l'ultima volta descrivendomi anche i dettagli più minuziosi quando la mia domanda è stata "a che ora vi siete svegliati?"?
Perché senti la necessità impellente di brindare al nuovo anno con un "spero di trombarti sempre più spesso" chiaramente non diretto a tutti i partecipanti al brindisi ma solo alla tua adorabile dolce metà che ti fissa con sorriso a metà tra l'ebete e l'orgoglioso?
Perché ogni volta che siete vicini sentite il bisogno di baciarvi e toccarvi come solo i 16enni in crisi ormonale ho visto fare?
Perché?
Io non sono Santa Maria Goretti, decisamente no, ma so darmi un contegno, e diciamo che superati i vent'anni dovrebbero farlo un po' tutti.
Inoltre posso tollerare l'atteggiamento da adolescente innamorato per i primi tre, cinque, sette mesi di frequentazione di coppia. Ma quando vivete insieme, avete nella somma totale più di 60 anni e state ormai assieme da due anni e passa e anche l'ora di finirla.
Perché vi dirò una novità: al resto del mondo NON INTERESSA.
Forse voi credete che ogni qual volta che vi producete in descrizioni accurate delle nuove posizioni del kamasutra che avete appena imparato la gente possa pensare "wow, deve essere davvero un figo se mi racconta queste cose".
Ma la verità è un altra!
Alla gente non interessa.
Le persone farebbero volentieri a meno di ascoltare i vostri racconti e di assistere ai vostri limoni duri con tanto di palpeggiamenti.
Perché l'unica cosa che penso io, quando mi trovo di fronte a cotanta stupidità è: "oh Gesù, che tristezza."


martedì 1 gennaio 2013

Duemilaecredici

Quest'anno la letterina all'anno nuovo e a quello appena terminato sarà breve e concisa. 
Questi ultimi 365 giorni mi hanno regalato numerose sconfitte sotto numerosi punti di vista, donandomi la gioia di lasciare questo 2012 con l'amaro in bocca. Anzi, più che amaro direi proprio che era sapore di merda. 
Risollevato fortunatamente nelle ultime ore trascorse in serenità con persone che mi hanno fatto sorridere, questo 31 dicembre non mi ha fatto rimpiangere in alcun modo di poter finalmente gettare nel cestino il calendario 2012. 
Mi sono sentita dire, e solo nelle ultime 48 ore, che sto sprecando la mia vita, che limito le persone che mi stanno vicino perché, non avendo un lavoro, non mi posso permettere di viaggiare o di comperare tutto ciò che desidero, che quello che faccio (ossia studiare e guadagnare con i lavoretti che a destra e a manca riesco a trovare ogni mese) non basta e che dovrei fare di più, che non mi sbatto a sufficienza, che non prendo decisioni opportune e che vivo alla giornata. 
Sinceramente non penso che il cambiare un numero nell'anno possa portarmi qualche giovamento, quindi per ora mi auguro solo che le cose non peggiorino. 
Poi, al momento, mi sta venendo una nausea mai vista e quindi penso che correrò in bagno.
Buonanotte pulcini, buon anno.