giovedì 31 gennaio 2013

Il PaniQo

Regia di Luca Ronconi. 
In scena al Piccolo Teatro Strehler fino al 10 febbraio. 

La prima cosa da dire è tre ore e venti minuti.
Sì. Lo so.
Detto così fa un po' paura.
Ma Ronconi ha fatto spettacoli da otto ore, quindi poteva anche andar peggio.

Siamo in Argentina, una famiglia - composta da madre, figlia e figlio -  è alla disperata ricerca di una chiave che apre una cassetta in una banca; peccato che la chiave sia stata nascosta da Emilio, scomparso di recente cadendo dalla scala a casa della sua amante, e che nessun'altro abbia idea di dove essa sia collocata.
Ronconi questa volta ci stupisce con un testo che è una vita di mezzo tra il thriller e la tragi-commedia; qualche volta si ride, qualche volta si insulta, qualche volta ci si dispera e qualche volta si sospira. I personaggi sono vivi, ma incerti, Emilio stesso, inconsapevole del suo stato di "fantasma", si aggira sulla scena senza che nessuno possa vederlo o sentirlo, tranne Susanna, la sensitiva, che getterà nel panico più completo la famiglia ed anche il povero figlio dalla incerta e dubbia sessualità.
La scenografia e semplice ma forte; un palco inclinato, pannelli bianchi e mobili vari che scorrono sulle assi per ricreare i diversi ambienti. Poi un libro, sì, il libro dei morti, attorno al quale, inconsciamente, girerà tutta la vicenda e che fino alla fine rimarrà lì, nel suo angolo in basso a sinistra del palcoscenico.
Questa volta Ronconi mi ha stupito. Le tre ore e 20 mi sono passate abbastanza velocemente, senza eccesso di sbadigli o di occhiatine all'orologio.
Ho trovato il testo affascinante, la messa in scena curata e interessante e gli attori, tutti, particolarmente capaci. Poi vabbè, io ho amato Riccardo Bini e Elena Ghiaurov già ne Il mercante di Venezia, quindi immaginavo che non mi avrebbero deluso nemmeno questa volta.
Poi, per il resto, si sa, è Ronconi, quindi allusioni sessuali come se piovessero (ma sempre collocate in modo adatto e mai eccessivo, a mio avviso) e una recitazione lenta e scandita per tutti gli interpreti, ma questo ormai è parte del suo marchio di fabbrica.
Solo una domanda: maaa Luca, senti, ma ai tuoi attori... gli dai da mangiare????
No, perché mi sono parsi tutti un po' rachitici. Un soffio di vento e volavano via. Mha.
Ho letto, purtroppo, parecchie critiche negative, ma ormai pare che vada di moda criticare Ronconi anche quando fa un lavoro più che dignitoso, quindi cazzacci degli altri, a me è piaciuto.
Voto 8 senza ripensamenti.
Bravo Luca! Mi sei piaciuto.

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