lunedì 2 settembre 2013

Difficile

Mah.
Come si fa ad essere felici?
O meglio... quando una persona può effettivamente dire di essere felice?
Quando lo è per più di 12 ore al giorno? O 12 sono troppe considerando che in media uno su ventiquattro ore ne dorme otto?
Mi sono interrogata più volte su questo fatto senza trovare onestamente una risposta alla domanda.
Se qualcuno chiedesse a me se sono felice o no... hem, ci metterei un bel po' a rispondere. E soprattutto la risposta non sarebbe mai un semplice Sì o No.
O meglio, se dovessi rispondere così, senza pensieri, direi di no. Ma pensandoci non sarebbe vero.
Ci sono momenti in cui sono felice, ma felice per davvero.
Il teatro, ad esempio mi rende felice, ma felice come nient'altro mai aveva fatto (con tutto il rispetto per i vari +1 che, stronzi o meno, sicuramente qualcosa di buono devono averlo pur fatto), anche gli amici e il +1 mi rendono felice, anche la mia famiglia mi rende felice e anche solo passeggiare con la musica nelle orecchie mi rende felice... eppure c'è qualcosa che non quadra. Qualcosa che al primo pensiero mi farebbe rispondere di no.
Forse perché ci sono momenti in cui tutto questo sembra inesistente.
Momenti in cui fisso il vuoto e sento i gabbiani nella testa. Momenti in cui guardo qualcosa o qualcuno e mi sento così insignificante al confronto da voler sparire in un angolino buio, momenti in cui (nonostante tutte le persone di cui sopra) mi sento così sola che l'unico modo per stare un pochino meglio è mettermi a guardare un film demenziale dove ci sono persone che stanno peggio di me le cui vite si risolvono con dei meravigliosi happy ending.
E quindi uffa.
Domanda difficile, risposta difficile.
Certo che forse, il mio desiderio più grande, sarebbe quello di riuscire a rispondere senza incertezze.
Sì o No.
Perché se anche fosse No, un No serio, definitivo e sicuro, si potrebbe fare qualcosa a riguardo; la voglia di cambiare, di muoversi, di risollevarsi sarebbe sicuramente molto più forte
Così no. Così c'è qualcosa che frena. Perché per cambiare bisognerebbe fare qualcosa di grosso. Ma questa cosa grossa, in parte, non intaccherebbe o rovinerebbe totalmente tutti quei momenti in cui sto bene e sono felice?
Poi, beh, poter rispondere, senza pensarci, con un Sì... sarebbe utopico, ma non smetterò mai di sperarci.