martedì 24 dicembre 2013

Sorridi fiorellino

Metti il caso che è un'uggiosa mattina di dicembre e ti svegli con la luna storta. 
Così sono le 9.00 e ti viene la prima crisi isterica della giornata, perdi la voce e l'idea di scendere per strada e investire il primo coglione che ti attraversa la strada un pochino ti sorride...
Così esci, a piedi, per non essere un pericolo pubblico per gli ignari passanti, e dietro le tue spalle si sente la Cavalcata delle Valchirie, oppure il theme della Morte Nera e magari anche l'O Fortuna dei Carmina Burana. 
Ovviamente guardi alla giornata (o al Natale, metti) con lo sguardo torvo, gli occhi iniettati di sangue e il fumo dalle orecchie, conscia che nessuno al mondo ti sbarrerà la strada perché dalla tua faccia il messaggio che traspare ben chiaro e cristallino è spostati o muori
Mettiamo poi che devi andare dal parrucchiere e l'idea che qualcuno metta le mani sulla tua testa non ti va tanto a genio, tuttavia - pensi - qualora il taglio non ti dovesse garbare puoi sempre cavargli gli occhi con le forbici e portarli a casa come trofeo per appenderli al muro o darli al gatto per giocarci. 
Così entri e un profumo caramelloso e una temperatura tropicale ti avvolgono, subito dopo una fanciulla ti accoglie portandoti via il cappotto e ti fa accomodare al lavateste, appena seduta, il parruccaio ti si avvicina e ti dice: Ciao, tagliamo? Dai, sorridi fiorellino. 
E ti sorride. 
Di un sorriso senza pretese. 
Regalato e spontaneo, come se fossi di famiglia. 
E a quel punto, complice anche il massaggino alla cute con maschera al saicazzocosa, ti racconta e ti chiede e improvvisamente la Annie Wilkes che c'è in te si fa da parte per concederti un'altra giornata normale senza omicidi e carneficine. 
Così, soddisfatta della tua nuova testa, torni verso casa con il portafoglio cuore più leggero e lo spirito un po' più sereno, ti imbatti in un ragazzo appoggiato al muro che, con fare baldanzoso ed ammiccante, ti osserva e ti dice Hei, ciao. 
Tu, che appena un'ora prima gli avresti strappato la giugulare e la femorale (giusto per stare tranquilli) a morsi, lo guardi e gli sorridi. 
Poi continui per la tua strada. 
Gli regali il sorriso che qualcuno aveva dato a te alcuni minuti prima. 
Le persone dovrebbero regalare più sorrisi. 
Soprattutto quando piove. 

lunedì 23 dicembre 2013

Penny



Coraggio Tesor
devi vincere il tuo dispiacer
anche sola non devi temer 
c'è chi veglia su te.
Non piangere amor
scorda tutta l'angoscia che hai 
anche tu presto sorriderai 
c'è chi veglia su te
Se con fede sempre tu pregherai
presto o tardi troverai
chi tanta gioia ti darà 
e tuo tutto il mondo sarà.
Avrai tanto amor
ed il tuo sogno s'avvererà
ora fatti coraggio tesor, 
c'è chi veglia su di te.

Pensierini

A -2 da Natale mi sento in vena di pensieri profondi.
Ne parlerò in modo vago e confuso. Che ognuno ci legga quel che preferisce.
Perché in questi casi anche la carta da parati ha orecchie. O occhi. O altro. Vabbé.
Comunque pensavo agli estranei. A quelli che incontri una volta, li guardi negli occhi e due secondi dopo, pufff, non ci sono più.
Chi s'è visto, s'è visto.
Ecco, però ci sono estranei particolari.
Ci sono estranei che conoscono tutto di te. Assurdo, no?
Già, ci sono quelle persone che sanno il tuo numero di scarpe, conoscono i tuoi sogni, le tue paure, quel che ti piace, quel che odi, quel che ti da fastidio, quel che mangi, quel che non mangi, quel che fai la sera prima di addormentarti o che periodo dell'anno preferisci.
Già.
Sanno tutto, eppure un giorno diventano estranei.
Puff.
E io mi domando, quel rispetto che sussisteva prima, quella stima che c'era (se c'era, ovvio), quella sensibilità di cui ci si preoccupava... perché spariscono assieme a tutto.
Io posso capire che questi estranei possano serbare dei rancori.
Ma se non c'è niente per cui essere rancorosi, perché anche il rispetto deve andare a farsi benedire.
Perché non si può conservare una piccola parte di cura per quella persona che sa tutto eppure ormai è un estranea.
Una cura piccola, una sensibilità reciproca che consente ad entrambe le persone di essere più serene e più rilassate, un po' di rispetto per quello che si è stati prima di essere estranei.
È così assurdo mi domando?
Perché non si può riflettere e dire "no, questo no, questo non è bello, questo non è gentile, questo è gratuito e magari pure cattivo." 
Certo, poi non si può essere sempre così dolci e carini, a tutti ogni tanto partono i cinque minuti, ti si chiude la vena e diventi tutto istinto e zero cervello, dici cose di cui ti penti sei secondi dopo e ti contraddici otto volte in una frase con un solo soggetto, ma... ci si può pensare almeno, no?
O provare, ogni tanto.
No, forse no.

martedì 17 dicembre 2013

2013 in media

Quest'anno niente calendario dell'avvento.
L'idea c'era, ma il periodo è decisamente scombussolato ed è già tanto che io mi possa ricordare di lavarmi i denti tutte le mattine o di mettermi le mutande. 
Comunque stamattina, appallottolata sotto il piumone, stavo tirando due somme del mio anno trascorso. 
Come dissi qualche giorno fa, se dovessi dare un voto, darei un 5 1/2 o al massimo un 6 -. 
Questo perché in questo strano anno ci sono stati momenti da 9 1/2 ed anche 10, ma allo stesso modo ci sono stati anche momenti da 2 o 3.
Questo strano anno mi ha ricordato il 2010. Un anno che è iniziato male malissimo ed è finito bene benissimo, la cui media, probabilmente, sarebbe stata sempre un sei scarso. 
É strano come alcune cose accadano e non si possa fare molto per evitarle. 
Ci puoi provare fino a che non ti si scheggiano tutte le unghie e non ti va via la voce, ma se le cose rotolano, è difficile farle tornare indietro. È la storia della pallina sul piano inclinato che rotola rotola rotola, prende velocità e olè. Ciao ciao pallina, è stato bello. 


domenica 1 dicembre 2013

1 dicembre

Oggi, primo giorno del mio calendario dell'avvento virtuale vi dirò che visto che sono pigra non scriverò, ne dirò cose particolarmente intelligenti.
Mi limiterò a mettere delle foto.
Una foto al giorno di cose che voglio, vorrei, sogno, bramo, desiderounsaccosacco etc etc...con relativa spiegazioncina.

Oggi è l'aurora boreale.
Della serie, chemifrega della statua della libertà, chemmifrega di New York, io non voglio attraversare l'oceano per vedere quattro mattoncini messi uno sopra l'altro o un grosso parafulmine di metallo.
Io voglio vedere l'aurora boreale.
In Norvegia.
Punto.

Wow, spettacolo.