domenica 5 ottobre 2014

Sex and the polis

Vi piace la storia?
Ricca di particolari irrilevanti che non sono di alcuna utilità all'uomo?

No?
Nemmeno a me. 

Per questo dovete leggere questo blog! 

Enjoy! 

domenica 14 settembre 2014

Natale

A volte vorrei fosse sempre Natale, per far finta di essere una famiglia normale, per guardare ciò che c'è attorno e sentirsi un po' più forti perché alla fine si è protetti da qualcosa o qualcuno.
Ma non può essere sempre Natale.
Peccato.

martedì 2 settembre 2014

Chissà

Sono in vacanza e ieri sera sono stata afflitta da un mal di gola che la metà bastava.
Questo mi ha condotto a casa all'una mentre il resto del popolo si è dedicato al altre più amenamene attività.
Detto ciò, mentre fissavo il soffitto con la sensazione di avere le fiamme dell'inferno tra le tonsille, mi sono trovata a pensare che non deve essere divertente fare una vacanza con me.
Io di natura non sono accomodante, tuttavia in vacanza lo divento perché mi piace praticamente tutto e faccio più fatica a decidere solo per me.
Tuttavia per me la vacanza è sempre un duro scoglio.
Le persone con cui convivo tendono a farmi spesso irritare e questo provoca in me una profonda crisi di coscienza. Ossia : gli dico le cose come stanno o gli dico che va tutto bene per il bene della vacanza collettiva?
Inutile a dirlo che al 90% propendo per la seconda.
Che ok, non crea attrito tra le parti, ma crea quasi sempre attrito nel mio cervello.
Infatti tendenzialmente io in vacanza resisto bene e lieta per circa due o tre giorni. Al quarto comincio a vacillare, al quinto la situazione generalmente diventa più critica con i primi momenti di noia atomica dopo l'ennesima cena alle 22 e l'ennesima proposta di uscire a bere mentre io vorrei solo dormire e far passare il tempo più in fretta.
Il sesto giorno la voglia di andar via può placarsi come diventare più forte in base alle persone con cui condivido la vita il quel momento.
Il settimo solitamente siamo agli sgoccioli e lo prendo come qualcosa di bello ma poco interessante. Fisso il mare con la musica e immagino cose che non succederanno mai. Tendenzialmente mi concedo una passeggiata sul bagnasciuga e ritorno ad essere più socievole con l'idea che la tortura sta per finire e di lì a poche ore sarò a casa mia. Nel mio letto. Con il mio bagno e i miei soliti pensieri.
Tutto questo per dire che, nonostante la mia irritazione verso il prossimo non sia esplicitata, è cmq presente in me un atteggiamento che mi fa diventare musona e annoiata. Tanto che la gente probabilmente finge che io non esista per continuare a divertirsi.
A volte va bene, ma altre volte è deprimente vedere che le persone intorno a te sentono che qualcosa non va, ma non sono minimamente interessate a cosa o perché.
Detto questo non andrei mai in vacanza con me stessa. Mi annoierei a morte.

domenica 13 luglio 2014

Nozze in bianco

Dopo mesi di assenza ingiustificata ritorno con uno dei miei pensieri inaciditi da zitellaccia noiosa e puntigliosa.
Infatti quest'anno mi è capitato e mi capiterà di partecipare a matrimoni di sorta; quattro per la precisione (a chi facendo il simpatico mi dice "e un funerale" generalmente rispondo "sì, il tuo!").
Due sono andati.
A uno mancano 21 giorni.
L'altro sarà a settembre.
Detto ciò io ancora non riesco a capire per quale stramaledetta ragione a qualsiasi matrimonio c'è sempre qualcuna vestita di BIANCO, oltre alla sposa si intende.
E ora  io dico, che diamine, ma per quale ragione ti viene in mente, con tutti i colori che esistono, di vestirti di bianco ad uno stramaledetto matrimonio?
Non ruberai di certo la scena alla sposa con il tuo miserando vestitino bianco di 100% poliestere con quattro lustrini e un fiore di stoffa, no, questo non accadrà considerando che la sposa è avvolta in 400 strati di tulle e chiffon e ha in testa una coroncina che fa invidia al lampadario della Scala, no!
Non è questo il problema.
Non è che la sposa si offende.
La sposa manco ti vede.
È più il concetto generale.
La mammina non ti ha detto che non ci si veste di bianco ai matrimoni?
Ti avrà pure insegnato a non correre con le forbici in mano, non accettare caramelle dagli sconosciuti, non mettere le dita nella presa etc...
E sono sicura che qua e là le sarà scappato detto che a meno che non sia espressamente richiesto nella partecipazione di nozze, tu puoi vestirti come ti pare tranne che di bianco! Mannaggiattè!
Vabbè e allora fate come cazzo vi pare...

lunedì 12 maggio 2014

Cambia che ti passa

Il Pulcino oggi ha fatto il lifting. 
Mi veniva la depressione a vedere tutto quel nero.
Cioè, bello eh, nulla da dire, però anche tipo basta! 
Almeno per un po'. 

giovedì 6 marzo 2014

Buncibau

Uhhh.
È passato del tempo.
Capita.
Vabbè, pare che nessuno se ne sia accorto.

mercoledì 15 gennaio 2014

Rima senza perdono

Tu lo sapevi che mi avresti fatto male
Tu lo sapevi che per questo avrei pianto
Era la cosa più terribile che mi potevi fare
Lo sapevi che io ci tenevo tanto
Però l’hai fatto, fatto tutto, fatto a lungo, fatto apposta
E adesso scoprirai cosa ti costa
Io non ti voglio più vedere sotto il sole
Io non ti voglio più vedere in mezzo al giorno
Per me tu sei invisibile, sei fumo di parole
Sei un po’ di vento che mi soffia intorno
Sei solo una ridicola noiosa malattia
Vattene via, vattene via, vattene via
E non m’importa cosa dici, non mi frega cosa fai
Fino a domani non ti perdonerò mai. 

B. Tognolini 
Rime di Rabbia


martedì 7 gennaio 2014

Finite

Oggi si chiudono le vacanze di Natale.
Abbiamo disfatto l'albero e le luminarie nella mia via sono state tolte giusto ieri sera mentre passeggiavo.
È stato triste.
Non mi era mai capitato di affrontare così la fine delle vacanze di Natale.
Di solito sono un periodo che mi rende abbastanza felice; malinconica forse, come è giusto che sia il Natale. Però quest'anno è diverso.
Il Natale che se ne va mi lascia un po' più vuota di quanto mi era mai capitato.
Bisogna ritornare alla vita normale, non c'è più tempo per fissare il vuoto.
Ieri mi sono sentita un po' più sollevata, pensavo che il peggio fosse passato, e invece l'angoscia che queste vacanze si sono portate con sé ha provocato più danni di quanti pensavo.
Mi ha reso confusa e più insicura di prima, avevo qualche certezza che è stata smantellata in mezzo nano secondo.
Questo mi fa pensare a quanto poco io sia sicura delle mie scelte e a quanto poco io riesca, ancora adesso, a capire cosa voglio davvero.
Associare queste sensazioni alla fine del Natale è triste.
Dal primo dicembre sono passata dai più vari stati d'animo che passano dalla serenità, alla tristezza, alla più totale angoscia, quasi alla psicosi da maniaca del controllo.
E almeno una decisione pensavo di averla presa, almeno una.
Sapevo di essere stata delusa tanto e pensavo di aver capito almeno qualcosina di me.
E invece nemmeno quella.
Ora le sensazioni di cui sopra sono tutte appallottolate una sull'altra come se fossero finite nella centrifuga di una lavatrice e io sono sempre la solita pallina che rotola sul piano inclinato.
Vorrei fermarmi un attimo per pensare, ma per ora non riesco.
Mettere anche solo un punto mi sembra una cosa difficilissima.
Eppure ero così convinta.
Ma si può fare poco, le vacanze sono finite, il Natale è finito, le lucine colorate non ci sono più e ci tocca di andare avanti ancora un po' come abbiamo sempre fatto, in attesa dell'anno prossimo.
Un anno al quale non voglio pensare, perché non so come sarà e non riesco nemmeno ad immaginarlo.
Posso solo sperare che il prossimo Natale sarà un pochino più lieto, senza pensieri e con un pochino di quella serenità che ho chiesto al 2014.
Come dice Arcelio. 
Estaremo a vèdere. 

giovedì 2 gennaio 2014

Caro 2014

Come di consueto, ecco la mia letterina al nuovo anno.
Il tuo compare l'ho già salutato. Non ci siamo amati alla follia. Quasi per niente in realtà, è iniziato come è finito di fatto; abbastanza di merda e con tristezza diffusa e brutte parole.
Si è fatto perdonare con qualche momento splendido diffuso qua e là, ma ha anche deciso di regalarmi parecchie delusioni più o meno dolorose.
Quindi lo saluto senza rimpianti, gli dico addio; lieta di non rivederti più. Non gli stringo nemmeno la mano, ma sono sicura che lui capirà e non se ne avrà a male.
Ed invece, caro 2014, eccoci a noi due. Ci siamo appena conosciuti e per ora non mi pare che ci siamo piaciuti troppo. Ma è vero anche che forse io sono prevenuta nei tuoi confronti e tu un po' scoraggiato dal mio poco entusiasmo.
Non possiamo decidere molto per ora, ma lascia che io, quest'anno, mi conceda un po' più di parole rispetto a quelle lasciate l'anno scorso al tuo collega.
Ho dei desideri, dei buoni propositi, delle idee o come preferisci chiamarle, sono tante e precise, ma la prima tra tutte è una sola: vorrei ritrovare un po' di serenità.
Negli ultimi tempi è mancata, direi anche negli ultimi mesi, e mi piacerebbe tanto poterla salutare di nuovo.
Come una cara amica che non vedi da tempo ma a cui hai sempre pensato chiedendoti "chissà come sta/che fine ha fatto/cosa combina".
Non pretendo che stia sempre con me, ha sicuramente tante altre persone da salutare, ma mi piacerebbe almeno che venisse da me per un po' e che poi tornasse a bere un caffè di tanto in tanto, come una cara amica.
Ci beviamo un caffè, fumiamo una sigaretta e facciamo due chiacchiere.
Sono sicura che anche a lei starebbe bene, alla fine non sono poi così antipatica.
Detto questo, caro 2014, ti saluto e ti auguro una buona notte nel tuo primo giorno di attività.
Auguri, ad entrambi, ne avremo bisogno.