mercoledì 15 gennaio 2014

Rima senza perdono

Tu lo sapevi che mi avresti fatto male
Tu lo sapevi che per questo avrei pianto
Era la cosa più terribile che mi potevi fare
Lo sapevi che io ci tenevo tanto
Però l’hai fatto, fatto tutto, fatto a lungo, fatto apposta
E adesso scoprirai cosa ti costa
Io non ti voglio più vedere sotto il sole
Io non ti voglio più vedere in mezzo al giorno
Per me tu sei invisibile, sei fumo di parole
Sei un po’ di vento che mi soffia intorno
Sei solo una ridicola noiosa malattia
Vattene via, vattene via, vattene via
E non m’importa cosa dici, non mi frega cosa fai
Fino a domani non ti perdonerò mai. 

B. Tognolini 
Rime di Rabbia


martedì 7 gennaio 2014

Finite

Oggi si chiudono le vacanze di Natale.
Abbiamo disfatto l'albero e le luminarie nella mia via sono state tolte giusto ieri sera mentre passeggiavo.
È stato triste.
Non mi era mai capitato di affrontare così la fine delle vacanze di Natale.
Di solito sono un periodo che mi rende abbastanza felice; malinconica forse, come è giusto che sia il Natale. Però quest'anno è diverso.
Il Natale che se ne va mi lascia un po' più vuota di quanto mi era mai capitato.
Bisogna ritornare alla vita normale, non c'è più tempo per fissare il vuoto.
Ieri mi sono sentita un po' più sollevata, pensavo che il peggio fosse passato, e invece l'angoscia che queste vacanze si sono portate con sé ha provocato più danni di quanti pensavo.
Mi ha reso confusa e più insicura di prima, avevo qualche certezza che è stata smantellata in mezzo nano secondo.
Questo mi fa pensare a quanto poco io sia sicura delle mie scelte e a quanto poco io riesca, ancora adesso, a capire cosa voglio davvero.
Associare queste sensazioni alla fine del Natale è triste.
Dal primo dicembre sono passata dai più vari stati d'animo che passano dalla serenità, alla tristezza, alla più totale angoscia, quasi alla psicosi da maniaca del controllo.
E almeno una decisione pensavo di averla presa, almeno una.
Sapevo di essere stata delusa tanto e pensavo di aver capito almeno qualcosina di me.
E invece nemmeno quella.
Ora le sensazioni di cui sopra sono tutte appallottolate una sull'altra come se fossero finite nella centrifuga di una lavatrice e io sono sempre la solita pallina che rotola sul piano inclinato.
Vorrei fermarmi un attimo per pensare, ma per ora non riesco.
Mettere anche solo un punto mi sembra una cosa difficilissima.
Eppure ero così convinta.
Ma si può fare poco, le vacanze sono finite, il Natale è finito, le lucine colorate non ci sono più e ci tocca di andare avanti ancora un po' come abbiamo sempre fatto, in attesa dell'anno prossimo.
Un anno al quale non voglio pensare, perché non so come sarà e non riesco nemmeno ad immaginarlo.
Posso solo sperare che il prossimo Natale sarà un pochino più lieto, senza pensieri e con un pochino di quella serenità che ho chiesto al 2014.
Come dice Arcelio. 
Estaremo a vèdere. 

giovedì 2 gennaio 2014

Caro 2014

Come di consueto, ecco la mia letterina al nuovo anno.
Il tuo compare l'ho già salutato. Non ci siamo amati alla follia. Quasi per niente in realtà, è iniziato come è finito di fatto; abbastanza di merda e con tristezza diffusa e brutte parole.
Si è fatto perdonare con qualche momento splendido diffuso qua e là, ma ha anche deciso di regalarmi parecchie delusioni più o meno dolorose.
Quindi lo saluto senza rimpianti, gli dico addio; lieta di non rivederti più. Non gli stringo nemmeno la mano, ma sono sicura che lui capirà e non se ne avrà a male.
Ed invece, caro 2014, eccoci a noi due. Ci siamo appena conosciuti e per ora non mi pare che ci siamo piaciuti troppo. Ma è vero anche che forse io sono prevenuta nei tuoi confronti e tu un po' scoraggiato dal mio poco entusiasmo.
Non possiamo decidere molto per ora, ma lascia che io, quest'anno, mi conceda un po' più di parole rispetto a quelle lasciate l'anno scorso al tuo collega.
Ho dei desideri, dei buoni propositi, delle idee o come preferisci chiamarle, sono tante e precise, ma la prima tra tutte è una sola: vorrei ritrovare un po' di serenità.
Negli ultimi tempi è mancata, direi anche negli ultimi mesi, e mi piacerebbe tanto poterla salutare di nuovo.
Come una cara amica che non vedi da tempo ma a cui hai sempre pensato chiedendoti "chissà come sta/che fine ha fatto/cosa combina".
Non pretendo che stia sempre con me, ha sicuramente tante altre persone da salutare, ma mi piacerebbe almeno che venisse da me per un po' e che poi tornasse a bere un caffè di tanto in tanto, come una cara amica.
Ci beviamo un caffè, fumiamo una sigaretta e facciamo due chiacchiere.
Sono sicura che anche a lei starebbe bene, alla fine non sono poi così antipatica.
Detto questo, caro 2014, ti saluto e ti auguro una buona notte nel tuo primo giorno di attività.
Auguri, ad entrambi, ne avremo bisogno.