domenica 18 gennaio 2015

duemilaquindici

Risorgo dopo mesi di silenzio per ponderare riguardo questo anno appena iniziato.
Contrariamente ad ogni aspettativa l'inizio (e con inizio intendo il primo gennaio 2015 e i giorni a seguire) del 2015 è stato davvero, come dire... bello!
E sì, cazzo, per una volta posso dire di aver avuto il mio momento di gloria.
Tuttavia ero ben conscia di quanto questo non potesse durare.
Ovvio.
Non che le cose siano crollate in modo rovinoso e irrecuperabile, ma il Karma ha voluto ricordarmi che la vita in realtà è un po' una merda ed è bene che te lo ricordi, cara mia! 
Essì. Tuttavia, anche se nel modo peggiore, penso che questo 2015 abbia almeno un sano obiettivo in mente; quello di farmi tagliare i rami secchi.
Ogni tanto infatti, a seguito di alcuni avvenimenti, si scoprono cose che mai si sarebbero immaginate, o che forse prima si era troppo ciechi per vedere.
E così ci si rende conto di quanto le persone che reputavamo amici o più che amici, in realtà sono individui poco sensibili, che mal si adattano a noi e alle persone con le quali è bene circondarsi. Avere attorno persone così superficiali non fa bene, e io l'ho sperimentato in questi giorni.
Perché è vero, è doloroso rimanere così delusi da qualcuno a cui si è voluto bene, che si è stimato per tanto tempo, ma dopotutto è meglio scoprirlo prima che poi.
A volte le piccole cose ci fanno aprire gli occhi. Fanno male, è vero, ma forse è giusto così. Forse è normale.
Normale.
Normalità.
Che strano concetto.
Cosa è normale in realtà?
La normalità dopotutto non è ciò che mi sta accompagnando in questo inizio di anno.
E va bene così.
Forse è quello di cui avevo bisogno. Forse era questo che mi serviva, una spinta verso qualcosa che non conosco. Una discesa in un luogo che non credevo nemmeno esistesse... e che è dannatamente bello.
È normale?
Chissà. Forse no, forse sì. Ma chi lo decide cosa è normale e cosa no?
A me non interessa. Magari non verrò a raccontarvelo, perché non voglio che nessuno, in questo momento, metta le mani sulla MIA normalità.
Che per quanto sia complicata, o difficile e certe volte dolorosa, è dannatamente bella.
Perché i momenti che questa normalità mi sta regalando, sono qualcosa di incredibilmente strano e surreale.
Momenti che mi lasciano con uno stupore addosso degno di un bambino che fissa il cielo. Non è sempre facile, ovviamente, perché quando lo stupore passa, a volte, arriva la paura. E la paura è incontrollabile.
Ti prende lo stomaco e ti trascina giù.
Ed è allora che tornano alla mente i rami secchi, la rabbia, l'indecisione e tanto altro.
Ma forse per ora va bene così. Non so come andrà. Il futuro fa più paura di prima, ma almeno il presente è sereno.
Almeno adesso posso godermi quel che mi succede giorno per giorno.
Senza giudizio di alcun tipo.
Con un sorriso.
Finalmente.

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