mercoledì 16 dicembre 2015

Non mi piace

Non mi piace essere lasciata sola.
Non mi piace essere tagliata fuori.
Non mi piace essere sgridata.
Non mi piace essere all'oscuro di cose che mi interessano.
Non mi piace dare il massimo e non vincere.
Non mi piace chi mi spinge.
Non mi piace chi mi spinge a fare le cose.
Non mi piace essere spinta a fare le cose e crederci.
Non mi piace essere spinta a fare le cose, crederci e poi rimanere con un pugno di mosche.
Non mi piace rimanere con un pugno di mosche.
Non mi piace che le persone spariscano.
Non mi piace chi non chiede scusa.
Non mi piace chi manda a dire di essersi comportato male a qualcun'altro invece che al diretto interessato.
Non mi piace allontanarmi da ciò che mi piace.
Non mi piace dire addio alle cose che mi rendono felice.
Non mi piace salutare le cose che mi rendevano felice.
Non mi piace essere spinta via, dalla folla.
Non mi piace perdere chi mi piace.
Non mi piace perdere chi volevo vicino.
Non mi piace non avere vicino chi mi piace.
Non mi piace che le cose cambino.
Non mi piace che le persone se ne vadano.
Non mi piace che le persone partano e non tornino più.
Non mi piace aspettare.
Non mi piace il tempo che passa.
Non mi piace aspettare che il tempo passi.
Non mi piace.
Non mi piace così.

venerdì 11 dicembre 2015

Duemilaecredici

Praticamente un anno dopo torno a scrivere qualcosa.
E dire che in quest'anno di cose ne sono successe. 
Un sacco.
Forse troppe. 
Ho riletto il mio ultimo post, parlavo di normalità.
Nemmeno ora sento di averne una.
E si sta bene?
No, al momento non troppo. Tutt'altro. 
Ma facciamo un riepilogo di questo 2015. 
È iniziato a bomba, nulla da dire. Con momenti che mi hanno riempito gli occhi di stelline luminescenti, come nei cartoni animati. 
Poi ci sono stati alti e bassi. Ho avuto il mio momento di gloria, forse più di uno. Ho avuto i miei momenti di felicità. 
In cui davvero mi sentivo felice.
Un bel guadagno devo dire. 
È stato bello. 
Questo fino a qualche mese fa, quando quello in cui mi sembrava di aver costruito qualcosa se n'è semplicemente andato.
Un momento c'era, il momento dopo non più. 
Puf, sparito.
E io lo so che tutti, dalla loro posizione alta e saggia, dicono "si chiude una porta e si apre un portone", ma quando la porta ti viene chiusa in faccia con la forza di una bomba atomica, si cade.
Si cade, si sfonda la parete del muro dietro e si ruzzola anche giù per le scale fino in cantina.
E una volta lì, in cantina, è difficile trovare il portone. 
Perchè sdraiati a terra a fissare il soffitto si pensa a tutto quello che si è fatto, a tutto quello che si è sbagliato...
E i più romantici dicono "sbaglia tutte le volte che vuoi". 
Sì, certo. 
Sbaglia. 
Ma gli sbagli si pagano, si pagano ogni giorno. Si scontano lentamente, tutti quanti. 
Quindi se volete sbagliate quanto vi pare, ma io per ora sono a posto.
E vorrei fare le cose giuste, vorrei sapere dove mettere i piedi per andare avanti, vorrei sapere dove voltare la testa... perché dove sto guardando ora non mi piace per niente. 
Vorrei riuscire ad aggrapparmi almeno al corrimano per tirarmi in piedi, ma non riesco.
"Dipende solo da te". Altre belle parole che mi sento dire. Sono stanca però. 
Mi sento sola. 
Ma ora, per questo momento, mai avrei pensato che parole che ho scritto quasi tre mesi fa si sarebbero rivelate più vere. 

"Ci sono cose che non si possono dire perché mancano parole per farlo ... ma anche se ci fossero, nessuno ne capirebbe il significato. Lei mi capisce se chiedo pane, acqua o magari un bacio eppure non potrebbe mai capire né togliermi di dosso la mano buia che non so se mi brucia o se mi gela il cuore ogni volta che resto sola.
Come si fa a dire cose che nella mia testa hanno senso e che perdono qualsiasi significato se dette ad alta voce. Come si fa a tradurre quei pensieri che bussano la notte, quando non prendo sonno.
Come si fa a chiedere ti prego, resta qui, quando non è possibile, come si fa a dire Papà guardami, ci sono anche io, esisto, dopo anni di silenzio. Come si fa a trovare le parole giuste per vivere e per essere in pace. Come si fa a dire vorrei essere felice, ma non so come si fa.
Lei lo sa come si fa ad essere felici?
Eh, neppure io.
Forse perchè alla fine non c'è un modo, la felicità si raggiunge solo in alcuni momenti. Quando quello che succede è semplice, più semplice di quello che va male. Non è niente di più che un momento in cui i pensieri smettono di accavallarsi. I problemi si fanno da parte e i sorrisi, quelli veri, coinvolgono anche gli occhi. E in quel momento qualcuno ti chiede Sei felice? E io rispondo di sì. E in quel momento, solo in quel momento, è la verità." 

Mi mancano quei momenti di felicità però. Perché quelli per adesso non li ho più... 
Mi mancano tanto.